31 gennaio 2017

James Cameron parla dei sequel di Avatar e difende il finale di Titanic

Mentre annuncia l'inizio delle riprese dei seguiti del film sci-fi, il regista torna a parlare della pellicola con DiCaprio

 

James Cameron a ruota libera. Il regista canadese nel corso di una nuova intervista concessa a The Daily Beast ha rilasciato nuove interessanti anticipazioni sui sequel di Avatar, ma ha anche avuto modo di tornare a parlare di un altro suo film che è sempre nel cuore di molti spettatori: Titanic.

 

Andiamo con ordine. Per quanto riguarda Avatar 2, 3, 4, e 5, ovvero i ben quattro annunciati seguiti del film di maggiore incasso nella storia del cinema mondiale, ha annunciato che le prime riprese cominceranno il prossimo agosto: “Non mi sto concentrando su Avatar 2, ma su Avatar 2, 3, 4 e 5 in egual misura. È esattamente il modo in cui mi sto avvicinando al progetto. Sono stati sviluppati tutti nello stesso modo. Ho appena concluso lo script di Avatar 5. Sto ora iniziando il processo della preparazione attiva. Lavorerò con gli attori per la motion capture in agosto, quindi sarò impegnato con la produzione ogni giorno fino a quel momento. Mi sembra di essere uscito di prigione perché sono rimasto impegnato a scrivere per gli ultimi due anni. Ora mi sto godendo la vita. Non mi piace scrivere. Non augurerei nemmeno a un cane di scrivere”.

 

James Cameron ha voluto inoltre difendere il finale di Titanic, di recente messo in discussione dal programma di Discovery Channel MythBusters, secondo cui ai protagonisti Jack (Leonardo DiCaprio) e Rose (Kate Winslet) per salvarsi tutti e due sarebbe bastato che si fossero legati i giubbetti di salvataggio alla porta per permetterle di galleggiare sotto al peso di entrambi.

Una teoria che però non piace al regista: “OK, riflettiamoci davvero. Sei Jack, sei immerso nell’acqua a -2 gradi, il tuo cervello sta cominciando ad andare in ipotermia. Mythbusters ti chiede di toglierti il giubbetto, toglierlo a lei, nuotare sotto questa cosa, attaccarci i giubbetti in modo che l’acqua non li spazzi via nel giro di due minuti, il che significa che sei sott’acqua a legare questa roba con -2 gradi, e ti ci vogliono fra i 5 e i 10 minuti, quindi nel momento in cui riemergi sei già morto. Non funzionerebbe. La sua scelta migliore consisteva nel tenere la parte superiore del corpo fuori dall’acqua e sperare di essere salvato da una barca o qualcosa del genere prima di morire”.

E tu da che parte stai? Da quella di MythBusters o da quella di Cameron?