25 febbraio 2016

Robin Hood e i suoi Allegri Compagni

Così li chiama il folklore e così li hanno raccontati, tra gli altri, Walt Disney ed Errol Flynn.

Questo per dire che ci sono diversi ordini di motivi per i quali Robin Hood – Principe dei Ladri è ideologicamente un film che non ha assolutamente senso.
A scanso di equivoci: è una cosa positiva.

”Hey sexy”

La produzione di Robin Hood fu un pasticcio di quelli che solo gli anni Novanta. Troppe persone coinvolte e troppi interessi contrastanti, voci di screzi nel cast e di scene tagliate per dispetto (al compianto Alan Rickman, nientemeno), Kevin Costner che litiga con l'Omino degli Accenti Inglesi e opta per una sorta di Robin Yankee, Johnny Depp che dice no al ruolo di Will e Robin Wright che rifiuta Marian... Stupisce quindi che il risultato finale sia così compatto e con un'agenda così potente: trasformare cioè Robin Hood in un eroe sociale (nell'Inghilterra delle crociate, non in un film di Ken Loach), portatore di messaggi progressisti e inclusivi e trascinato in una lotta puramente ideologica contro l'oppressore del popolo. Un Robin esplicitamente in missione per conto del 99% (virgola novenovenove) e contro lo zerovirgola%, per il quale l’Idea, quali che siano le motivazioni che lo portano a imbarcarsi nell’impresa, è più importante di quella faccenda degli Allegri Compari.

"Occupy Nottingham Forest”

Ne risulta un'opera di una cupezza e violenza insospettabili, che flirta con lo splatter quando non esplicitamente con l’horror e ricorda a tratti la rilettura fatta dieci anni prima da John Boorman della leggenda di Excalibur – qui sarebbe appropriato l'aneddoto personale sullo Stanlio diecenne che vede Morgan Freeman a cui strappano gli occhi e non ci dorme un mese, e il montaggio incrociato dello Stanlio ancora più piccolo che becca in tv una montagna di cadaveri e una luna rossa sullo sfondo e comincia a piangere. Oltre, forse, ad anticipare qualche trend più moderno; voglio dire: in Robin Hood assistiamo a decapitazioni, tradimenti, mutilazioni e tentativi di stupro in contesto medievaleggiante qualche anno prima di Game of Thrones, oltre che a discorsi motivazionali antirazzisti, inclusivi e di accettazione del diverso; addirittura a una presenza femminile (Mary Elizabeth Mastrantonio) che si presenta in scena armi alla mano, e d'accordo il tutto sbiadisce nel melò e nella “damselization” del personaggio man mano che Robin e Marian si innamorano, ma erano pur sempre i ’90s e Bryan Adams per il film mica aveva scritto "Everything I Kill (I Mutilate it for You)".

Sopra: la famiglia tradizionale

Il resto, in un film in cui comunque compaiono cose come un cannocchiale (inventato quattro secoli dopo), l'uso della parola "fuck" e una foresta di conifere ecologicamente fuori posto, lo fanno i singoli, e lo fa l'umiltà di Kevin Reynolds nel guardare in faccia i vari Morgan Freeman e Alan Rickman e dire «ok, siete più bravi voi, sono al vostro servizio, fate pure». Il primo, il moro Azem, unica figura originale (anche perché anacronistica) del film, è stato riempito di lodi da eminenti esperti del mondo musulmano perché specchio finalmente positivo di quella cultura, ed è il solito professionista incrollabile e serissimo, capace di risollevare anche i momenti più sghembi del film (e ce ne sono, soprattutto nelle confusissime sequenze action girate quasi tutte al buio). Rickman come sceriffo di Nottingham, invece, gioca una partita a parte. Richiesto a gran voce dal regista, rifiutò due volte il ruolo finché Reynolds non gli offrì libertà assoluta di manovra – un via libera per quel mostro di Rickman per create uno sceriffo psicotico e fuori controllo, sempre a un passo dal ridicolo, raggelante nella sua sicumera quando (non-) violenta Marion, persino comico quando serve. Un film nel film, in un film che anche quando manca il film trova sempre spazio per un po’ di sangue a litri, per qualche sotterraneo umido e inquietante, o magari per un’agghiacciante battuta di spirito, così, per alleggerire la tensione –rivedetevi il film e ditemi che «Il mio amico è un lebbroso, perde pezzi di sé in tutta l'Inghilterra» non è la versione crociata di «questi non sono i droidi che state cercando».

"MACCOSA!"

E Kevin Costner, dite voi?
Kevin Costner posso confermare che è nel film e fa cose.