13 giugno 2017

Transformers 5, Anthony Hopkins ammette: Non ho capito la trama del film

L'attore 79enne ha anche parlato delle sue interpretazioni migliori, lasciando fuori a sorpresa quella ne Il silenzio degli innocenti

 

Volete sapere di cosa parlerà Transformers – L'ultimo cavaliere, il quinto capitolo dell'epica saga robotica diretta da Michael Bay? Beh, non chiedetelo a uno dei suoi interpreti, Sir Anthony Hopkins.

 

Guarda il Close Up di Paramount Channel dedicato a Anthony Hopkins

 

In una nuova intervista, rilasciata proprio in occasione del lancio promozionale della pellicola, il grande attore gallese ha infatti confessato di non aver capito molto della trama del lavoro. Per quanto si sia divertito sul set nella parte dello studioso Edmund Burton, ha ammesso: “Non mi chiederete di raccontarvi la trama, vero? Perché è molto complicata e c’è dentro tutta la mitologia dei quattro film passati che torna a farsi sentire. Devo ammettere che non ci ho capito molto. So solo che interpreto un colto ed eccentrico signore inglese di rango elevato. Mi sono divertito molto, in compenso, Mark Wahlberg è stato un ottimo compagno di viaggio e le location erano bellissime. Io arrivavo sul set, indossavo il mio abito, dicevo le mie battute e mi tenevo fuori dai guai. Ecco quello che facevo sul set. Sicuramente meglio che fare la fame”.

 

Guarda il trailer di Transformers – L'ultimo cavaliere

 

Se non vuoi farti trovare impreparato quanto l'attore, ti consigliamo di fare un bel ripasso del precedente capitolo, guardando Transformers 4 – L'era dell'estinzione domenica 18 giugno alle 21.15 su Paramount Channel (canale 27 del digitale terrestre).

 

Anthony Hopkins ha poi rilasciato una dichiarazione ancora più sorprendente. Secondo lui l'interpretazione di Hannibal Lecter nel capolavoro Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, per cui ha vinto l'Oscar 1991 di miglior attore protagonista, non rientra tra le sue migliori di sempre: “No, no, assolutamente no. Ho imparato le mie battute, sono andato sul set e mi buttavano dentro a una scatola di vetro. Era un buon ruolo, ma secondo me ho dato il mio meglio in Quel che resta del giorno, Gli intrighi del potere – Nixon e Indian – La grande sfida. La cosa migliore di quel film è che mi ha portato fuori dal teatro. Ne avevo fatto per sei mesi e la noia cominciava a fare capolino…”.

 

A questo punto speriamo proprio che Hannibal the Cannibal non legga la sua intervista...