05 aprile 2016

Supermacchine, supermoto, superqualsiasi cosa

Le strade e i cieli degli anni 80 non erano solcati da veicoli e velivoli qualunque: se non eri un supermezzo, se non avevi un nome aggressivo, una velocità di punta smodata e un pilota col giubbotto di pelle o il casco nero, non eri niente. Sono gli anni di Supercar e di tutti i suoi vari emuli, che dispensavano giustizia umiliando il codice della strada... di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Una delle icone più universali degli anni 80 è una Pontiac Firebird Trans Am nera con un led rosso a scorrimento ripreso da Battlestar Galactica, un'avanzatissima quanto pedante intelligenza artificiale, una serie di trucchi che neanche alle Wacky Races e un pilota, Michael Knight (David Hasselhoff), che piace alle donne e porta le camicie sbottonate fino allo sterno. Tutti i ragazzini dell'epoca sognano di guidare KITT (acronimo di Knight Industries Two Thousand, cioè Industrie Knight 2000), saltando i muretti, i cancelli e le auto dei vigili della municipale con il Turbo Boost. Le sfide con il gemello malvagio KARR e con il camion Goliath (costruito da Garth Knight, a sua volta evil twin di Michael), entrano di diritto nella storia della TV. Del resto, come si fa a dimenticare il David Hasselhoff cattivo con il pizzetto, alla guida del suo camion corazzato? Supercar (Knight Rider) va in onda negli USA per quattro stagioni, tra il 1982 e il 1986. Seguono vari special TV, come Supercar 2000 - Indagine ad alta velocità (Knight Rider 2000, 1991), pilota per una nuova serie mai realizzata, il telefilm Team Knight Rider (1997), con una squadra di veicoli intelligenti, il film reboot Knight Rider (2008) e la serie che ne è derivata, durata solo 17 episodi.
La curiosità:tra i vari attori apparsi nella serie troviamo Kabir Bedi (Sandokan), Geena Davis e Alan Oppenheimer. Magari il suo nome non vi dice niente, ma negli USA Oppenheimer è famoso per aver prestato la propria voce a tantissimi personaggi dei cartoni, dai Masters of The Universe (Skeletor e altri) ai Transformers, passando per i Ghostbusters della Filmation.
“Michael, fai attenzione là dietro. Michael, mi raccomando, copriti, o prenderai un raffreddore. Michael...”. Non sempre le auto parlanti sono facili da sopportare...
Una sola, fugace apparizione negli annali della TV: una stagione di 13 episodi, all'inizio dell'85, per mettersi chiaramente in scia di Supercar. Questo fa di Street Hawk/Il Falco della Strada una serie di nicchia, non famosa quanto Supercar (o l'altrettanto breve Automan), eppure non priva di un suo fascino aggressivo. Vero è che una supermoto (ovviamente tutta nera) in grado di raggiungere le 300 miglia orarie non passa esattamente inosservata. Il poliziotto Jesse Mach (Rex Smith) viene curato segretamente dall'FBI e in cambio gli appioppano la guida di questo veicolo sperimentale. Risultato: Jesse continua a lavorare normalmente al distretto di giorno, mentre di notte si trasforma in un vigilante e dà la caccia ai criminali in sella al Falco... inseguito dai suoi stessi colleghi che non conoscono l'identità di questo misterioso centauro tutto vestito di nero. In pratica, doppio lavoro e col rischio di prenderle pure dai colleghi dell'ufficio, bella fregatura... Molto particolare la colonna sonora del telefilm, con le musiche curate dagli alfieri del krautrock, i Tangerine Dream.
La curiosità: parlando di musica, l'attore che interpreta Jesse Mach, Rex Smith, nasce cantante e incide a fine anni 70 diversi brani di successo. Nel 1989 avrebbe interpretato l'eroe Marvel Daredevil nel film TV Processo all'Incredibile Hulk.
Nebbiolina e luci d'atmosfera: buona caccia, Jesse (ma occhio ai colleghi).
