19 aprile 2016

Il genere gangster e il codice hays: Le Strade della Città

Il genere “gangster” è stata una delle prime miniere d'oro del cinema statunitense, iniziata addirittura con il muto, e a cui si torna ad attingere ininterrottamente da allora fino ad oggi. Notoriamente però l'apice del genere è stato negli anni Trenta, e benché la Paramount in quegli anni non fosse la casa di produzione più focalizzata su questo genere, ne fornì comunque ottimi esempi, tra cui spicca questo Le Strade Della Città di Rouben Mamoulian (1931), in ballottaggio per i migliori film gangster di tutti i tempi secondo l'American Film Institute e nientemeno che uno dei film preferiti di Al Capone, il quale funge anche da base di uno dei personaggi del film, il gangster Maskal, e che lo reputava "accurato nella descrizione dell'ambiente criminale" del tempo.

Il secondo film di Mamoulian offre infatti un'ora e venti di cose notevoli: innanzitutto l'unica sceneggiatura scritta appositamente per il il cinema da Dashiell Hammett (che assieme a Raymond Chandler è l'autore definitivo del genere crime e hard boiled), ci offre uno splendido Gary Cooper negli anni della sua consacrazione definitiva a icona di Hollywood, assistiamo al primo flashback in voiceover della storia del cinema; in ultimo, ci mostra come erano i film un minuto prima dell'entrata in vigore del Codice di moralità Hays, istituito proprio nel 1931 ma attuato pienamente solo nel 1934, che cambiò drasticamente il panorama cinematografico per quasi quarant'anni.

Come erano i film prima del Codice Hays? Secondo le associazioni religiose che premevano per la sua istituzione erano violenti, decadenti, completamente amorali, pieni di allusioni al vizio e alla fornicazione quando non direttamente espliciti… Erano una bomba insomma. Ma dal 1934 al 1968, ultimo anno di vigore del Codice, cominciarono a proliferare via via sempre più le Shirley Temple e sempre meno i Falconi Maltesi.

Nel 1931 però si poteva osare ancora un po' e Le Strade della Città lo fa con una storia di famiglie criminali, ricatti, alcolici e amore, con la rappresentazione (in puro stile noir) della città come corruttrice per un ragazzo semplice che viene dall'ovest, di un Male che non si ferma alla porta di casa ma anzi trova nella propria famiglia un covo sicuro.

Nel film Gary Cooper, chiamato solamente The Kid, è uno scaltro giostraio che viene dalla campagna e di cui si innamora Nan, figlia di un gangster invischiato nel racket degli alcolici, che trascinerà il ragazzo nella sua rete criminale mentre la figlia cercherà di salvarlo, dopo essere stata incastrata dal padre al suo posto per un omicidio.

Eppure Le Strade della Città non è solo questo; l'eleganza della sceneggiatura di Hammett non permette facili categorizzazioni e il film, per quanto ricada nella dicitura di "genere", si divincola dalle sue imposizioni abbracciando la favola romantica così come il noir, raccontando la violenza ma mettendo ogni atto sanguinoso fuori scena, in elegante controtendenza con i film gangster coevi, che il finale quasi da commedia romantica sancisce in pieno.

Un' eleganza che appare dalle scelte di regia come dai dialoghi dei personaggi, con scambi che si abbinano ai campi e controcampi tra due statuette di ceramica come se parlassero fra loro; o ancora da espedienti narrativi come il timing dell'alibi del padre di lei dettato dalla cenere del sigaro o di costume, come Gary Cooper che sintonizzando l'autoradio (accessorio di extra lusso nel 1930) o indossando dal nulla un cappotto di pelliccia sancisce chiaramente il suo salto di status da banconista delle giostre a novello e facoltoso gangster, senza mai bisogno di commentarlo.

Un film insomma che fa da perfetto contraltare ai coevi Scarface e La Furia Umana e che, visto in prospettiva, funge bene come esempio di transizione tra un certo cinema molto esplicito e uno successivo molto più moderato.

L'ordàlia del cinema statunitense sotto il codice Hays finì nel 1969, quando la MPAA, anziché una linea guida morale generica, stabilì un codice di idoneità anagrafica a seconda dei contenuti, l'antenato di quello a cui siamo abituati oggi.
In Paramount l'ultimo film, e uno degli ultimi gangster movie in generale, a sottostare al codice Hays fu La Fratellanza del 1968, che non andò bene al botteghino ma che non impedì alla casa di produzione di rilanciare il genere in pompa magna, una volta cessato il Codice, con la saga de Il Padrino, entrata in lavorazione in 1970