30 novembre 2016

Cinque seguiti con un cast diverso

Cosa succede a Hollywood se un film, metti, ha avuto successo, se ne vuole girare tempo dopo un seguito e il protagonista, per una qualsiasi ragione, non è più disponibile? Molto semplice, lo si gira lo stesso, ma con altra gente! Ecco cinque seguiti famosi che hanno tentato spericolatamente la sorte con un cast diverso rispetto all’originale!
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Quattro anni dopo i balli sfrenati di Danny Zuko (John Travolta) e Sandy Olsson (Olivia Newton-John), tornano in pista i T-Birds e le Pink Ladies, ma del cast originale è rimasta solo la brillantina. La storia è ambientata nel ’63, due anni dopo gli eventi del primo Grease: lui, l’inglese Michael, è l’esordiente Maxwell Caulfield, lei, Stephanie, un altrettanto giovane Michelle Pfeiffer, a un passo dal diventare famosissima con Scarface (1983). Il flop del film non aiutò molto, invece, la carriera di Caulfield, che in un’intervista ha dichiarato: “Prima di Grease 2 mi indicavano come il nuovo John Travolta o Richard Gere, ma dopo nessuno mi voleva. È stato come prendere un secchio d’acqua gelata in faccia!”.
La curiosità: l’idea originale della regista, Patricia Birch, era quella di un seguito con Danny e Sandy sposati e alle prese con l’entusiasmante vita da… gestori di una pompa di benzina.
The Mask 2 (Son of the Mask) appartiene alla sottocategoria dei seguiti senza cast originale usciti fuori tempo massimo. Undici anni dopo il The Mask originale con Jim Carrey e un’esplosiva Cameron Diaz, vede la luce questo sequel in cui - per tutta una serie di circostanze che coinvolgono la maschera del primo film e il dio nordico degli inganni, Loki - un bambino nasce con i poteri di The Mask. A Carrey era stato offerto anni prima un assegno con parecchi zeri per girare un The Mask 2, ma aveva rifiutato perché deluso dall’esperienza di Ace Ventura - Missione Africa, pellicola dall’enorme successo al botteghino ma che non aveva presentato per lui una sfida professionale nuova.
La curiosità: l’unico attore che appare in entrambi i film è Ben Stein (il Dr. Neuman). Il cane del primo The Mask si chiamava Milo, qui invece il cane si chiama Otis: si tratta di una citazione di un film giapponese dell’86, noto in America come The Adventures of Milo and Otis. Il nome del protagonista che sogna di lavorare nel mondo dei cartoon, Tim Avery, è infine un omaggio al celebre cartoonist Tex Avery.
Nel primo Voglia di Vincere (Teen Wolf, 1985), il padre di Michael J. Fox spiegava al figlio che la licantropia era un problema di famiglia. Ha senso perciò scoprire che anche un cugino di Scott, Todd Howard (Jason Bateman), è in grado di diventare un uom… un ragazzo lupo e di sfruttare la cosa a suo vantaggio nello sport (questa volta il pugilato al posto del basket). Ma la lezione morale di fondo è sempre la stessa, col doping ipertricotico vinci facile, ma perdi quello che è veramente importante: il rispetto per te stesso e la compagna di scuola carina… Accolto malissimo dalla critica alla sua uscita, Teen Wolf Too è costato così poco che gli otto milioncini di dollari incassati sono comunque bastati a farlo andare in attivo!
La curiosità: anche nella versione italiana del film si cita il “cugino Scott”. Il problema è che nel primo Voglia di Vincere il protagonista era stato chiamato da noi Marty per sfruttare la popolarità di Ritorno al Futuro (distribuito in Italia prima di Voglia di Vincere).
Il rapporto problematico di Annie Porter (Sandra Bullock) con i mezzi di trasporto, capitolo 2. Non c’è più Keanu Reeves, ma regista (Jan de Bont, obbligato da contratto a girare anche un eventuale seguito) e protagonista femminile sono sempre gli stessi. Questa volta il mezzo impegnato in una corsa folle non è un autobus ma… una nave da crociera. E sì, il risultato fa ridere esattamente quanto la sua descrizione. Considerato, a ragione, uno dei seguiti peggiori di tutti i tempi, Speed 2 fece incetta all’epoca di recensioni ironiche, Razzie Award e prese per i fondelli assortite in serie animate come I Simpson e I Griffin.
La curiosità: Jason Patric accettò il ruolo solo a patto che alla storia venissero apportati dei precisi cambiamenti. Mesi dopo, arrivato sul set, scoprì che il copione non era cambiato di una virgola e che era obbligato contrattualmente a girare lo stesso il film. L’attore descrisse in seguito l’esperienza come “deprimente” e impiegò tutto il suo compenso per finanziare la pellicola Amici & Vicini.
Cosa può esserci di peggio, per un poliziotto di Los Angeles, alle prese nel futuro (il lontano… ehr, 1997) con una feroce guerra tra bande per il controllo della droga e un caldo record? Beh, per esempio l’arrivo di un cacciatore alieno che si trova a suo agio a Los Angeles esattamente quanto il suo simile visto nella giungla qualche tempo prima. Saltato l’accordo con Arnold Schwarzenegger per riportare in scena il Dutch del film dell’87, tocca a Danny Glover, il tenente Mike R. Harrigan dell’LAPD, vedersela con l’alieno rasta predatore. Sotto la tutona in gomma del mostro, tra parentesi, c’è lo stesso, altissimo attore dell’originale, lo sfortunato Kevin Peter Hall, morto poco dopo di AIDS a soli 35 anni.
La curiosità: senza il minimo dubbio il migliore tra questi seguiti, Predator 2 pose anche le basi per il futuro crossover cinematografico con Alien, visto che nella teca dei trofei sull’astronave del Predator si vede anche un teschio di xenomorfo.