28 luglio 2017

Metà uomo, metà macchina… tutto action!

Individui umani con arti (o buona parte del corpo) sintetici. Poliziotti, soldati e comandanti spaziali con un solo, vero nemico: le calamite. Ecco cinque film memorabili sui cyborg!
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Il futuro distopico e iperviolento del primo RoboCop di Paul Verhoeven, venato di dark humor e satira sociale, consegna agli anni 80 una delle sue icone, il poliziotto Alex Murphy (Peter Weller), buona parte del corpo del quale è stata soppiantata da kevlar e titanio. Il successo della prima pellicola genera due seguiti, nel 1990 e nel 1993, e il remake del 2014, oltre a una serie animata e a due telefilm dal vivo, Robocop (1994) e la miniserie TV canadese RoboCop: Prime Directives (2001).
La curiosità: Edward Neumeier (poi co-sceneggiatore della pellicola assieme a Michael Miner), immaginò il soggetto di RoboCop dopo aver visto una locandina di Blade Runner. Neumeier chiese a un amico di cosa parlasse quel film e sentendo del poliziotto umano che dà la caccia agli androidi, immaginò la storia inversa, cioè quella di un uomo per metà robot che dà la caccia a dei criminali umani.
L’adattamento cinematografico made in USA di un celebre manga del 1989 di Masamune Shirow, che ha generato negli anni numerose trasposizioni e storie parallele animate, su un maggiore cyborg (Scarlett Johansson) a capo di un’unita cibernetica dell’antiterrorismo. Ha fatto tanto discutere la scelta di una protagonista caucasica per un personaggio di etnia asiatica (il maggiore Motoko Kusanagi di anime e manga), ma agli spettatori giapponesi la scelta della Johansson pare non abbia dato alcun fastidio…
La curiosità: il volto delle geishe meccaniche che si vedono nel film è ispirato a quello dell’attrice Rila Fukushima, la Katana della serie TV Arrow, vista anche in Wolverine - L’immortale.
Altrimenti noto in Italia come Cyborg - La vendetta, è un minestrone di tanti altri film di fantascienza incentrato su un cacciatore di taglie che nel futuro dà la caccia a criminali potenziati da innesti cibernetici. Un B-movie diventato a suo modo un film di culto, con la bellezza di tre seguiti già all’attivo e un altro in cantiere, tutti diretti dall’hawaiano Albert Pyun, già regista del terribile film di Capitan America del 1990.
La curiosità: il protagonista del primo Nemesis è Olivier Gruner, ex campione di kickboxing francese ed ex soldato, datosi al cinema alla fine della sua carriera da sportivo.
Ma Pyun ha una genuina passione per i cyborg. Qualche anno prima aveva infatti diretto quest’altro film action di fantascienza, in cui Jean-Claude Van Damme doveva salvare una cyborg in grado di curare il mondo dalle peste. Un film in cui tutti i personaggi hanno i nomi di strumenti musicali: Gibson, Pearl, Fender, Marshall…
La curiosità: il film nacque sotto la stella del riciclo selvaggio. La Cannon Films aveva in cantiere un sequel dei Dominatori dell’universo e una pellicola su Spider-Man, ma navigava in cattive acque e fu costretta a cancellare gli accordi con la Mattel e la Marvel. Erano stati però già spesi due milioni di dollari per costumi e set e si decise di riutilizzarli come meglio possibile. Pyun scrisse il soggetto in un solo week-end e il film venne girato in 23 giorni con meno di 500mila dollari.
Astrocamionisti, maiali quadrati, cyborg e robot guerrieri in una commedia sci-fi di metà anni Novanta scritta e diretta da Stuart Gordon (Re-Animator). Nei panni del capitano Macanudo, mezzo uomo e mezzo macchina, c’è Charles Dance, attore divenuto in seguito famosissimo soprattutto grazie alla serie Il trono di spade.
La curiosità: i guerrieri biomeccanici del film erano tutti interpretati da stuntman donne; il loro design si deve all’illustratore giapponese Hajime Sorayama, noto per i suoi lavori a base di donne robot.