09 giugno 2016

John Hughes, i film cult della sua carriera

Cinque pellicole da recuperare assolutamente di uno dei registi e sceneggiatori simbolo degli 80s

 

Quali sono i nomi che più hanno segnato l'immaginario della pop culture negli anni '80? I primi a venire in mente sono Michael Jackson, Prince, Madonna, i Duran Duran, Michael J. Fox, Steven Spielberg, Tom Cruise in Top Gun... Ce n'è però anche un altro, magari meno conosciuto in Italia, ma non meno fondamentale: John Hughes.

 

Il grande regista e sceneggiatore scomparso nell'agosto del 2009 ha lasciato la sua impronta in maniera indelebile soprattutto all'interno del genere adolescenziale, ma anche in quello delle commedie in generale. In occasione dei 30 anni dalla distribuzione da parte di Paramount Pictures nelle sale statunitensi avvenuta l'11 giugno 1986 di uno dei suoi film simbolo, Una pazza giornata di vacanza, andiamo alla riscoperta di questa e delle altre sue pellicole fondamentali che ha girato come regista. Senza dimenticare che pure come sceneggiatore ha firmato dei cult totali: Mamma ho perso l'aereo ti dice qualcosa?

L'esordio alla regia di John Hughes è subito di quelli che non passano inosservati. Sixteen Candles è una commedia sentimentale e adolescenziale irresistibile e nei suoi personaggi qualunque teenager di ieri come di oggi si può identificare. La forza ancora attuale del film è questa, insieme alla freschezza della scrittura del mitico Hughes, capace di battute folgoranti quanto di momenti più emozionanti. Protagonista è Molly Ringwald, la rossa che diventerà la sua attrice feticcio.

La cosiddetta “trilogia di Molly Ringwald” prosegue dopo Sixteen Candles con una nuova pellicola in grado di segnare e ridefinire il genere teen. Il punto di forza in questo caso è il racchiudere e mettere a confronto/scontro all'interno di un'aula varie tipologie di studente: il secchione, l'atleta, il delinquentello, la tipa solitaria e alternativa e la “principessa” viziata, quest'ultima interpretata dall'immancabile Molly Ringwald, che sarà poi anche la protagonista di Bella in rosa, il terzo capitolo della sua trilogia di pellicole cult 80s, di cui John Hughes firmerà la sceneggiatura, lasciando la regia ad Howard Deutch. Da incorniciare il finale di Breakfast Club, sulle splendide note di “Don't You (Forget About Me)” dei Simple Minds.

Altro film essenziale del cinema adolescenziale americano degli anni '80 e anch'esso citatissimo. Se i due precedenti lavori venivano omaggiati esplicitamente in Dawson's Creek, La donna esplosiva verrà invece ripreso nel video di Hole in My Soul degli Aerosmith, oltre a una serie tv omonima. Lo spunto di partenza della trama è semplice quanto geniale: due nerd creano al computer la loro donna ideale, che prenderà vita con il corpo davvero esplosivo di Kelly LeBrock, tra i più amati sex-symbol del decennio.

Sono passati trent'anni esatti dalla sua uscita, eppure Una pazza giornata di vacanza (Ferris Bueller's Day Off) resta ancora oggi uno dei film più divertenti da guardare per una visione leggera, ma allo stesso tempo dotata di numerosi spunti di riflessione. Meglio se durante un giorno di vacanza, come quella che il protagonista, uno scatenato Matthew Broderick, sceglie liberamente di prendersi marinando la scuola.

John Hughes chiude gli anni '80 con una commedia esilarante che vede come mattatore assoluto il compianto John Candy, qui probabilmente al top della sua carriera. Lo zio Buck del titolo se la dovrà vedere con i nipotini, tra cui c'è Gaby Hoffmann, oggi tra le protagoniste della serie tv Transparent, e un giovanissimo Macaulay Culkin, che qui fa le prove generali in vista di Mamma, ho perso l'aereo, la pellicola diretta da Chris Columbus e sceneggiata dallo stesso Hughes che lo farà diventare la baby star più celebre degli anni '90.