19 ottobre 2017

Umberto Lenzi: addio a uno dei maestri del cinema di genere

Ci ha lasciati all'età di 86 anni uno dei massimi esponenti italiani del genere poliziottesco, ma anche dell'horror

 

È con grande tristezza che oggi il cinema italiano si trova a dire addio a uno dei massimi esponenti del genere poliziottesco, ma autore anche di numerosi horror, thriller e film di guerra. Umberto Lenzi è morto a Roma all'età di 86 anni.

 

I suoi lavori più celebri, quelli che l'hanno trasformato in un autore di culto, sono Milano odia: la polizia non può sparare, Roma a mano armata e Napoli violenta. Tre titoli fondamentali del cinema italiano poliziottesco degli anni '70. Insieme all'attore Tomas Milian, ha inoltre inventato il mitico personaggio di Er Monnezza.

 

Lenzi si è però cimentato anche con il genere bellico, con pellicole come Attentato ai tre grandi e lo statunitense Il grande attacco, e con il giallo erotico italiano, attraverso la trilogia formata da Orgasmo, Così dolce... così perversa e Paranoia. Il regista nato nel 1931 a Massa Marittima ha anche ideato con il film Il paese del sesso selvaggio un genere inedito, il cosiddetto “cannibalico”. Tra i suoi altri lavori horror cult ci sono poi Incubo sulla città contaminata, un lavoro pubblicamente venerato da Quentin Tarantino, Mangiati vivi!, Cannibal Ferox, La casa 3 – Ghosthouse e Paura nel buio.

 

Negli ultimi anni Umberto Lenzi si è dedicato alla carriera di scrittore, con una serie di romanzi di successo incentrati sul personaggio di Bruno Astolfi, detective privato antifascista. Con Lenzi se ne va però soprattutto uno degli ultimi maestri del cinema di genere in Italia.