26 maggio 2018

Harvey Weinstein in manette, poi subito fuori su cauzione

Il produttore accusato di aggressione sessuale e stupro ha pagato una cauzione da 10 milioni di dollari

 

Harvey Weinstein è libero, sebbene soltanto dietro il pagamento di una cauzione da 10 milioni di dollari. La decisione del tribunale di New York è destinata a far discutere e a scatenare numerose polemiche, tra i rappresentanti del movimento #MeToo contro le molestie e le violenze sessuali, ma non solo.

 

Nella mattinata di ieri il controverso (ex) produttore e co-fondatore insieme al fratello Bob della The Weinstein Company, società che in seguito allo scoppiare dello scandalo molestie ha fatto richiesta di fallimento, si è consegnato alla polizia di New York, incriminato di due reati: un'aggressione sessuale che sarebbe avvenuta nel 2004 e che riguarda un rapporto orale cui avrebbe costretto l'attrice Laura Evans, e uno stupro risalente al 2013. Quest'ultimo caso non è stato reso noto al pubblico, ma secondo alcune voci potrebbe riguardare l'attrice di Boardwalk Empire, Nurse 3D ed Enter the Void Paz de la Huerta.

 

In aula il magistrato ha dichiarato: “L’imputato ha usato la sua posizione, il suo denaro e il suo potere per attirare giovani donne in situazioni nelle quali poteva abusarle sessualmente”. Parole a cui il legale di Harvey Weinstein, Benjamin Brafman, ha replicato: “Il mio cliente si dichiara non colpevole e credo faremo presto, visto che le accuse non sono suffragate da alcuna prova. Mi auguro anche che i dodici giurati siano persone equilibrate e non siano posseduti dal sacro fuoco di MeToo, il movimento che sembra aver confiscato questo caso”.

 

Sempre a beneficio di fotografi e telecamere, più tardi Weinstein è uscito dalla stazione di polizia di Manhattan in compagnia di due agenti. Il producer è stato rilasciato dopo aver accettato la cauzione di $ 10 milioni, di cui uno pagato in contanti, e ora può tornare a casa indossando un braccialetto elettronico che segnala la sua posizione 24 ore su 24 e senza passaporto. La prossima udienza è fissata a New York per il 30 luglio.