28 gennaio 2019

Michael Jackson: la famiglia attacca il documentario Leaving Neverland

Standing ovation al Sundance Film Festival invece per i due ragazzi che accusano il Re del Pop di molestie

 

Aveva già sollevato un notevole polverone ancor prima della sua prima proiezione, adesso che Leaving Neverland è stato presentato al Sundance Film Festival le polemiche non hanno tardato ad arrivare. Il controverso documentario sui presunti abusi sessuali di Michael Jackson su alcuni minori sta facendo discutere e sta pure dividendo parecchio.

 

La proiezione del docufilm girato da Dan Reed è stata accolta al Sundance da una standing ovation riservata ai due protagonisti della vicenda, Wade Robson e James Safechuck, che accusano il cantante di molestie e che all’epoca avevano tra i 7 e i 10 anni.

 

Chi invece non ha apprezzato per niente la realizzazione della pellicola è la famiglia di Michael Jackson, il Re del Pop scomparso ormai quasi dieci anni fa, il 25 giugno del 2009.

 

Qui di seguito ti riportiamo il comunicato completo rilasciato dai famigliari del cantante: “Leaving Neverland non è un documentario, è quel genere di massacro da tabloid di un personaggio che Michael Jackson ha sopportato in vita, e che ora gli tocca anche dopo la morte. Il film prende accuse non confermate legate a cose che presumibilmente sono accadute 20 anni fa e le tratta come fatti.

 

Queste affermazioni erano alla base delle azioni legali intentate da questi due bugiardi dichiarati, che alla fine sono state respinte da un giudice. I due accusatori hanno testimoniato sotto giuramento che questi eventi non si erano mai verificati. Non hanno fornito elementi indipendenti e assolutamente nessuna prova a sostegno delle loro accuse, il che significa che l’intero film si regge soltanto sulla parola di due spergiuri.

 

Il regista ha ammesso al Sundance Film Festival di aver limitato le sue interviste solo a questi due accusatori e alle loro famiglie. Nel farlo, ha intenzionalmente evitato di interpellare numerose persone nel corso degli anni che hanno trascorso un periodo significativo con Michael Jackson e hanno dichiarato inequivocabilmente che trattava i bambini con rispetto e non faceva loro niente di male.

 

Scegliendo di non includere nessuna di queste voci che avrebbero messo in discussione la versione che era determinato a vendere, il regista ha trascurato il controllo dei fatti in modo da poter creare una storia così apertamente di parte da non consentire agli spettatori di vedere qualcosa di equilibrato”.