27 ottobre 2016

Joaquin Phoenix, le sue migliori interpretazioni

Riscopriamo le performance recitative più impressionanti dello spesso sottovalutato attore 42enne

 

È giunto finalmente il tempo di celebrare un attore che merita tutti i premi e i riconoscimenti del mondo, ma che fino ad ora ha raccolto meno di quanto merita. Joaquin Phoenix venerdì 28 ottobre compie 42 anni e, nonostante le tre nomination ricevute, ancora non ha vinto l'Oscar.

 

La statuetta dorata gli manca, sebbene in più di un'occasione sarebbe dovuta finire tra le sue mani, ma siamo sicuri che, per un personaggio fuori dagli schemi e dai circuiti classici di Hollywood come lui, non sia poi un problema così grande.

 

L'attore statunitense, fratello del compianto e pure lui formidabile talento River Phoenix, si può inoltre consolare con la nostra classifica a lui tutta dedicata. Ecco le migliori interpretazioni della sua carriera, o se non altro quelle che ci hanno impressionato di più.

Joaquin Phoenix dopo The Master torna a lavorare con Paul Thomas Anderson e offre di nuovo una grande performance. Vizio di forma è un trip allucinato e allucinante, un viaggio nella Los Angeles del 1970 tra strambe investigazioni e ancora più strambi personaggi, che non sarebbe la stessa esperienza senza lo sguardo costantemente “fatto” dell'attore.

Uno dei primi ruoli a lanciarlo come giovane attore da tenere d'occhio e a riuscire a farlo uscire dall'ingombrante ombra del fratello River. A offrirgli la grande occasione è un regista che di giovani talentosi se ne intente, Gus Van Sant, che nel 1995 gli dà la parte del ragazzo che si innamora Da morire della bella Nicole Kidman.

Il singolare thriller-horror diretto da M. Night Shyamalan non impressiona solo per i suoi risvolti politici o per i suoi colpi di scena, inattesi ma nemmeno troppo, considerando che nei film del regista non mancano mai. A colpire sono anche (almeno) due grandi prove recitative: quella dell'allora emergente Bryce Dallas Howard nei panni di una ragazza non vedente e quella del suo innamorato interpretato da Joaquin Phoenix.

Il film più particolare ed eccentrico nella carriera di Joaquin, ma diciamo anche una delle riflessioni più pazzesche ed estreme sul confine tra realtà e finzione mai girate. In questo mockumentary diretto da Casey Affleck, Phoenix interpreta se stesso mentre decide di mandare al diavolo la sua carriera cinematografica per cominciare a fare il rapper. Peccato che con la musica hip-hop non ci sappia fare quanto con la recitazione, ma fortuna che si tratta pur sempre di una vicenda di fiction. O forse no?

Capolavoro recente firmato dal genietto Spike Jonze in cui Joaquin Phoenix è per quasi tutto il tempo in scena da solo a parlare con un'intelligenza artificiale. Certo, il fatto che la voce di questa sia fornita da Scarlett Johansson (e da Micaela Ramazzotti nella versione italiana) aiuta, ma il film, oltre che su una grande sceneggiatura, si regge quasi tutto sulle sue spalle. E lui non delude.

Interpretare il “man in black” della musica country statunitense Johnny Cash non era un'impresa facile. Per un personaggio così schivo e fuori dal mondo dello show-business ci voleva un personaggio analogo a lui in campo cinematografico e quella di Joaquin Phoenix si è quindi rivelata una scelta vincente e da Oscar. O quasi, visto che la statuetta quell'anno è poi finita al protagonista di Truman Capote - A sangue freddo, Philip Seymour Hoffman, qualche anno più tardi ritrovato sul set di The Master.

Il suo ruolo più celebre, almeno per il grande pubblico, e anche uno di quelli di maggiore impatto. Difficile dimenticare il volto incattivito di Phoenix nei panni del perfido imperatore Commodo ne Il gladiatore di Ridley Scott. Una performance da pollice in su.

La pellicola diretta da Paul Thomas Anderson liberamente ispirata alla figura del fondatore di Scientology L. Ron Hubbard ha molto diviso, tra pareri entusiastici e altri più tiepidi. A mettere tutti d'accordo sono però state le grandiose interpretazioni dei due protagonisti: Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix. Due giganti della recitazione che si confrontano in un'amichevole gara di bravura da cui non esce uno sconfitto, ma solo due vincitori.