14 settembre 2016

Tour delle più belle città… post-apocalittiche

Un altro tema che la fantascienza ama tanto-tanto? Mostrarci un futuro in cui la nostra civiltà non esiste più, devastata da un’epidemia letale, pettinata dai bagliori di un conflitto nucleare o da qualche altra sfida su scala planetaria. Ecco allora quattro città (e un intero Paese) in cinque film, per il nostro tour in un domani parecchio più brutto e pericoloso del nostro presente. di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Manhattan troppo affollata? Non per Robert Neville, che nel lontano (ehr) 2012 è l’unico sopravvissuto nella Grande Mela, dopo che un virus ne ha sterminato la popolazione, lasciando in giro solo degli zombie parecchio attaccabrighe. Il film non è male, e soprattutto le immagini di una New York desolata e in completo stato di abbandono, nella quale Robert (Will Smith) si aggira con il cane Sam, sono di grande effetto. Peccato per il finale che ribalta il concetto del libro da cui è stato tratto.
La curiosità:Il romanzo omonimo in questione, Io sono leggenda di Richard Matheson, era stato già trasposto in altri due film, L’ultimo uomo sulla Terra (1964, di Ubaldo Ragona) e il più celebre 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra (The Omega Man) con Charlton Heston.
Quindici anni dopo la sua fuga da New York, Jena Plissken è alle prese con un’altra città prigione. Il temuto Big One, il terremoto più devastante di sempre, alla fine è arrivato e a ha staccato la California dal resto del Paese. Poco male: Los Angeles viene trasformata in un altro gigantesco carcere a cielo aperto e ancora una volta per Plissken si tratta di una questione di vita o di morte. Questa storia della roba che gli iniettano come bomba a tempo motivazionale è davvero poco simpatica.
La curiosità: Kurt Russell funziona benone come Plissken invecchiato di quindici anni, perché… anche nella realtà sono passati esattamente tre lustri dal primo capitolo.
Quanto tempo ci mette un virus trasmesso all’uomo dagli scimpanzé per disintegrare la società e trasformare Londra in un deserto popolato solo da alcuni tra gli zombie più veloci che si siano mai visti? Molto meno di 28 giorni. Jim (Cillian Murphy) si sveglia quando è trascorso quasi un mese dal giorno zero, appunto, ma il più è già fatto. La città è stata evacuata da due settimane e questi infetti che se ne vanno in giro non sono per nulla amichevoli. Eh, no. Gran bel film, l’ennesimo nella carriera di Danny Boyle.
La curiosità: Ci sono ben tre finali alternativi di 28 giorni dopo, recuperati sin dalle prime edizioni in DVD. In tutti e tre, però, Jim non fa una bella fine…
Dal manga capolavoro di Katsuhiro Otomo, uno dei primi film anime giapponese ad avere un grande impatto sull’immaginario collettivo dell’intero pianeta. Tokyo è stata distrutta nel 1988 allo scoppio della Terza Guerra Mondiale. Al suo posto si è iniziato a costruire una nuova metropoli, Neo Tokyo, ma nel 2019, anno in cui è ambientata la storia, la città è preda degli scontri tra bande e soprattutto delle devastazioni provocate da dei giovani esper.
La curiosità: La costruzione di Neo Tokyo avviene, prima che la storia inizi, all’insegna delle Olimpiadi del 2020, che la città avrebbe dovuto ospitare. Cioè, prima di ri-esplodere. Ora, indovina un po’ dove si svolgeranno le vere Olimpiadi del 2020…
Ok, qui stiamo barando. Avremmo potuto scegliere l’Atlanta di The Walking Dead o tante altre città postapocalittiche, ma la verità è che non si può parlare di scenari post-apocalittici senza citare Mad Max, e in particolare il secondo film della serie. Mad Max 2 (in Italia Interceptor - Il guerriero della strada) ha dato un volto e una cresta al dopobomba. Senza di esso, non avremmo avuto le bande di selvaggi e più in generale tutta l’estetica di Ken il Guerriero e un sacco di altri film, videogiochi, fumetti. L’Australia solcata da Max Rockatansky a bordo della sua V8 Interceptor è il futuro finito male perfetto. Non un bel posto per una vacanza, comunque.
La curiosità: Per un problema di diritti, la promozione del film negli USA avvenne senza mai menzionare nei trailer o sui cartelloni il fatto che si trattasse di un sequel. Per gli stessi motivi, il titolo fu cambiato lì in The Road Warrior.