05 gennaio 2017

Le dure del piccolo schermo

Le eroine toste come un diamante non sono da tempo più solo appannaggio del cinema. I serial americani si sono riempiti progressivamente negli ultimi anni di un numero sempre maggiore di protagoniste e co-protagoniste dal piglio badass e con così tanta determinazione da vendere da trasformarle in grossiste del settore. Sono le figlie sul piccolo schermo di Ellen Ripley e Beatrix Kiddo, ma anche le nipotine della Donna Bionica e di Wonder Woman. Ne abbiamo scelte cinque: cinque nomi, cinque forze della natura in grado di mescolare le ossa di chiunque…
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Vera e propria icona degli anni Novanta, la giunonica guerriera dal passato oscuro interpretata da Lucy Lawless ha divertito una generazione di ragazzi e rubato il cuore agli spettatori più maturi. Ma ha rappresentato anche e soprattutto un personaggio femminile forte e molto carismatico. La sua serie, spin-off di un altro telefilm di grande successo, l’Hercules con Kevin Sorbo, è andata in onda per sei stagioni e la bellezza di 134 episodi, tra il 1995 e il 2001, generando una valanga di merchandise, dai fumetti alle bambole.
La curiosità: tra i tanti fan del personaggio di Lucy Lawless c’erano anche gli astronomi che all’inizio del decennio scorso hanno battezzato ufficiosamente Xena il pianeta nano del sistema solare oggi noto come Eris.
Il personaggio di Michonne funziona bene, tanto nella serie The Walking Dead quanto nel fumetto da cui è tratta, perché copre lo stereotipo del personaggio silenzioso e letale, del tipo ombroso che se ne sta sulle sue, ma al quale tutti gli altri si rivolgono quando c’è da salvare la buccia. Aiuta il fatto che a) lei sia munita di una katana da samurai, b) le faccette di Michonne e la sua forza la rendano un adorabile incrocio tra Arnold e Predator.
La curiosità: l’attrice che interpreta Michonne, Danai Guria, è nata in Iowa da una coppia che proveniva dalla Zimbabwe e ha trascorso in Africa tutta la sua adolescenza, dai 5 ai 18 anni, prima di tornare negli USA per iscriversi al college.
Nell’universo Marvel non ci sono sogli eroi maschi e nel sottoinsieme dei super-eroi delle serie TV Netflix non ci sono solo Daredevil e Luke Cage. Jessica Jones in realtà l’eroina non vorrebbe farla più, per dedicarsi a tempo pieno al suo lavoro di investigatrice privata, ma il passato torna inevitabilmente a bussare alla sua porta e un sinistro nemico (interpretato da David Tennant, il decimo Dottore di Doctor Who) le darà del filo da torcere. Fortuna che i suoi poteri Jessica li ha ancora… L’aspetto probabilmente più apprezzabile della serie è quanto diversa riesce ad essere da Daredevil e dalla successiva Luke Cage, oltre al fatto che di eroine toste così, con un’aria perennemente annoiata dipinta sul volto, se ne son viste davvero poche.
La curiosità: Krysten Ritter era perfetta per la parte, secondo i produttori, ma le mancava qualcosa: i muscoli. L’attrice si è dovuta allenare duramente per alcuni mesi, mettendo su quasi 5 chili di massa, prima dell’inizio delle riprese.
Nel vecchio Galactica, la serie del ’78, il tenente Starbuck (ribattezzato in Italia “Scorpion”) era Dirk Benedict, Sberla dell’A-Team, ma proprio a conferma di quel discorso che facevamo all’inizio sui tempi che cambiano e sulla diffusione della figura del personaggio femminile forte, nel reboot, il Battlestar Galactica del 2003, Starbuck/Scorpion è una donna, Kara Thrace ( Katee Sackhoff), tenente e poi capitano che fuma il sigaro, gioca a carte ed è poco incline a seguire le regole. Ma ai comandi di un caccia Viper, quando c’è da spazzar via uno stormo di Cylon, non c’è nessuno come lei in quanto resta delle Dodici Colonie.
La curiosità: lo Starbuck originale, Benedict, come ha preso il cambio di sesso del personaggio? Non benissimo. In un’intervista del 2010, Benedict disse che non capiva per quale ragione il pilota iconico interpretato da lui fosse diventato una ragazza: “Se rifai Star Wars non trasformi Han Solo in una donna, Hannah Solo. Se fai Rio Bravo non dai gli stivali di John Wayne a Madonna. Meglio creare un altro personaggio a quel punto”.
E ok, Michonne avrà la Katana, Xena varie armi da taglio, Jessica Jones i pugni e Starbuck un caccia spaziale, ma sul campo di battaglia in pochi saprebbero tener testa a Brienne di Tarth. Alta, impacciata e sgraziata, e per questo derisa per tutta una vita, il che non ha fatto altro che affilare la sua determinazione. Ma Brienne ha anche un senso dell’onore e della giustizia, oltre a una devozione verso gli uomini e le donne al cui servizio ha messo la sua spada, che son merce rarissima in quel mondo di canaglie rappresentato da Westeros e dintorni. Uno dei pochi personaggi positivi a tutto tondo insieme a quei poveri Stark, disgraziatissimi pure loro, anche se per ragioni diverse. Brienne è tra l’altro l’importantissima conferma di come per essere un’eroina tosta da telefilm non sia strettamente necessario essere avvenente come le altre donne di questa rassegna. Brienne è superiore a certe cose, perché essenzialmente Brienne è in grado di dartele perfino se sei Chuck Norris. E poi oh, ha comunque i suoi ammiratori (vedi gif qui sotto)…
La curiosità: Inglese casse 1978, Gwendoline Christie è una delle attrici più alte mai viste al cinema e in TV. Con il suo metro e novantuno fa scomparire anche celebri stangone del cinema USA come Sigourney Weaver (1 e 80), Uma Thurman (1 e 83) e Janet McTeer (1 e 85).