15 marzo 2017

I film diventati cartoni (spesso improbabilissimi)

Abbiamo visto decine e decine di serie animate diventare film con attori in carne e ossa, ma è successo spesso anche il contrario. Anche quando questo si è tradotto nel convertire una pellicola per adulti piena di sangue e morte in un cartoon per bambini da mandare in TV al mattino. Ecco cinque casi di film famosi diventati serie animate.
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Hai un antieroe che incarna la triste vicenda dei reduci dal Vietnam rinnegati dal loro paese, una pagina di storia americana triste raccontata da una pellicola molto violenta. Cosa fai? Ne tiri fuori una serie animata con la bandiera stelle e strisce e l’aquila americana già nel logo, in cui John Rambo e il Colonnello Trautman guidano la Force of Freedom, un eterogeneo team di soldati scelti - l’asiatica abile nelle arti marziali, l’afroamericano che ripara i motori e via così, di stereotipo in stereotipo - chiamato ad affrontare l’organizzazione terroristica S.A.V.A.G.E. Sì, praticamente un clone dei G.I. Joe con Rambo, c’era pure il ninja bianco acerrimo nemico del ninja nero… Intitolata Rambo: The Force of Freedom, la serie animata debutta negli USA nell’86 e va avanti per 65 episodi. Il protagonista assomiglia davvero a Stallone solo nella sequenza in cui si lega la fascia rossa tra i capelli, mostrata nella sigla.
La curiosità: la serie era realizzata dalla Ruby-Spears Productions, artefice di tantissime altre serie animate USA, come Mister T, Dragon’s Lair, Centurions e… Chuck Norris: Karate Kommandos!
Altro film bello violento trasformato per magia in qualcosa di adatto a un pubblico in età scolare. Robocop: The Animated Series dura una sola stagione di 12 episodi, nel 1988. Robocop è sempre alle prese con la OCP, ma si muove molto più velocemente della sua controparte live action e la sua Detroit è molto più futuristica, piena com’è di robot e di pistole laser (che in una serie per ragazzi creano meno problemi delle armi da fuoco vere, chiaramente).>La curiosità: Robocop: The Animated Series venne sviluppata dalla Marvel Productions, propaggine della Marvel Comics che si occupava di produzioni televisive, come i Transformers, i cartoon di Spider-Man o quello di Dungeons & Dragons.
Senza dubbio il più celebre tra i cartoni di questo articolo, The Real Ghostbusters portava sul piccolo schermo le avventure degli acchiappafantasmi del film di Ivan Reitman: Peter Venkman, Ray Stantz, Egon Spengler e Winston Zeddemore, affiancati dalla segretaria Janine Melnitz e dal fantasma pasticcione Slimer. La serie ottiene un enorme successo e va avanti per sette stagioni, dal 1986 al 1992, per un totale di 140 episodi. Nel 1997 è la volta del sequel, Extreme Ghostbusters, in cui una squadra di giovani acchiappafantasmi viene guidata da Egon.
La curiosità: il titolo del cartone, con l’aggiunta di quel “real”, si deve a una disputa con la Filmation. La casa di produzione divenuta famosa per il cartone dei Masters of the Universe aveva lanciato infatti, sempre nel 1986, un suo cartone a base di fantasmi, Ghostbusters. Poteva farlo? Poteva farlo, visto che era l’adattamento di un vecchio telefilm live-action anni 70 realizzato dalla stessa Filmation. Oggi quest’altra serie animata è nota come Filmation’s Ghostbusters, ma basta anche dire “i Ghostbusters con lo scimmione”, va bene uguale…
Highlander - La serie animata è una coproduzione franco-canadese di metà anni 90. 40 episodi in cui, in un lontano futuro post-apocalittico, Quentin MacLeod combatte con la spada appartenuta a un suo antenato, il Connor MacLeod interpretato nei film da Christopher Lambert. Molti immortali hanno messo da parte la voglia di combattere e si fanno chiamare ora Jettator. Sì, in italiano non suona felicissimo come nome, soprattutto per chi è campano…
La curiosità: esiste anche un’altra trasposizione animata del mondo di Highlander. Si tratta del film direct-to-video del 2007 Highlander: Vendetta immortale, prodotto da Imagi Animation Studios e Madhouse e diretto da Yoshiaki Kawajiri (Animatrix, Cyber City Oedo 808, Vampire Hunter D - Bloodlust).
Quella della Pantera Rosa (nella prima pellicola, del ’63, il nome si riferisce a un preziosissimo diamante) è una fortunata serie di film diretti da Blake Edwards e interpretati da Peter Sellers. La Pantera Rosa che appare nei titoli di testa del primo film dell’Ispettore Clouseau è diventata, praticamente da subito, talmente popolare da meritarsi una vita propria nel mondo dell’animazione, diventando protagonista di vari cortometraggi e serie animate. L’ultima risale al 2010, quasi cinquant’anni dopo la creazione del personaggio.
La curiosità: l’evocativo brano jazz da sempre associato ai cartoni della Pantera Rosa è il The Pink Panther Theme composto da Henry Mancini. Il brano ricevette una nomination all’Oscar per la migliore colonna sonora nel ’64, ma quella statuetta se la portò a casa Mary Poppins. Poco male: nella sua carriera, Henry Mancini, compositore nato da una coppia di immigrati abruzzesi, di Oscar ne ha vinti quattro, su un totale di ben 18 nomination.