28 giugno 2016

Quella volta che Johnny Depp non si travestì: Minuti Contati

Esisteva un tempo in cui Johnny Depp non si doveva travestire per forza in ogni film che faceva, un’epoca felice in cui non era così famoso da condizionare ogni produzione in cui compariva, una in cui i reparti costumi e trucco dei set non avevano paura a proporre abiti e trucchi sobri. Erano giorni felici in cui un thriller vecchio stampo, quasi hitchcockiano, come Minuti Contati poteva essere girato e interpretato normalmente senza problemi, senza faccette buffe, recitazione teatrale e la voglia di fare il cartoon umano. Quell’epoca i saggi la chiamano “anni ‘90” ed era un bel periodo per il cinema mondiale, non troppo per quello americano, ma in tutto il mondo sì, era bello essere spettatori.
“Oggi ci sembra incredibile ma le cronache riportano che vi fu un tempo in cui Johnny Depp poteva fare film anche così”

Accadde così in quell’epoca che un uomo semplice, un uomo di campagna, come John Badham, uno che aveva girato La febbre del sabato sera, Corto circuito e Wargames, volle girare un piccolo B movie dalla trama affilatissima. Ci mise dentro con un grande attore nel ruolo del villain, Christopher Walken, e un belloccio a basso costo nel ruolo di protagonista, Johnny Depp. John Badham era già un nome ad Hollywood, e voleva consolidarlo con un film che nel finale avesse la grande scritta “A John Badham Movie” uno statement che impressionasse e fosse uno show di grande regia.
“Un momento sul set in cui era stato proposto un costume buffo”

E Minuti Contati era questo: sceneggiatura di ferro, molto ritmo e un concept che piace a tutti. Alla stazione dei treni dei poliziotti corrotti sequestrano un uomo e gli tengono in ostaggio la figlia a patto che lui, di lì ad un’ora, spari ad una senatrice che è in loco per una raccolta fondi. Lui non vuole farlo ma deve salvare la figlia. Ha un’ora e poco più per fare tutto (il tempo del film) ma è un contabile, non un uomo d’azione. È l’uomo comune in una situazione eccezionale, una persona d’intelletto in una situazione violenta, quella tipologia umana che il cinema ci ha insegnato essere la più pericolosa di tutte.
“Il massimo dello scompiglio consentito”

In un film del genere ci sono tre cose che servono: mano ferma, poche indecisioni e un personaggio afroamericano a fare da spalla. Minuti Contati è così, va dritto al punto e trova anche il suo afroamericano spalla verso la metà. Indugiando davvero il minimo indispensabile sull’amore padre figlia (altri ci avrebbero ammorbato) e dilungandosi quanto vuole sul menare, il subire minacce e il maturare livore, Badham tiene a bada due tra i più grandi clown di Hollywood, Christopher Walken e la sua recitazione allucinata (che a dire il vero ogni tanto fa capolino) e per l’appunto Johnny Depp senza potere contrattuale.
Addirittura qui a fare da apprendista e ragazzo di bottega c’è un imberbe D.J. Caruso, lo stesso che circa due decenni dopo metterà a frutto questo master in cinema di tensione tirando fuori l’unico buon film della sua carriera: Disturbia.
“Afroamericano con gamba di legno: c’è”

Ecco, è così in quel regno maledetto che era Hollywood negli anni ‘90, nacque un gioiellino di tensione, tutto luci che entrano dalle finestre, inquadrature soggettive e senso di minaccia. In una landa in cui nessuno credeva potesse ancora avvenire il miracolo del buon B movie, John Badham diede vita al suo ultimo miracolo.
“It happened”