23 gennaio 2018

Ligabue: il mio Made in Italy, film sulla crisi e sul cambiamento

Il rocker emiliano presenta la sua prova cinematografica numero tre come regista

 

Luciano Ligabue ha presentato il suo nuovo... disco? No, il suo nuovo film. Il rocker emiliano sta per tornare nei cinema con il suo terzo lavoro da regista, Made in Italy, in uscita nelle sale a partire da giovedì 25 gennaio, che però nel frattempo ha già presentato alla stampa.

 

La pellicola segna il suo ritorno cinematografico a 20 anni dall'esordio cult Radiofreccia e a 16 dal meno riuscito Da zero a dieci. Come protagonista di Made in Italy, film ispirato dal suo omonimo fortunato album pubblicato nel 2016, il Liga ritrova la star del suo debutto Stefano Accorsi, che ha la parte di Riko, un operaio in crisi esistenziale, mentre Kasia Smutniak interpreta la moglie.

 

A proposito della vicenda raccontata, Ligabue ha dichiarato: “La mia non vuole essere un'analisi sociale. La storia di Riko e dei suoi amici nasce dal desiderio di raccontare un uomo di mezza età che, perdendo il suo lavoro, perde il senso d'identità, diventa improvvisamente fragile. Facendo questo mestiere sono diventato un personaggio pubblico e attraverso la musica ho frequentato tante persone, alcune delle quali sono diventati amici. Ma gli amici che mi tiro dietro dall'infanzia, quelli sono la realtà che vivo di più. Tra loro ci sono tante persone perbene che non hanno voce, ecco, volevo portare un pezzettino della loro storia nel film. Hanno definito Radiofreccia un film generazionale, che era la cosa più lontana da quello che avevo in mente, ma se qualcuno si identifica meglio così".

 

Il cantante e regista ha inoltre aggiunto: “Siamo consapevoli che il cambiamento fa paura, c'è sempre la preoccupazione che non porti buone cose, soprattutto se ti ancori alle due o tre certezze che hai. Ma il cambiamento è necessario e inevitabile; quello che ci condiziona non sono tanto le cose che cambiano intorno a noi, ma come reagiamo a questi cambiamenti: Riko e Sara vivono una realtà consolidata che entra in crisi, una realtà in cui l'inquietudine di Riko gli fa vivere tutto stretto nonostante ami quelle certezze. La sua crisi però gli permetterà di cambiare lo sguardo sulle cose”.

 

A proposito del rapporto tra disco e film, Luciano Ligabue ha quindi raccontato: “Made in Italy nasce come progetto balordo. È anacronistico un concept album negli anni Duemila, sono consapevole che la musica oggi si ascolta velocemente, si arriva al ritornello e si passa ad altro. Un concept album è al limite della presunzione ma era quello che volevo fare, era la storia che volevo raccontare, dare spazio a un personaggio come meno privilegi di me. Ho cominciato a parlare del mio sentimento per l'Italia dieci anni fa con una canzone che si intitolava Buonanotte all'Italia e poi ho fatto altre incursioni per raccontare il mio amore verso il paese e che non viene meno nonostante la frustrazione che provo nei confronti dei suoi difetti che non vengono risolti. L'Italia la vedo in fase di grande incertezza, ma non è tanto importante come la vedo ma il sentimento che continuo a provare. Nel film diciamo che nessun italiano fa le vacanze a Roma e nessuno la luna di miele in Italia, è così: diamo per scontata la sua bellezza. Io vivo in provincia da un numero irraccontabile di anni e ci sto bene, il mio raggio di azione è limitato geograficamente ma racconto ciò che conosco bene”.

 

Il progetto promette bene. Andrai al cinema a vedere il nuovo film del Liga?