Tuono Blu è un film di John Badham con Roy Scheider, uscito nel 1983: la storia di un superelicottero con computerone del futuro a bordo e mitragliatrice a canne rotanti. La serie TV omonima debutta un anno dopo, seguendo lo stesso canovaccio: un elicottero sperimentale superfigo impiegato per la lotta al crimine dalla solita polizia di Los Angeles. La serie, che annovera nel cast James Farentino, Dana Carvey e l'ex giocatore di football Bubba Smith (l'Hightower dei film Scuola di Polizia), decolla con le migliori speranze, ma è costretta a un brutto atterraggio, dopo solo 11 episodi, perché al venerdì sera viene distrutta negli USA dalle puntate di Dallas, che si mangiano tutto lo share: J.R. è troppo perfido perfino per i superelicotteri. Come nella pellicola, l'elicottero del telefilm è un Aérospatiale Gazelle francese modificato e la serie fa ampio uso di sequenze riciclate dal film.
La curiosità: Dana Carvey diventerà famoso di lì a poco come comico del Saturday Night Live. Da lì nascerà il sodalizio artistico con Mike Meyers, poi sfociato nei due Fusi di Testa/Wayne's World.
Tuono Blu, cielo rosso, sole giallo.
Supercopter (in originale Airwolf), rivale più fortunato del Tuono Blu televisivo, va in onda per quattro anni tra l'84 e l'87. Creata da Donald P. Bellisario, lo stesso autore di Magnum P.I., la serie raccontava le avventure di una squadra speciale dotata del suo bravo elicottero supertecnologico, con un tema di fondo che miscelava spionaggio e ultimi scampoli di Guerra Fredda. Nel cast il premio Oscar Ernest Borgnine e il Jan-Michael Vincent di Un mercoledì da leoni, qui nei panni di Stringfellow Hawke, ribattezzato nella versione italiana Stradivarius Hawke per la sua passione per il violino. Al termine della terza stagione, lo show viene prima cancellato, poi ripreso per una quarta annata da un altro network, con un cast completamente diverso e un budget notevolmente ridotto. Nei panni del nuovo pilota, il redivivo John Hawke (in precedenza creduto morto in Vietnam), c'era Barry Van Dyke, figlio del celebre Dick Van Dyke.
La curiosità: l'elicottero usato per il telefilm era un Bell 222. Alla fine dello show venne venduto e convertito in Germania in un'eliambulanza. Purtroppo non è una storia a lieto fine: il velivolo si schiantò in volo durante una tempesta, nel 1992.
con quel logo su fondo quadrettato che fa tantissimo anni 80...
Dunque... Superauto, check. Supermoto, check. Superelicotteri, check. Cosa manca? Ma un bel superTIR! Un camion gigantesco, in grado di far sparire dalla vergogna perfino il Goliath di Supercar. Ecco allora Il Giustiziere della Strada (The Highwayman). Creata dal solito Glen A. Larson (Supercar) e ambientata in un “prossimo futuro”, Il Giustiziere della Strada ebbe vita brevissima: solo un pilot e la miseria di nove episodi. Un uomo misterioso, parte di un'altrettanto misteriosa organizzazione, combatte il crimine a bordo di un camion corazzato la cui parte superiore è formata da un elicottero Gazelle, che può spiccare il volo alla bisogna. L'unico membro del cast del pilota ad apparire anche negli altri episodi è il protagonista, l'Highwayman, interpretato da Sam J. Jones, il Flash Gordon dell'omonimo film del 1980 con Ornella Muti e Mariangela Melato. Nel pilota c'era anche Claudia Christian, in seguito la Susan Ivanova di Babylon 5.
La curiosità: Come l'elicottero di Supercopter, anche il camion de Il Giustiziere della Strada ha avuto una seconda vita dopo l'ultimo ciak. È stato acquistato da un tatuatore texano, che lo ha trasformato in un laboratorio per tatuaggi su ruote. Per chi volesse farsi un ricordino indelebile a bordo di un residuato degli anni 80...
sai che botta d'assicurazione.