02 novembre 2017

Festa di Roma 2017: Ian McKellen parla di X-Men e coming out

Il grande attore britannico 78enne ha presentato il documentario McKellen: Playing The Part

 

Alla Festa del Cinema di Roma 2017 accoglienza molto calorosa per Ian McKellen. L'attore 78enne, noto al grande pubblico soprattutto per le parti di Gandalf nelle saghe de Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit e di Magneto in quella degli X-Men, ha presentato nella Capitale il documentario di Joe Stephenson a lui dedicato McKellen: Playing The Part.

 

Nel corso dell'incontro con il pubblico e con la stampa, il grande attore britannico non ha mancato di intervenire su uno dei temi caldi del momento, il coming out di Kevin Spacey: “Qualunque persona gay vi dirà che fare outing è la cosa migliore, perché così si diventa più fiduciosi in se stessi. Quando ho fatto outing, secondo molti la mia recitazione ne ha tratto beneficio, perché a quel punto non mentivo più, raccontavo la verità della natura umana. Ammettere la propria omosessualità non è semplice per nessuno: le persone hanno paura di perdere il lavoro, di deludere i genitori anziani, un politico per esempio teme di non essere più votato, un insegnante ha il terrore di perdere il rispetto dei suoi studenti. E invece le cose possono andare diversamente. La ma carriera di attore, per esempio, ha avuto un’impennata quando mi sono dichiarato omosessuale”.

 

Rimanendo su temi personali, Ian McKellen ha poi affermato di non aver mai voluto dei figli: “Quando ero giovane io, era illegale avere rapporti omosessuali, figuriamoci adottare un figlio! La verità è che non ho mai voluto figli perché sono un egoista. Vi dirò di più: la cosa migliore dell’essere gay è non dover avere figli. Ciò non significa che io non abbia ottimi rapporti con i giovani. L'altra sera, al ristorante, mi si è avvicinata una bambina di 5 anni che voleva salutare Gandalf. È stato un momento meraviglioso, anche perché non dovevo preoccuparmi né della sua istruzione né di dirle di andare a dormire”.

Riguardo alla serie degli X-Men, McKellen ha invece dichiarato: “Quei fumetti sono molto cari a persone che hanno un disagio nella società. Non mi stupisco affatto se sono molto cari a ragazze e ragazze ebrei, neri, discriminati per le loro origini e per il colore della pelle. In fondo X-Men parla di diritti civili, di cosa fare quando sei rinnegato per ciò che sei. Io sono d’accordo con Professor X e sulla sua convinzione a favore dell’integrazione, anche se interpreto Magneto, che è esattamente dell’avviso opposto, per lui la specie va protetta e se necessario occorre ricorrere alla violenza”.