03 novembre 2016

Cinque clamorosi, pirotecnici flop affossa-carriera

Sono la più grande paura delle star di Hollywood, più di un lifting venuto male, della calvizie o delle grane con il fisco: sono i megaflop, produzioni colossali finite “giù per il tubo”, trascinandosi dietro l’intera carriera delle stelle che le hanno interpretate. Non importa quanto sfolgorante fosse il curriculum di quegli attori, perché i produttori e buona parte di quelli che contano in questo business magari non crederanno alla sorte, ma alla sfiga sì, eccome. Ecco cinque tra i peggiori flop affossa-carriere nella storia recente di Hollywood e gli attori che hanno coinvolto nel loro tonfo. di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Tra gli anni 80 e 90, Eddie Murphy è stato il re indiscusso della commedia americana, inanellando una serie di successi pazzeschi come Una poltrona per due (altrimenti noto come IL film di Natale qui in Italia), la serie Beverly Hills Cop, Il principe cerca moglie e Il professore matto, giusto per citare i principali. E poi cosa è successo? È successo Pluto Nash (The Adventures of Pluto Nash), commedia fantascientifica passata alla storia come uno dei più grandi flop al botteghino di sempre: appena 7 milioni di dollari incassati a fronte di un budget di 100 milioni. La carriera di Murphy non era ancora al capolinea, come dimostra la nomination all’Oscar nel 2007 come miglior attore non protagonista in Dreamgirls, ma gli anni d’oro delle commedie sulla bocca di erano ormai lontani. Tempo dopo, in un’intervista, Eddie Murphy scherzò sui magrissimi risultati del film, dichiarando di conoscere personalmente “le due o tre persone alle quali Pluto Nash è piaciuto”.
La curiosità: quel che è certo è che Alec Baldwin, che in Pluto Nash interpreta un mafioso del futuro, non era tra quelle due o tre persone. Il film gli piacque talmente poco (leggi: zero) che pretese che il suo nome venisse eliminato dai credits della pellicola.
238 milioni di dollari di incasso non sono affatto, in senso assoluto, pochi, siamo d’accordo. Ma se per girare un film ne hai spesi 150, più un certo altro ammontare non definito per il marketing, ecco che ti diventano una mezza delusione. Senza contare che l’intero pianeta stava definendo il film una delle peggiori pellicole sui super-eroi mai realizzate. Benvenuti in quel disastro in galleria noto come Batman & Robin, il secondo Batman di Joel Schumacher e il quarto della serie del paladino di Gotham partita dal Batman di Tim Burton. Il colpo fu duro soprattutto per il povero Chris O’ Connell, che passò dall’essere una delle giovani promesse degli anni 90, dopo il successo di Scent of a Woman - Profumo di donna con Pacino, al ruolo di… disoccupato. La macchia del suo Robin ridicolo non era tutta colpa sua, ma tra quello e una serie di scelte sbagliate, O’ Connell scivolò dal rango di futura stella di Hollywood a quello di comparsa nei telefilm. Il tizio di cui si invaghisce a un certo punto Meredith Grey in Grey’s Anatomy? Ecco, per dire.
La curiosità: sei un fan o una fan di George Clooney? Non continuare a leggere. Davvero. Visto che indossare e rimuovere la tuta di Batman era complicatissimo, Clooney ha ammesso di aver urinato più volte nel costume durante le lunghe giornate sul set…
Un film su un futuro post-apocalittico in cui i mari hanno ricoperto ogni continente: cosa c’è di meglio per un clamoroso buco nell’acqua? Anche qui, gli incassi non furono affatto bassi come la gente ama ricordare (264 milioni di dollari), ma molto deludenti se paragonati al budget faraonico investito. La carriera di Kevin Costner, reduce da una striscia di successi pazzesca (Gli Intoccabili, Balla coi Lupi, Robin Hood - Principe dei ladri, JFK, Guardia del Corpo) fu messa in ginocchio da questo singolo flop, per poi essere definitivamente tramortita dal successivo L'uomo del giorno dopo (The Postman, 1997): altro film post-apocalittico, stavolta diretto dallo stesso Costner, altro bagno di sangue.
La curiosità: sul set di Waterworld la tensione era altissima, a causa di dissapori tra Costner e la troupe. Il primo soggiornava infatti in una villa da 4.500 dollari a notte, con chef e piscina privati, i secondi in un tugurio che raggiungeva temperature da forno. Anche con il regista, Kevin Reynolds, non erano rose e fiori, tanto che Reynolds ha lasciato a un certo punto il set, dicendo a Costner di finirsi il film da solo. In seguito Reynolds ha dichiarato che Costner dovrebbe dirigere tutti i suoi film, in modo da “poter lavorare con il suo attore e regista preferito”.
La carriera di Mike Myers, a metà anni Duemila, è un’auto lanciata ai duecento all’ora sulla grande autostrada del successo, per gli Austin Powers e il suo doppiaggio di Shrek. Poi però l’auto si schianta contro il flop di Love Guru, commedia romantica in cui recita al fianco di Jessica Alba e Justin Timberlake. Le critiche negative e gli incassi scarsi (preludio a un raffica di nomination ai Razzie Award, come avvenuto praticamente per tutti gli altri titoli di questa lista) sono bastati per appannare la stella di Myers. Chissà come avrebbe commentato la cosa il suo Dottor Male…
La curiosità: durante una scena in auto, si sente alla radio Bohemian Rapsody dei Queen: è un’autocitazione di uno dei primi, grandi successi di Myers, Fusi di testa (Wayne's World, 1992).
Quello di John Travolta è un caso particolare, perché lui da un primo affossamento della sua carriera ne era miracolosamente uscito, grazie soprattutto a Quentin Tarantino. L’ex Tony Manero era tornato alla ribalta con Senti chi parla e, ovviamente, Pulp Fiction, conoscendo dalla seconda metà degli anni Novanta di nuovo il successo con pellicole come Nome in codice: Broken Arrow e Face/Off. Poi però si incaponisce per sfidare nuovamente la sorte, adoperandosi per portare sullo schermo, per motivi religiosi, un romanzo di fantascienza scritto dal fondatore di Scientology, Ron Hubbard. Battaglia per la Terra (Battlefield Earth, 2000) colleziona però una serie impressionante di sopracciglia inarcate e risate, ma soldi pochi. Molto pochi. Segue una nuova, lunga fase di vacche magre per John, in cui brilla unicamente Hairspray - Grasso è bello, uscito sette anni più tardi.
La curiosità: e dire che Travolta ci credeva così tanto. Durante la promozione del film, descrisse con modestia Battaglia per la Terra come “Star Wars, ma girato meglio” e come “lo Schindler's List del cinema di fantascienza”. Ehr, fuochino, John…