04 ottobre 2016

La magia del cinema in 5 trucchi speciali

Nei film niente è come sembra: scopriamo alcuni modi in cui i cineasti ci “prendono in giro”

 

Come si crea la magia del cinema? Una sceneggiatura ben scritta, un regista che sa il fatto suo e delle grandi interpretazioni sono elementi fondamentali, certo, però a volte serve anche qualcos'altro. Per rendere più verosimili persino le cose più incredibili, spesso le pellicole si avvalgono di qualche “trucco”, effetti più o meno speciali che danno vita alla grande illusione della Settima Arte. Vediamone alcuni.

Per le scene di massa non è necessario che ci siano un mucchio di persone effettivamente presenti. Un trucco è per esempio quello di utilizzare al posto delle persone vere delle bambole gonfiabili che fungono da vere e proprie comparse. Sono la scelta migliore, e più economica, soprattutto per le scene poco movimentate e prive d'azione. Un esempio si può notare nella scena dello stadio nel film da Oscar Il discorso del re.

I personaggi mostruosi che popolano soprattutto le pellicole fantasy e sci-fi possono essere creati in vari modi. Con le moderne tecniche di computer grafica, ma non solo. La vecchia scuola suggerisce che utilizzare un vero attore all'interno di un costume è sempre una delle scelte più efficaci. Si veda l'ultimo Star Wars: Il risveglio della Forza in cui dietro, o meglio dentro Chewbecca, c'è sempre l'interprete britannico Peter Mayhew.

Si può modificare l'altezza di un attore? Certo che sì, o almeno si può fare finta che sia più o meno alto rispetto alla realtà e non sempre sono necessari chissà quali costosi effetti speciali. Gli autori delle scenografie si avvalgono di alcuni trucchetti per alterare la percezione delle dimensioni. Spesso vengono ad esempio utilizzati sgabelli e rialzi che naturalmente non vengono ripresi dalle macchine da presa, oppure si possono ridurre o aumentare le dimensioni regolari dei mobili e degli oggetti presenti. È grazie a stratagemmi del genere che un “gigante” come l'attore britannico Richard Armitage, alto 1 metro e 89, può apparire come un nano nella saga de Lo Hobbit di Peter Jackson.

Uno dei trucchi cinematografici più efficaci è... il trucco. Il make up può risultare essenziale per modificare l'età, la razza e persino il sesso di un attore, o almeno la percezione che ne abbiamo sul grande schermo. Efficace o meno, a voi il giudizio. Molto criticata è stata ad esempio la scelta di tenere Leonardo DiCaprio nei panni di J. Edgar anche durante il periodo in cui è decisamente in là con gli anni. Una decisione che è costata all'attore fino a 6 ore di trucco al giorno, con tanto di utilizzo di dentiere, lenti a contatto e silicone sul viso.

Chiudiamo questa rassegna con una soluzione più tecnologica e anche costosa rispetto alle precedenti, ma che ripaga con degli ottimi risultati. Il motion capture è quella tecnica che registra il movimento del corpo di un attore attraverso degli elettrodi, in modo da dare vita a un personaggio tutto nuovo creato con la computer grafica. L'esempio più celebre e a oggi anche il più riuscito è quello del Gollum interpretato nella saga de Il Signore degli Anelli da Andy Serkis, un vero specialista nell'arte del motion capture.