31 marzo 2016

Un bacio, i 10 film che hanno ispirato Ivan Cotroneo

Due ragazzi e una ragazza. Un omosessuale e due eterosessuali. Tre adolescenti ognuno con un suo problema. Tre non integrati, sfigati, ai margini delle interazioni sociali che contano. Sfruttati, maltrattati ma alla fine più uniti di quanto gli altri coetanei possa vantarsi di essere. Ivan Cotroneo ha scelto tre protagonisti particolari per il suo nuovo film, Un bacio, una teen comedy come raramente se ne fanno in Italia, diversa dall'ondata di cinema italiano giovanilista di inizio anni 2000 e più vicina al genere hollywoodiano di high school e coming of age. Soprattutto un film con tante diverse ispirazioni. È stato lui stesso a confessarcele. Dieci film da cui ha preso qualcosa, o quantomeno a cui deve qualcosa: un personaggio, un'idea, un sentimento, una suggestione o anche una scena. Li abbiamo presi e, dopo aver visto Un bacio, abbiamo provato a capire quali possano essere i punti in comune per ognuno, in che maniera il film di Cotroneo cioè sia legato alle sue ispirazioni e quindi cosa ci si possa ritrovare dentro.

Stand by me - Ricordo di un'estate
"Non ho più avuto amici come quelli che avevo a 12 anni. Ma del resto chi ne ha avuti?" così si chiude uno dei pochi film tratti da racconti non dell'orrore di Stephen King. Là un gruppo di ragazzi che stavano per diventare adolescenti compie l'avventura di una vita, finalmente soli. Nel film di Rob Reiner si respira un'atmosfere d'amicizia e unione umana memorabile, la vera sostanza dei ricordi. È quel senso di famiglia che si sviluppa in un gruppo ristretto di amici a cui ambisce anche Un bacio: trovare nei propri pari ciò che per definizione non è possibile trovare in casa. Breakfast Club
Ovviamente c'è la scuola in Un bacio, la dimensione in cui ogni interazione prende vita, quell'aggregato umano che con le sue regole, i professori, le intransigenze e la convivenza forzata stimola il maltrattamento o le dinamiche di branco. Quel film di John Hughes (assieme ai molti altri dell'autore) cristallizzava definitivamente la maniera in cui il cinema può raccontare quel mondo e in particolar modo chi quelle interazioni le subisce più che provocarle. Outsider uniti per forza i protagonisti di Breakfast Club come quelli di Un bacio comprendono lentamente di essere tutti fatti della medesima pasta, e di essere diversi dagli altri. Noi siamo infinito
È un instant classic, il più recente tra i film dell'elenco però, forse non a caso, ambientato indietro nel tempo, alla fine degli anni. È un adattamento da un romanzo inizialmente adocchiato proprio da Hughes ma realizzato poi solo anni dopo da Stephen Chbosky. È da lì che viene il triangolo del film: un ragazza solitaria e misteriosa, dotata di un proprio mondo, un omosessuale particolare e fuori dai canoni e un eterosessuale. Quest'ultimo forse non somiglia troppo al suo alter ego di Noi siamo infinito, ma i primi due di certo gli sono vicini. Inutile dire che anche le interazioni che nascono, specie tra i personaggi di Emma Watson ed Ezra Miller, appaiono come un'ispirazione per Un bacio. Io non ho paura C'è palesemente qualcosa di Salvatores in Un bacio e non stupisce che Ivan Cotroneo abbia scelto il suo film più smaccatamente sull'infanzia (considerando che Il ragazzo invisibile è più un'operazione su commissione). Per entrambi lo sguardo non vuole essere quello di un coetaneo, contaminato cioè dall'idea che i problemi e le gioie siano i più terribili o fantastici possibili, ma quello di un genitore o comunque di qualcuno di più grande che guarda retrospettivamente agli anni dei protagonisti. Fucking Amal Il film di Lukas Moodysson è l'unico dramma di tutto l'elenco. Da qui Cotroneo attinge per il lato più duro del condizionamento adolescenziale. Quel film mostrava la disperazione dell'esclusione in una ragazza omosessuale, quel movimento che in Un bacio colpisce uno dei personaggi con forza sempre maggiore al procedere della storia. Non è semplice unire dramma a commedia e Un bacio cerca proprio da qui di prendere gli spunti e l'atmosfera da incubo adolescenziale. La paura che tutta la vita sarà come quegli anni d'inferno. Guida per riconoscere i tuoi santi Da questo film di Dito Montiel (uno di quelli che, assieme a Disturbia, ha rivelato Shia Labeouf) viene tutta l'idea che l'adolescenza possa essere un momento pericoloso, che possa essere una fase della vita in cui esiste anche un rischio di morire concreto. Là c'era un viaggio retrospettivo nei quartieri d'origine, qui invece a parte i momenti gioiosi, esiste uno spettro della violenza che affiora ogni tanto fino al gran finale. Jules e Jim Qui è facile. Il film di Truffaut è stato il primo a raccontare senza pregiudizi e con una libertà formale impressionante la possibilità di sentimenti che travalichino le convenzioni. Due uomini e una donna presi in un triangolo amoroso, non è il caso di Un bacio, ma è vero che i tre formano un gruppo che sembra vivere in armonia di sentimenti che nessuno ha il bisogno di etichettare come in Jules e Jim. Le scene di gioia, le scene di vicinanza, le manifestazioni di felicità e di unione non somigliano a film di Truffaut, sono troppo diversi gli stili, ma forse l'idea che le anima è la medesima. Moonrise Kingdom Io e te contro tutti. Nel film di Wes Anderson c'è la voglia di tracciare un solco grandissimo tra il mondo dei due amanti in fuga, ragazzi in età preadolescenziale, e quello degli adulti. Una divisione che rende impossibile ai secondi comprendere le ragioni dei primi e che rende impossibile ai primi anche solo ipotizzare di confidarsi con i secondi. Un bacio vuole guardare molto anche alla maniera in cui le difficoltà adolescenziali si riflettono sui genitori e genericamente sugli adulti che li circondano, con un immaginabile corollario di difficoltà comunicative. Ancora una volta lo stile è molto lontano (perché nessuno ha lo stile di Wes Anderson!) però da Moonrise Kingdom è proprio duro non cogliere l'affermazione di necessaria indipendenza sentimentale. L'età acerba Si era detto che da Noi siamo infinito vengono i caratteri di almeno due dei tre protagonisti, il terzo invece forse arriva da qui, il più muto e riservato, il bello e desiderabile (ma in fondo anche il look semplice e dimesso dell'unica ragazza ha dei legami con questo film). Sono tutte ipotesi, ma quello che invece si può affermare con un po' di certezza è che dal film di Techinè Cotroneo può aver preso l'idea di un finale sul fiume, un bagno tutti insieme che diventa momento di confronto e rivelazione, snodo fondamentale della storia. Les amours imaginaries C'è infine un film di Xavier Dolan, forse ad oggi il più grande autore al mondo a trattare le tematiche gay senza pregiudizi, paternalismi, bigottismi al contrario o clichè che non parlano più a nessuno. Questo è il suo film più gioioso e divertente, di certo il meno austero e per questo il più vicino ad Un bacio, quello in cui l'omosessualità non è vista come un problema ma anzi è vista per com'è, un elemento della vita al pari di tanti altri.