19 febbraio 2018

Oscar e Italia: quando Hollywood sventola il tricolore

Chiamami col tuo nome e le altre pellicole che hanno tenuto alto il nome del cinema italiano agli Academy Awards

 

Chiamami col tuo nome ha scatenato il dibattito. Può essere considerato un film italiano al 100%, o non proprio? È diretto nel nostro paese da un regista nostrano, Luca Gaudagnino, che l'ha definito “un film profondamente italiano”, però per la precisione si tratta di una co-produzione internazionale di Italia, Francia, Brasile e Usa e inoltre è recitato per lo più in lingua inglese.

 

Comunque sia, la notte del 4 marzo, nonostante le divisioni politiche, tutti o quasi in Italia faremo il tifo per la pellicola diretta da Luca Guadagnino, sperando che riesca a portare a casa la statuetta dorata di miglior film dell'anno, mai andata a un nostro lavoro.

 

Nel corso della storia degli Academy Awards sono però stati numerosi i titoli italiani che hanno avuto l'onore di aggiudicarsi l'Oscar di miglior film straniero, a partire dalla “doppietta” siglata da Vittorio De Sica con Sciuscià nel 1948 e poi con Ladri di biciclette nel 1950. Il testimone è quindi passato dalle mani del maestro del neorelismo a quelle di Federico Fellini, che ha conquistato la statuetta per la pellicola straniera in 4 occasioni: nel 1957 con La strada, nel 1958 con Le notti di Cabiria, nel 1964 con e nel 1975 con Amarcord, oltre all'Oscar onorario assegnato nel 1993, l'anno della sua morte. De Sica è invece tornato a vincerlo nel 1965 con Ieri, oggi e domani e nel 1971 con Il giardino dei Finzi Contini.

 

Gli altri connazionali che ce l'hanno fatta sono Elio Petri nel 1970 con Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Giuseppe Tornatore nel 1990 con Nuovo cinema paradiso, Gabriele Salvatores nel 1992 con Mediterraneo, Roberto Benigni nel 1999 con La vita è bella e poi il più recente, Paolo Sorrentino nel 2014 con La grande bellezza.

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Vanno citati inoltre Bernardo Bertolucci, miglior regista nel 1988 grazie a L’ultimo imperatore, Anna Magnani miglior attrice nel 1956 con La rosa tatuata, e Sophia Loren premiata come miglior attrice nel 1962 per La ciociara e quindi con l'Oscar alla carriera nel 1991. Senza contare le numerose vittorie nelle categorie “tecniche”, dai quattro awards portati a casa da Milena Canonero per i costumi, ai 3 conquistati da Giorgio Moroder per le colonne sonore, fino ai due vinti da Carlo Rambaldi per gli effetti speciali, da Vittorio Storaro per la fotografia e da Pietro Scalia per il montaggio.

 

Tra i premi alla carriera, oltre alla Loren e a Fellini, l'onore è toccato anche al regista Michelangelo Antonioni e al produttore Dino De Laurentiis. Menzione d'onore pure per Il postino, in onda domenica 25 febbraio alle 21.10 su Paramount Channel (canale 27 del digitale terrestre), che nel 1996 ottenne cinque candidature tra cui quella per il miglior film, e vinse poi con Luis Bacalov la statuetta per la miglior colonna sonora.

 

Quest'anno arriverà una nuova gioia per l'Italia con la trasformazione in premio di almeno una delle quattro nomination ottenute da Chiamami col tuo nome?