05 aprile 2017

Sì, lo voglio (il film)

Le nozze, punto d’arrivo o di svolta di ogni storia d’amore, ma anche inevitabile motore di catastrofi. Non sorprende affatto che un intero scaffale della cineteca hollywoodiana, reparto commedie sentimentali, sia dedicato a matrimoni di ogni tipo. Regola generale: più improbabili e tormentati sono, meglio è. Ecco allora cinque film in cui tutto gira attorno alle nozze!
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Alias The Wedding Planner. Lei, Jennifer Lopez, organizza appunto per lavoro i matrimoni altrui, fino a quando non scopre che l’uomo da cui è molto attratta, Steve, è un suo cliente, prossimo alle nozze con un’altra… Lui, Steve, è invece il Matthew McConaughey prima maniera, pre-ruoli impegnati, pre-True Detective, Interstellar e premio Oscar, quando faceva il manzo da commedie rosa. Titoli di coda, inevitabilmente, su un pezzo di JLo, Love Don’t Cost a Thing, scritta per la pioggia di regali ricevuti dall’allora fidanzato Puff Daddy / P. Diddy o in qualunque altro modo si facesse chiamare all’epoca Sean Combs.
La curiosità: a chi non è piaciuto questo film? Beh, alla povera Jennifer Love Hewitt, che stava sviluppando un progetto molto simile e che lo ha visto andare in fumo quando Prima o poi mi sposo le ha bruciato l’idea.
Clamoroso successo di metà anni 90, girato con meno di tre milioni di sterline e destinato a incassare quasi 250 milioni di dollari, Quattro matrimoni e un funerale è uno dei tanti film scritti da Richard Curtis e interpretati da Hugh Grant (Love Actually, Il diario di Bridget Jones…). Come da titolo, Charles (Grant) e i suoi amici partecipano a quattro nozze e un funerale, e tra una cerimonia e l’altra, oltre a rimediare una serie di memorabili figuracce, il protagonista s’imbatte nella donna della sua vita, Carrie (una bellissima Andie MacDowell).
La curiosità: anziché un compenso fisso, Andie McDowell chiese di essere pagata con una percentuale sugli incassi, il 2%. Morale della favola, lei si portò a casa più di 2 milioni di dollari, mentre Grant, il protagonista, solo 100mila circa…
Altro blockbuster rosa a tema nozze, scritto e interpretato da Nia Vardalos, attrice canadese di origini greche. Il contrasto tra il belloccio WASP e la ragazza di famiglia greca, con tutti gli imprevisti e le incomprensioni familiari che si porta dietro, gonfia gli incassi della pellicola e le porta una nomination all’Oscar per la migliore sceneggiatura originale. Seguono una serie TV, My Big Fat Greek Life, nel 2003, e un anno fa un sequel cinematografico vero e proprio, Il mio grosso grasso matrimonio greco 2, con la vita dei due protagonisti messa a dura prova dalla crisi. Economica, non coniugale…
La curiosità: tutto è nato da un monologo teatrale di Nia Vardalos. La moglie di Tom Hanks lo vide a teatro e consigliò al marito di trarne una versione per il cinema. Solo che la prima volta che Hanks chiamò la Vardalos, l’attrice pensò si trattasse di uno scherzo e riattaccò…
Ma un settore di quello scaffale lì, nella cineteca di Hollywood, è tutto per Julia Roberts, non dimentichiamolo. Nel ’99 è la sposa in fuga di Se scappi, ti sposo (Dunaway Bride): la sua Maggie Carpenter, arrivata a un passo dal sì, scappa ogni volta dai suoi fidanzati con qualunque mezzo. Ma cosa succede se a scrivere un articolo su di lei viene inviato un fascinoso giornalista che ha il volto di Richard Gere? Indovina un po’.
La curiosità: nove anni più tardi, si ritrovano sullo stesso set non solo i due protagonisti di Pretty Woman, ma anche diversi altri attori apparsi in quella pellicola, come Hector Elizondo e Kathleen Marshall. Oh, e ovviamente il regista era lo stesso, Garry Marshall.
Due anni prima, la Roberts aveva già affrontato il tema matrimonio con una commedia romantica diretta da P.J. Hogan. Julianne Potter (Roberts) e il suo amico gay George Downes (Rupert Everett) fingono di essere una coppia per far ingelosire un altro amico di lei, Michael, per sabotarne le nozze con Kimmy (Cameron Diaz). Quasi trecento milioni di dollari d’incasso e la critica, una volta tanto, è d’accordo.
La curiosità: il ruolo di Julianne venne offerto a Sarah Jessica Parker, che rifiutò in quanto già alle prese con una nuova serie TV per la HBO, che avrebbe debuttato di lì a poco. Si sarebbe intitolata Sex and the City, magari ne avete sentito parlare…