27 giugno 2016

Gabriele Mainetti: Jeeg Robot alle prese con la Brexit

Il regista del film rivelazione Lo chiamavano Jeeg Robot parla di Brexit e di un possibile sequel

 

È l'argomento del momento e sta facendo parlare anche il mondo del cinema. Il referendum sulla Brexit, con cui il popolo britannico ha deciso per il “Leave”, per lasciare l'Unione Europea, è entrato tra gli argomenti di discussione anche in una nuova intervista con Gabriele Mainetti, il regista esordiente che al suo primo lungometraggio Lo chiamavano Jeeg Robot ha fatto subito centro.

 

La pellicola ha ottenuto un buon successo di pubblico, recensioni entusiastiche e numerosi prestigiosi premi, tra cui 7 David di Donatello e il Globo d'oro di miglior film dell'anno. Inoltre ha trasformato il protagonista interpretato da Claudio Santamaria in un'icona dei nostri tempi.

 

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In un'intervista concessa a Repubblica, Gabriele Mainetti ha provato a ipotizzare cos'avrebbe votato il protagonista del film Enzo Ceccotti al referendum sulla Brexit: “Difficile rispondere. Lui è un anarchico, un ignorante, si sarebbe lacerato. E alla fine forse avrebbe sbagliato. La sola cosa che posso immaginare è che crescendo un giorno voterà gli onesti. Il tema europeo è complicato e non è soltanto una questione generazionale e sociale. Ho molti amici inglesi e altri italiani che vivono lì, alcuni più grandi di me, altri più giovani. Ebbene, sulla Brexit si sono divisi: cinquanta e cinquanta. Ciascuna delle due fazioni aveva ragioni condivisibili, anche se non tutte sorrette da un chiaro progetto politico”.

 

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Gabriele Mainetti si è inoltre espresso su un altro tema discusso, anche se magari non quanto la Brexit: Lo chiamavano Jeeeg Robot avrà un sequel? “Ne parliamo ogni tanto, le persone mi fermano in strada per chiedermelo. Sinceramente non lo so, non voglio rovinare ciò che abbiamo fatto e non cerco furbizie mercantili. Nel primo Rambo c'erano la sindrome post-guerra, i muscoli e le armi. In quelli successivi sono rimasti i muscoli e le armi. Una gran noia”.