22 giugno 2016

“Stai lontana da lei, maledetta!”

Ci sono gli eroi dei film di fantascienza e poi ci sono le eroine, che in genere sono più toste dei colleghi maschi, menano come fabbri e sono molto più propense a sopravvivere a mostri alieni, robot terminatori provenienti dal futuro e chissà che altro. Ecco cinque grandi figure femminili del cinema sci-fi. di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Partiamo ovviamente dalla più tosta di tutti, Ellen Ripley. L’intero equipaggio della nave Nostromo ci lascia le penne, a causa di un clandestino a bordo permalosissimo? Lei sopravvive. Un’intera squadra di space marine viene spazzata via da un’orda di xenomorfi? Lei sopravvive. Con una ragazzina in braccio. Prendendo a cazzotti la regina aliena. Non ne fanno più, di tipe toste come Ellen Ripley, si è rotto proprio lo stampo. Dopo Alien e Aliens - Scontro Finale, Sigourney Weaver è tornata a interpretare il personaggio altre due volte, in Alien³ (1992) e Alien - La clonazione (1997), in cui Ripley veniva clonata, appunto, duecento anni dopo la sua morte. Le cose non sono andate esattamente benissimo…
La curiosità: Diciassette anni dopo Alien - La Clonazione, Sigourney Weaver è tornata a dar voce al personaggio di Ripley, per un’espansione del videogioco Alien: Isolation, incentrato sulle vicende della figlia di Ellen, Amanda.
E prova a dirle qualcosa, coraggio…
La principessa di una fiaba spaziale, con un cavaliere alla riscossa (che si scoprirà essere suo fratello), un cavaliere nero malvagio (che si scoprirà essere suo padre) e uno scanzonato scudiero di supporto (che si scoprirà… no, niente, che diventerà suo marito). A vederla oggi, in Star Wars Episodio VII, fa un po’ tenerezza, perché gli anni passano per tutti, ma Leia Organa (da noi Leila) è sempre stata una principessa d’azione, che non si tira indietro quando c’è da usare un blaster o sfuggire ai laser di Stormtrooper dalla mira scarsissima. La versione in bikini da “Slave Leia”, per quanto oggi si tenda a farla scivolare sotto al tappeto perché non esattamente il massimo in quanto a rispetto della figura femminile, è da sempre una delle icone massime del mondo nerd.
La curiosità: quel vestito da schiava nasce peraltro per far contenta l’attrice, Carrie Fisher, stanca di indossare quegli abiti da monaca. Ne Il ritorno dello Jedi, ecco allora il bikini. Il problema? Era troppo rigido, perciò durante le riprese con Leia sdraiata capitava in continuazione che un seno della Fisher finisse al vento…
Ed è subito meme.
Il nome Katniss deriva da quello dell’erba chiamata da noi sagittaria, per la sua forma a freccia: era destino che la signorina Everdeen si ritrovasse con un arco in mano. Nomen omen, quelle storie lì degli antichi romani. Protagonista degli Hunger Games nei libri e nei film omonimi, la giovane Katniss è costretta prima ad affrontare questi giochi mortali (due volte), poi a condurre la rivolta contro Capitol City. Da giovane gladiatrice a capopopolo, senza passare dal via. I tre romanzi di Suzanne Collins sono diventati quattro pellicole per il grande schermo, perché la terza, Il canto della rivolta, è stata divisa in due parti. Per la sua interpretazione in quest’ultimo capitolo della saga, Jennifer Lawrence è stata premiata come “miglior eroe” agli MTV Movie Awards di quest’anno.
La curiosità: Il vestito rosso che Katniss indossa nella locandina di Hunger Games: Il canto della rivolta - Parte 2 non appare mai durante il film.
Con una mira da far invidia a Occhio di Falco degli Avengers.
Personaggio femminile principale di uno dei film di fantascienza più importanti di fine millennio, Trinity resta probabilmente uno degli elementi migliori anche nei due deludenti seguiti di Matrix. Una Carrie-Anne Moss coperta di pelle nera, con gli occhiali da sole, esperta di arti marziali e nell’uso delle armi da fuoco, ex hacker… praticamente un poster vivente della “tipa tosta da pellicola sci-fi” di fine anni Novanta. L’Oracolo le ha predetto che un giorno si sarebbe innamorata dell’Eletto, e sono in effetti quelle cose che ti segnano. Lei, in seguito, sarà pronta a sacrificarsi per lui, Neo. Ma la cosa non è esattamente reciproca, perché nel terzo film è lei a restare stecchita. Peccato.
La curiosità:: Trinity è apparsa anche nel videogioco Matrix: Path of Neo e in due episodi del film Animatrix, raccolta di cortometraggi animati ispirati al primo Matrix.
Frase memorabile? Pronti. Trinity: “Sei ore fa ero pronta a dare la vita per te. Sai cos’è cambiato nelle ultime sei ore?”. Neo: “Cosa?”. Trinity: “Niente”.
Di Sarah Connor ce ne sono state tante, e per pura ruffianaggine nei confronti dei lettori più giovani abbiamo scelto la foto della Sarah interpretata da Lena Headey (la Cersei di Game of Thrones) nella serie TV Terminator: The Sarah Connor Chronicles. Difficile però dimenticare la prima, la Linda Hamilton di Terminator e Terminator 2 - Il giorno del giudizio. La tua vita normale va in frantumi quando vieni a sapere che il figlio che ancora non hai concepito sarà un giorno l’ultima speranza dell’umanità nella guerra contro la versione evoluta dei tostapane. Ragion per cui loro, le macchine, spediscono dal futuro Arnold Schwarzenegger a ucciderti. Bazzecole per una come Sarah, più tosta di un diamante: Skynet le fa un baffo.
La curiosità: oltre che in Terminator: The Sarah Connor Chronicles, Sarah è tornata in azione nell’ultimo film della saga, Terminator Genisys, dove è interpretata da un’altra star di Game of Thrones, Emilia Clarke, la regina dei draghi Daenerys Targaryen.
Linda Hamilton e il regista dei primi due Terminator, James Cameron, si sono sposati nel ’97… e hanno divorziato due anni dopo.