29 giugno 2016

La storia del cinema... su quattro ruote

Il mondo della TV è piena di auto memorabili, dal Generale Lee a K.I.T.T., da Automan alle Ferrari di Magnum P.I. e Miami Vice. Ma anche la storia del cinema è popolata da bolidi entrati direttamente nel mito, in una derapata controllata con il freno a mano, volando… o sparati da un cannone ad aria. Ecco 10 auto leggendarie del grande schermo. di Alessandro “DocManhattan” Apreda
L’auto simbolo della quadrilogia di George Miller. La V8 Interceptor di Max appare in tre dei quattro film (era assente in Oltre la sfera del tuono) e fu ricavata per la prima pellicola da una Ford Falcon XB GT del ’73. Nel primo film la V8 viene offerta a Max Rockatansky (Mel Gibson) quando vuole lasciare il corpo di polizia, per convincerlo a restare, e in seguito la utilizzerà per portare a termine la sua vendetta nei confronti della band di motociclisti che gli ha sterminato la famiglia.
La curiosità: alla fine delle riprese, la V8 venne ceduta a uno dei tecnici, essenzialmente perché i produttori non avevano i soldi per pagarlo. Questi apportò diverse modifiche al veicolo, il che spiega perché all’inizio del secondo film sia così diverso. Riacquistato dai produttori per girare Mad Max 2 (dove venne usato accanto a una nuova V8 assemblata per l’occasione), venne rivenduto alla fine… a uno sfasciacarrozze. Fortunatamente la V8 si salvò dalla demolizione, finendo nelle mani di un appassionato, che l’ha restaurata e resa un pezzo da museo.
Non è un caso che la Ford abbia usato diverse volte le immagini e del film con Steve McQueen per i suoi spot. Bullitt (1968) non sarebbe il grande classico che è diventato senza la sua Ford Mustang 390 GT del ’68 di colore verde. Con quello storico burnout quando Frank Bullitt ingrana la retromarcia e dà gas, che non era previsto dal copione: McQueen non aveva semplicemente azionato bene la leva del cambio automatico, tutta la magia del cinema in un errore.
La curiosità: per le riprese della famosa scena dell’inseguimento vennero usate due Mustang e due Dodge Charger (l’auto dei cattivi). Le Mustang le aveva prestate alla produzione la Ford, come parte di un accordo promozionale con la Warner.
Il maggiolino protagonista dell’arcinota serie Disney, andata avanti dal ’68 al 2005 (anno di Herbie - Il super Maggiolino, quello con Lindsey Lohan), cioè per quasi quarant’anni. Sotto il suo numero da corsa, il 53, e le strisce rosse e blu c’era un semplice Maggiolino Volkswagen del ’63.
La curiosità: in Herbie sbarca in Messico (1980), Herbie viene trasformato dal piccolo Paco in un taxi. Paco chiama il Maggiolino “Ocho”, cioè otto, la somma dei numeri 5 e 3. Il nickname fu scelto soprattutto per far rima con Vocho, il nome del Maggiolino in Messico. Ocho the Vocho! Sì, suona.
In mezzo a tante auto straniere, un po’ di orgoglio tricolore, la Lamborghini Aventador che appare in Transformers 4 - L'era dell'estinzione. Nera e superbadass, e quindi ovviamente dalla parte dei Decepticon, come versione su gomma del letale Lockdown. D’altronde, se hai un mostro aerodinamico da 700 cavalli da 350 km all’ora, che va da zero a 100 in meno di tre secondi (sì, esatto), non gli fai fare il cattivo? Appunto.
La curiosità: perché le Lamborghini hanno tutte questi nomi spagnoli? Perché, in omaggio al simbolo dell’azienda automobilistica (un toro), prendono tutte il nome di un toro messosi in luce per il suo coraggio in una corrida. Aventador, pace all’anima bovina sua, fece furore in una corrida a Saragozza nel ‘93
Un prototipo militare costruito dalla Divisione Scienze Applicate della Wayne Enterprises, finché il titolare, il Sig. Bruce, non gli lancia un’occhiata, la trova abbastanza tamarra e aggressiva come veicolo per affrontare il crimine di Gotham City e la trasforma nella sua Batmobile. L’auto della trilogia di Christopher Nolan è più simile a un carro armato su ruote che a un veicolo normale, ma, che piaccia o meno, è più funzionale per la routine notturna di un giustiziere mascherato. Sospensioni migliori e infilarti nei vicoli è meno difficile: al massimo sfondi i muri e #ciaone, tanto paga Wayne.
