06 dicembre 2016

Cinque film da guardare in famiglia a Natale

Se c’è una cosa importante a Natale, ogni anno, sono le tradizioni. E se c’è una tradizione familiare importante, a Natale, è quella di sciropparsi per la ventesima volta un film ad ambientazione natalizia. Da Mamma ho perso l’aereo all'immancabile Una poltrona per due, ecco cinque film da rivedere davanti a una bella fetta di panettone (ma va bene anche il pandoro).
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Kate McCallister (Catherine O’Hara), la madre più sbadata del mondo, si perde per la prima e non ultima volta il figlio più piccolo, Kevin, quando la famiglia parte per una vacanza a Parigi. Quello che succede dopo lo sapete tutti, perché Mamma ho perso l’aereo (Home Alone) è una delle commedie di maggior successo di sempre. Gli ingegnosi trabocchetti con cui Kevin tiene in scacco i due ladri Marv e Harry (Daniel Stern e Joe Pesci) sono una di quelle cose con cui è possibile rifarsi una risata indipendentemente dal numero di volte in cui le hai già viste, come i primi film di Fantozzi o un L’allenatore nel pallone. Solo che qui ci al posto di impiegati e calciatori brasiliani con la saudade ci sono una tarantola e una sagoma di Michael Jordan.
La curiosità: Macaulay Culkin oggi ha 36 anni e si barcamena tra piccoli ruoli in TV. In un’intervista di due anni fa, Catherine O’Hara ha raccontato che Macaulay continua ancora oggi a chiamarla “mamma”.
Ecco, Miracolo nella 34a strada (Miracle on 34th Street), remake del film omonimo del 1947, è invece una di quelle pellicole talmente mosse da buone intenzioni e accuoricinate che si rischia la carie per tasso di zuccheri troppo alto. Però per chi ha bambini in giro per casa è utilissimo, perché non devi stare più a inventarti scuse improbabilissime su come diavolo faccia Babbo Natale a fare quello che fa o, soprattutto, spiegare se esista poi davvero questo signore domiciliato al Polo Nord. Cioè, nel film è un serissimo giudice a stabilire che sì, esiste, e che quel tizio con la barba bianca appena fuggito dal Jurassic Park, Richard Attenborough, è davvero Santa Claus.
La curiosità: all’uscita del film negli USA, la Fox offrì il rimborso del biglietto a ogni spettatore che non avesse trovato divertente il film. I biglietti tornati indietro furono circa 1.500.
IL film di Natale, nonché una delle commedie più divertenti tra le tante sfornate da John Landis. Louis (Dan Aykroyd) e Billy Ray (Eddie Murphy), il primo ricco broker, il secondo mendicante imbroglione, si trovano a vivere improvvisamente ciascuno la vita dell’altro quando i magheggi dei datori di lavoro di Louis decidono per una scommessa di far finire Louis sul lastrico e far diventare Billy un pezzo grosso. Pochi sanno che la coppia di protagonisti non era quella scelta dalla produzione, che voleva Gene Wilder e Richard Pryor per Louis e Billy. Poi Pryor fu costretto a dare forfait per i postumi di un brutto incidente e, su pressione di Murphy, venne accantonato anche Wilder per non far percepire Eddie Murphy come un semplice rimpiazzo nella coppia Wilder-Pryor.
La curiosità: sì, Una poltrona per due (Trading Places) viene trasmesso ogni anno alla Vigilia di Natale… ma da quanto tempo? Diciannove anni di fila, dal 1997.
Tratto dal libro di Dr. Seuss, Il Grinch (Dr. Seuss' How the Grinch Stole Christmas) di Ron Howard trasforma nel 2000 Jim Carrey in un mostro verde che odia il Natale da quando da bambino subì un’umiliazione a scuola. Riuscirà questo essere fortissimo, malvagio e vendicativo a tornare ad amare la festa più bella dell’anno? Ma certo che sì, che domande. Tre nomination all’Oscar e una statuetta portata a casa (per il miglior trucco), oltre a 345 milioni di dollari di incasso, circa il triplo del budget stanziato per girarlo, il che ne fa uno dei film a tema natalizio più fortunati al box office di sempre.
La curiosità: com’è stato girare Il Grinch per Jim Carrey? Un incubo. Le sessioni di trucco duravano otto ore e l’attore si sentiva talmente a disagio sotto tutto quel lattice che è stato assistito da un agente della CIA che gli ha insegnato le tecniche adoperate per resistere alla tortura…
Gremlins di Joe Dante è un film natalizio atipico per tante ragioni. È glassato a sufficienza con quella patina pop di giocattoli, tecnologia e mood dell’epoca da far venire un nodo di nostalgia grosso così all’altezza delle tonsille, ma nasce come un film horror e ne conserva, a guardarlo bene, tutti i tratti salienti, compresa l’atmosfera di festa rovinata da un piccolissimo incidente con dei mostriciattoli assassini che si moltiplicano una volta bagnati. Però Gizmo è una creaturina così graziosa da addolcire il tutto, e il suo numero da action hero alla riscossa, alla fine della pellicola, è talmente epico da trasformarla in popcorn movie da divano il 26 pomeriggio, tipo. E ciao, Billy. Anzi, per dirla alla Gizmo, “Ciao, Bi!”.
La curiosità: Gizmo è un mogwai, che in cinese vuol dire “diavoletto”.