21 maggio 2018

Lars von Trier nega le accuse di Björk ed elogia il movimento #MeToo

Il regista danese ha replicato alle accuse di molestie sessuali della cantante

 

Lars von Trier è tornato a parlare, e lo ha fatto in maniera meno polemica rispetto al passato.

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Se nel 2011 aveva shockato il mondo con le sue dichiarazioni su Adolf Hitler, che lo avevano portato a essere considerato “persona non grata” al Festival di Cannes, quest'anno il regista danese è stato riabilitato dalla kermesse francese.

 

Il suo nuovo film The House That Jack Built, che racconta di un moderno Jack lo squartatore interpretato da Matt Dillon, non è certo passato inosservato e nel corso della sua proiezione fuori Concorso un centinaio di persone ha lasciato la sala disgustata. Nonostante questa volta abbia evitato di fare conferenze stampa, von Trier ha parlato in una nuova intervista concessa al sito cinematografico francese AlloCiné, durante la quale ha commentato ironicamente la “fuga” degli spettatori avvenuta alla premiere di Cannes: “Lo speravo, ho sentito che sono uscite circa 100 persone. Mi sono detto: 'La prossima volta saranno 200!'”.

 

Il danese ha inoltre replicato alle accuse rivolte dalla cantante Björk, da lui diretta nel suo esordio cinematografico Dancer in the dark, che proprio a Cannes nel 2000 vinse la Palma d'oro: “Il 90% dei giornalisti con cui ho parlato credevano io avessi molestato Björk, ma è ridicolo. Ho negato, ma nessuno l'ha scritto, perché fa più scalpore scrivere che l'ho molestata. E non è questo il caso. L'ho toccata, è vero. L'ho fatto con tutte le mie attrici, perché stava facendo un lavoro estremamente complicato: urlava, doveva fingersi malata... Così l'ho abbracciata. Ma se crede che un abbraccio sia una molestia, allora penso di non riuscire a non toccare i miei attori. Non l'ho toccata in posti inappropriati, credo”.

 

Il regista ha poi parlato in maniera molto positiva, e piuttosto inaspettata, del movimento contro le molestie e le violenze sessuali #MeToo: “Credo che il movimento #MeToo sia un'idea geniale. Se è usato nel modo giusto, può diventare davvero importante. Il problema è che non immaginavamo che Internet avrebbe influenzato le nostre esistenze con tale forza. Solo alcune persone represse in alcuni paesi hanno trovato il modo di influenzare il mondo e questo mi spaventa. Se una persona accusa un'altra di omicidio, dovrebbe essere considerata innocente fino a che non sia provato il contrario”.