07 marzo 2018

Colin Firth e la moglie: denunciato per stalking un giornalista italiano

L'attore premio Oscar e la consorte italiana sarebbero stati vittime delle minacce di un reporter

 

Colin Firth e la moglie Livia Giuggioli sono finiti nel mirino di uno stalker. O meglio di un giornalista stalker. La coppia non ha però esitato a denunciare l'uomo alle autorità.

 

Secondo la ricostruzione di quanto successo riportata dal quotidiano La Repubblica, l'attore britannico naturalizzato italiano e la consorte, affermata produttrice cinematografica italiana, hanno denunciato per stalking e minacce ai danni della donna Marco Brancaccia, giornalista ex Ansa.

 

La procura di Roma ha chiuso l'indagine, condotta dai carabinieri del Nucleo Investigativo del comando Provinciale della Capitale coordinati dal procuratore aggiunto Maria Monteleone e dal pm Vittorio Pilla, e ha richiesto nei suoi confronti il rinvio a giudizio. Si attende quindi l'inizio del processo a suo carico. Le minacce contro la donna sarebbero durate per quasi un anno, dal settembre 2016 fino al maggio del 2017.

 

Sembra che l'uomo, amico di Livia Giuggioli fin dall'infanzia, non volesse essere tagliato fuori dalla sua vita e così ha iniziato a mandarle messaggi in cui minacciava di “rovinarle la reputazione e il matrimonio”. Queste “aggressioni” li hanno costretti “a cambiare abitudini di vita e vivere nel terrore”. Marco Brancaccia avrebbe inoltre inviato delle e-mail all'attore premio Oscar per Il discorso del re che contenevano delle foto della moglie nuda. E a quel punto per la coppia non c'è stato altro da fare che denunciarlo.

 

Gli avvocati di Brancaccia, Rosita Vallone e Andrea Ordine, hanno replicato alle accuse affermando che il loro assistito “è assolutamente estraneo ai fatti che gli vengono contestati tanto da aver già depositato una denuncia a tutela del suo buon nome e della sua onorabilità, ciò anche al fine di fornire la sua verità su quanto accaduto. La ricostruzione della vicenda operata dal quotidiano Repubblica non corrisponde al reale svolgimento dei fatti per come avvenuti. Abbiamo già ricevuto mandato di procedere per la tutela degli interessi e della reputazione del nostro assistito. Non siamo stati informati del rinvio a giudizio del signor Brancaccia, circostanza che apprendiamo oggi dalla stampa”.