27 aprile 2017

È morto Jonathan Demme, addio al regista de Il silenzio degli innocenti

Ci ha lasciati a 73 anni il cineasta statunitense che ha diretto anche altri cult come Philadelphia e Qualcosa di travolgente

 

Se n'è andato a New York all'età di 73 anni Jonathan Demme, regista premiato con l'Oscar per il suo capolavoro principale, Il silenzio degli innocenti, ma protagonista anche di una carriera più che mai variegata e coraggiosa. Il cineasta statunitense era malato da tempo. Aveva un cancro all'esofago, che insieme a complicazioni cardiache, lo ha portato alla morte.

 

L'esordio dietro la macchina da presa Demme l'ha fatto nel 1974 con il poco conosciuto Femmine in gabbia, ma l'apprezzamento di pubblico e critica arriva soltanto negli anni '80, con le deliziose commedie sentimentali Qualcosa di travolgente con Jeff Daniels e Melanie Griffith e Una vedova allegra... ma non troppo con Michelle Pfeiffer e Matthew Modine.

 

A inizio anni '90 giunge la consacrazione grazie all'Oscar (meritamente) ottenuto con Il silenzio degli innocenti. Una pellicola resa indimenticabile dalle interpretazioni folgoranti, e pure loro da Oscar, di Anthony Hopkins nei panni del serial killer Hannibal Lecter e di Jodie Foster in quelle dell'agente dell'FBI Clarice Starling, ma anche dalla sua perfetta direzione. Difficile immaginare un thriller girato in una maniera più impeccabile e tesa.

 

Subito dopo Jonathan Demme dirige l'altro suo film più celebre, Philadelphia, premiato con due Oscar per l'intensa interpretazione del protagonista Tom Hanks e per la splendida canzone di Bruce Springsteen Streets of Philadelphia.

Dopo quei due grandi successi, il regista si prende una pausa e torna a fine decennio firmando film meno noti e acclamati come Beloved e The Truth About Charlie, per poi tornare alla ribalta nel 2004 con il notevole thriller The Manchurian Candidate.

 

Negli ultimi anni Demme ha ancora cambiato direzione, passando dal dramma low-budget Rachel sta per sposarsi con Anne Hathaway al ritorno alla commedia con Dove eravamo rimasti, interpretato da una Meryl Streep in versione rockettara. La sua passione per la musica d'altra parte è testimoniata dalla sua lunga carriera nei documentari musicali, come Stop Making Sense sui Talking Heads, tre lavori su Neil Young, un docu-film su Enzo Avitabile e il film-concerto Justin Timberlake + The Tennessee Kids, il suo ultimo lavoro uscito nel 2016.

 

Un regista che ha davvero saputo spaziare alla grande in vari generi e che ogni volta è riuscito a mettere il suo tocco personale. E che ora lascia un grande vuoto nel mondo della Settima Arte.