30 gennaio 2018

Sono tornato: il ritorno di Mussolini per riflettere sull'Italia di oggi

Il regista Luca Miniero ipotizza che il Duce rischierebbe di vincere le elezioni

 

Un personaggio del passato, della pagina più oscura del passato del nostro paese, per riflettere sull'Italia di oggi. Sembra essere questo lo scopo di Sono tornato, il nuovo film diretto da Luca Miniero, il regista dei successi Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord, nelle sale a partire da giovedì 1 febbraio.

 

La pellicola è l'adattamento italiano di Lui è tornato (Er ist wieder da), pellicola tedesca girata da David Wnendt a sua volta tratta dall'omonimo romanzo di Timur Vermes, in cui si raccontava del ritorno di Adolf Hitler nella Germania contemporanea. Nella versione tricolore a tornare nell'Italia dei nostri giorni è invece Benito Mussolini, nei cui panni troveremo Massimo Popolizio.

 

Presentando il film, che vede nel cast anche Frank Matano, Gioele Dix e Stefania Rocca, Luca Miniero ha raccontato: “All’inizio si ride, poi ci si vergogna un po’. Il mio non è un film sul Duce, ma sull’Italia di oggi. Ci mostra che Mussolini non è un alieno e che, se incute timori, non è tanto perché potrebbe riportare il fascismo al potere, ma perché è molto simile a noi, fa già parte del nostro paesaggio morale”.

 

Un lavoro che soprattutto in un periodo di campagna elettorale come questo è più che mai attuale: “Paradossalmente tutti i partiti, di destra e di sinistra, utilizzano il populismo come arma di distrazione di massa. Quello che dichiara il nostro Duce riassume quello che dicono i politici di adesso, per esempio, sulla questione immigrati. E questo è l’aspetto inquietante”.

 

Il regista ipotizza inoltre che Mussolini oggi potrebbe trionfare alle elezioni: “Ci sono state reazioni violente, ma anche tanta condiscendenza. Non avevamo il demonio di Hitler, ma un parademonio come Mussolini. Non volevamo giudicarlo perché è già stato giudicato dalla Storia, la nostra intenzione era di non metterci su un territorio ideologico, non era quello che ci interessava. Il film aggancia il pubblico, lo tira dentro con un personaggio umano, ma certo non è apologia di fascismo. Gli italiani diversamente dai tedeschi non hanno mai fatto del tutto i conti con il loro dittatore, ma io sono convinto che se oggi tornasse Mussolini vincerebbe le elezioni, salvo poi dopo due anni vedere cadere il proprio governo. Non è necessario un fascismo armato, perché il populismo ha già profondamente condizionato tutta la società grazie a un sistema dei media complice e questo fa molta paura”.