25 gennaio 2018

Virginia Woolf e il cinema: un rapporto complicato

La scrittrice non aveva una grande considerazione della Settima Arte, che però ha guardato con interesse alle sue opere e al suo personaggio

 

La star del giorno? Sicuramente Virginia Woolf. In occasione del 136° anniversario della sua nascita, la grande scrittrice, saggista e attivista britannica oggi (giovedì 25 gennaio) è celebrata da Google con il suo Doodle quotidiano.

 

Che opinione aveva la Woolf del cinema? Non proprio tra le più positive. La sua idea in merito è stata espressa nel 1926 nel saggio The Cinema, pubblicato inizialmente sul New York Journal Arts e poi sul The New Republic.

 

Ecco cosa scrisse: “Eppure a prima vista l’arte del cinema sembra semplice, persino stupida. C’è il re che stringe la mano (agli atleti di) una squadra di calcio; c’è lo yacht di Sir Thomas Lipton; Jack Horner che vince il Grand National. L’occhio assorbe tutto istantaneamente, e il cervello, piacevolmente sollecitato, si adatta a guardare cose che accadono senza scomodarsi a pensare […] è un meccanismo elementare […] finché la mente non decide che è ora di svegliarsi. […] E allora l’occhio è in difficoltà, chiede aiuto, dice al cervello: 'Sta succedendo qualcosa che non comprendo. Ho bisogno di te.' Insieme guardano il re, la nave, il cavallo e il cervello si accorge che hanno accettato una qualità che non ha niente a che vedere con la semplice fotografia della vita reale”.

 

Non troppo buona era anche la sua considerazione degli adattamenti cinematografici di opere letterarie: “Tutti i più famosi romanzi del mondo, coi loro personaggi ben delineati e le loro scene famose, basta volerlo e finiscono in un film. Che c’è di più facile e semplice?”.

 

Nonostante queste opinioni non proprio lusinghiere, alcune sue opere sono comunque finite, dopo la sua morte avvenuta nel 1941, sul grande schermo. È il caso di Orlando, riuscito film del 1992 di Sally Potter che ha lanciato la carriera della trasformista Tilda Swinton, e quindi nel 1997 di Mrs. Dalloway, adattamento del suo omonimo romanzo con protagonista Vanessa Redgrave. Va citato anche il meno noto Onde, pellicola del 1982 tratta dal suo libro Le onde. Gita al lago ha invece avuto una trasposizione per il piccolo schermo, il film tv To the Lighthouse con Kenneth Branagh.

 

Il film più celebre che la riguarda comunque è The Hours, lavoro di Stephen Daldry basato sul romanzo di Michael Cunningham, in cui il personaggio di Virginia Woolf è interpretato da una straordinaria Nicole Kidman, per l'occasione premiata con l'unico Oscar della sua carriera. Una performance che, forse, sarebbe stata apprezzata anche dalla stessa Woolf.

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