26 giugno 2017

Domenico Diele: Sono eroinomane, ma incidente causato da distrazione

L'attore di 1992, 1993, Don Matteo e ACAB racconta la sua versione dell'incidente che ha provocato la morte di una donna 48enne

 

L'attore Domenico Diele venerdì notte è stato protagonista di un episodio di cronaca tragico. L'interprete di Luca Pastore nelle serie tv 1992 e 1993, noto anche per le sue parti in Don Matteo, C'era una volta Studio Uno e nel film ACAB – All Cops Are Bastards, mentre era alla guida della sua Audi A3 ha tamponato lo scooter di Ilaria Dilillo, una donna di 48 anni che non è sopravvissuta all'incidente avvenuto nei pressi dell'uscita autostradale di Montecorvino Pugliano, nel Salernitano.

 

L'attore 31enne stava guidando sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, attualmente si trova detenuto nel carcere di Fuorni, in provincia di Salerno, e oggi si terrà l'udienza di convalida dell'arresto. Diele quella sera non avrebbe dovuto guidare, anche perché la sua patente era già stata sospesa proprio per un precedente problema di uso di droghe.

 

Nel carcere l'attore, che era impegnato nelle riprese del film Una vita spericolata di Marco Ponti, ha parlato con il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, a cui ha spiegato la sua versione dei fatti: “Urlerò la mia colpevolezza con tutte le forze. Non ho scuse, ho sbagliato e devo pagare. Devo pagare quello che decideranno i giudici e se servisse a qualcosa pagherei di tasca mia anche qualunque cosa alla famiglia. Però non sono un criminale. In televisione si parla di me come un assassino drogato: non è così. Io non sono uno che prima si è drogato e poi si è messo a guidare come un pazzo finendo per provocare una tragedia. Sono dipendente da eroina, questo sì, ma la droga non c'entra con l'incidente. Mi sono distratto con il cellulare. Ho un telefonino che funziona male, c'è un tasto che non va, e io per cercare di fare una telefonata ho abbassato gli occhi. Non me ne sono nemmeno reso conto subito di quello che era successo. Solo quando sono sceso dall'auto ho visto e ho capito”.

 

Domenico Diele ha poi raccontato: “Ho soltanto il lavoro, e se da questa vicenda uscirò con la carriera distrutta non avrò più nemmeno quello. È giusto che paghi per quello che ho fatto, ma non che mi si dipinga come un criminale. [...] È vero anche questo, non avevo il permesso di guidare. Ma l'ho fatto perché mia cugina ci teneva ad avermi al suo matrimonio in Calabria, e l'unico modo per esserci era andare e tornare in macchina nella stessa giornata”.

 

Una testimonianza del drammatico incidente è arrivata anche da Ferdinando Giordano, ex concorrente del Grande Fratello passato su quel tratto di strada poco dopo lo schianto, che all'agenzia Ansa ha raccontato: “Mi sono reso conto all'ultimo momento che sull'asfalto c'era una persona. Quel tratto di strada non è ben illuminato e la signora era tutta vestita di nero, difficile vederla. Si scorgevano solo le mani e i piedi. Ho frenato bruscamente e ho accostato l'auto. Il mio primo pensiero è stato quello di evitare che le macchine la potessero investire e così segnalavo il pericolo aiutandomi con la torcia del cellulare. Non ho avuto subito il tempo di capire se fosse viva o meno. Dovevo proteggerla dalle auto in corsa. Intanto, sulla carreggiata c'era questo ragazzo, Domenico, che urlava e si disperava. Non ho riconosciuto chi fosse, in quei momenti pensi ad altro. Vedevo solo che piangeva e diceva quasi tra sé e sé: 'Cosa ho fatto, ho fatto una cazzata'”.

 

Ferdinando Giordano a proposito di Diele ha quindi aggiunto: “A me sembrava disperato, diceva qualcosa, pare che si fosse distratto per colpa del cellulare. Dopo pochi minuti è arrivata la Polizia stradale di Eboli che si è attivata immediatamente. Non so se gli agenti fossero stati allertati da qualcuno o se si trovassero a passare di lì. In ogni caso, da quel momento in poi, Diele non ha detto più una parola. Mi sembrava come se fosse non solo sotto shock, ma che si stesse iniziando a rendere conto di quello che era realmente accaduto. Non era evidente che il giovane fosse sotto effetto di sostanze stupefacenti, perché era già visibilmente sconvolto per la tragedia appena successa. Prima dell'arrivo degli agenti, che hanno bloccato subito la strada mettendo in sicurezza l'area, ho controllato il polso della signora, ma già non si sentiva più. In quel frangente di tempo sono riuscito a far sviare almeno tre, quattro macchine che stavano passando a velocità sostenuta”.