08 febbraio 2017

Cinque coppie del grande schermo… terribili

Cinque storie d’amore del cinema finite malissimo. Oppure no, finite bene, ma che se ti fermi a pensarci un attimo risultano comunque inquietanti. Comprese un paio assolutamente insospettabili…
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Alle volte si pensa sia amore e invece è un calesse; altre sei un Michael Douglas avvocato yuppie degli anni 80 e pensi che quell’avventura con una collega, Glenn Close, sia soltanto una scappatella mentre la moglie è via per qualche giorno. Solo che invece in un attimo diventa una storia di stalking terrificante su una scala che va da zero a “povero coniglio finito in pentola”.
La curiosità: il film di Adrian Lyne ebbe un impatto ENORME sull’immaginario collettivo, facendo crollare, secondo le statistiche dell’epoca, il tasso di crisi coniugali causate da marito farfallone. In un’intervista del 2008, Glenn Close raccontava che ancora le capita di incontrare qualche fan che le confessa quanto sia rimasto terrorizzato dalla sua Alex. O che quel film ha salvato il suo matrimonio.
Ancora Michael Douglas, ancora anni 80, nella black comedy diretta da Danny DeVito in cui Douglas e Kathleen Turner sono una coppia che porta a un nuovo livello il concetto di tensione domestica. Fortuna che però c’è il lieto fine e… Ah, no, è vero: niente lieto fine. E dire che i due si erano voluti così bene quando si erano messi all’inseguimento della pietra verde [LINK: http://www.paramountchannel.it/news/indy-e-gli-altri-cercatori-tesori/oe46ym]…
La curiosità: letteralmente ossessionato da La Guerra dei Roses, nell’estate del 2009 un uomo del Connecticut ha tenuto in ostaggio la sua ex moglie per ore, prima di dar fuoco alla casa. La donna è riuscita a fuggire, lui si è beccato al termine del processo, nel 2012, 70 anni di carcere.
Frena, frena, frena. Titanic? La storia d’amore che ha fatto versare tante lacrime al cinema da riempirci il Lago Maggiore? Yep. Pensiamoci un attimo. Due tizi che si conoscono appena, due forzati del colpo di fulmine perché va bene le tre ore di film, ma darsi una mossa, la nave affonda. Rose, ormai centenaria arzilla, ricorderà quei cinque minuti d’amore come il momento più bello della sua vita. Sai che gioia i figli e i nipoti avuti nel frattempo. Ma soprattutto, la domanda che ci siamo posti tutti: PERCHÉ ha lasciato morire Jack? C’era spazio per tutti e due su quel pezzo di legno. E spostati un po’! “Ti fidi di me”, ma lui ha sbagliato a fidarsi di te.
La curiosità: nella classifica dei film che hanno incassato di più nella storia del cinema, Titanic è al secondo posto, preceduto da un altro film di James Cameron, Avatar, uscito dodici anni dopo.
Un altro matrimonio che si trascina in avanti a fatica, nel disinteresse. Lei (Rosamund Pike) che scompare, lui (Ben Affleck) diventa l’indiziato numero uno. Finale con stilettata tra le costole sul tema dei compromessi che si accettano in una vita di coppia. Anche per coppie non bizzarre come questa.
La curiosità: La forma fisica di Ben Affleck oscilla notevolmente durante il film, passando da scene in cui è chiaramente in sovrappeso ad altre in cui è palestratissimo: si stava preparando a diventare Bruce Wayne per Batman v Superman.
Ma no, pure Pretty Woman? La commedia romantica per antonomasia, con i suoi 3.456 passaggi televisivi (all’anno)? Già. Perché a guardare il quadro nel suo complesso, la Cenerentola in questione è una prostituta ingaggiata da un tizio ricco, che si innamora di lui perché è ricco, durante una settimana in cui lui paga a forfait. Ci sono tutte le premesse, più che per la favola d’amore con bacio su scala antincendio, per qualcosa di molto più triste. E infatti il VERO finale di Pretty Woman era super-deprimente e i due se ne andavano ciascuno per la propria strada. Fu la produttrice Laura Ziskin a chiedere un finale diverso, l’happy ending che conosciamo, oltre a diversi cambiamenti alla sceneggiatura originale di J. F. Lawton, in cui Vivian era una cocainomane e tutto aveva un mood decisamente più sinistro.
La curiosità: è noto che il corpo da stangona di Julia Roberts nel poster di Pretty Woman era in realtà quello di Shelley Michelle, su cui venne appiccicato il suo volto. Meno noto è invece che nella scena con il pianoforte, non solo Richard Gere sta suonando davvero lo strumento, ma ha ideato lui quella sequenza di note.