La curiosità: come è facile intuire, il Tumbler è stato realizzato praticamente da zero, sulla base delle indicazioni offerte ai designer dallo stesso Nolan… armeggiando con della plastilina. Ora, siccome c’è chi nasce per fare il regista e chi per progettare veicoli da film, quel prototipo fatto col Play-Doh ricordava, sono parole dello stesso Nolan, “più un cornetto che una macchina”
Passando da un capo all’altro della scala “livello di aggressività della Batmobile, inversamente proporzionale al suo stile”, troviamo quella del Batman di Tim Burton del 1989. Anch’essa una reinterpretazione, anche se non così libera, dei vari tipi di Batmobile usate fino ad allora nei fumetti. Il Batman di Nolan, dark e gotico, aveva bisogno di un’auto adeguata per il suo eroe e per inventarselo il designer Anton Furst si ispirò ai motori dei jet, mischiandoli con le pinne da auto degli anni 50 e a un feeling generale da Art Deco. La Batmobile venne costruita utilizzando il telaio e il motore di una Chevrolet Impala da 365 cavalli.
La curiosità: la parente più prossima della Batmobile di Burton? La Thrust2, auto spinta davvero dal motore di un jet, praticamente un razzo su ruote, costruita con l’apposito scopo di stracciare i record di velocità (record che ha detenuto dal’83 al ’97). Quanto andava veloce? Beh, riuscite a immaginare qualcosa che viaggia a terra a 1,047 km/h? Ecco.
Lasciando Gotham, ma restando nel campo delle auto-mostro nere ed esteticamente, ehr, molto esuberanti, come non citare la Dodge Charger R/T guidata da Dominic Toretto (Vin Diesel) nell’infinita saga su ruote Fast and Furious? Apparsa nel primo capitolo, è stata poi ripresa nel quinto, sesto e settimo film, ma la Charger di Toretto era leggermente diversa in questi ultimi. Per dirne una, il blower (induttore d’aria) che spunta dal cofano, nel primo film era finto.
La curiosità: in ogni film o telefilm in cui si adopera un veicolo per delle scene action, è necessario per varie ragioni averne a disposizione più esemplari. Quali ragioni? Diversi tipi di riprese e la possibilità che i veicoli finiscano sfasciati prima del tempo, tanto per iniziare. Per ogni nuovo Fast and Furious servivano quindi più Dodge Charger nere uguali. Il problema è che a un certo punto per la produzione non è stato facile trovarne e hanno dovuto iniziare a comprarne alcune in condizioni disastrose e farle rimettere a nuovo…
La mitica Ecto-1 degli Acchiappafantasmami, ricavata come noto da una vecchia ambulanza, una Cadillac Ambulance Miller-Meteor limo-style endloader combination del '59. A scriverci il nome per intero, dietro al portabagagli, non ci stava tutto. E perché la Cadillac produceva nel ’59 delle ambulanze così buffe? Beh, non lo faceva. Era infatti un’azienda dell’Ohio, la Miller-Meteor, a farlo, forte di una licenza per trasformare delle auto Cadillac in ambulanze, limousine e perfino carri funebri.
La curiosità: l’ambulanza della Miller-Meteor venne ovviamente modificata per il film, cambiando la sirena e aggiungendo tutti gli elementi sul tetto. Il motore restava però quello di una vecchia auto di trentacinque anni prima. Durante le riprese della scena in cui Ray e Winston sono in auto sul ponte di Brooklyn, la macchina si ruppe e fu necessario ripararla…
L’auto simbolo di uno dei film di James Bond più celebri tra quelli (ben sette) interpretati da Roger Moore, La spia che mi amava. Merito anche della Lotus Esprit Series 1 subacquea usata da Bond. In realtà tre dei quattro modelli impiegati durante le riprese erano dei semplici gusci vuoti, con la sola scocca in fibra di vetro, letteralmente sparati in acqua da un cannone ad aria compressa!
La curiosità: nel copione e sul set le auto sottomarine venivano chiamate Wet Nellie, “Nellie bagnata”, in omaggio all’elicottero Little Nellie di Si vive solo due volte.
Chiudiamo, ovviamente, con l’auto da film più famosa di tutte, la DMC-12 DeLorean di Ritorno al Futuro. Per le riprese del primo film ne vennero utilizzate tre, e quella impiegata nelle scene di guida aveva un motore Porsche per renderla più veloce. Si trattava di un veicolo regolarmente omologato, con targa 3CZV657 e vanity plate (la targa personalizzata ottenibile pagando un extra alla motorizzazione) "OUTATIME".
La curiosità: La DeLorean venne scelta perché aveva un look sufficientemente fantascientifico, soprattutto per le portiere ad ali di gabbiano, ma all'inizio si era pensato a una macchina del tempo completamente diversa da un’automobile: un frigorifero in un'area di test per ordigni nucleari nel Nevada. L’idea venne scartata perché Spielberg, produttore della pellicola, aveva paura che i ragazzini finissero chiusi nel frigo di casa per emulazione. Molti anni dopo, lo stesso Spielberg avrebbe riesumato quella vecchia storia dei frigoriferi e delle esplosioni nucleari per il quarto Indiana Jones
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