09 gennaio 2017

Cinque eroi che sono… la fine del mondo!

Diciamola tutta: a far gli eroi in un’ambientazione western, fantasy o malavitosa ci vuole del fegato, ma per diventare dei protagonisti super badass in un mondo post-apocalittico devi esserci proprio tagliato. Non è facile rappresentare le forze del bene in mezzo a mostri radioattivi, cannibali e altre forme di vita che ci tengono proprio tanto a farti la pelle. Eppure questi cinque eroi del dopo catastrofe ce l’hanno fatta, e anche con stile
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Max Rockatansky, Max il Pazzo, avrà cambiato negli anni pure volto, passando da quello di Mel Gibson a Tom Hardy, ma non carattere: è sempre l’eroe ombroso, il cowboy del dopo-bomba che vorrebbe pure starsene per i fatti suoi e pensare agli affari propri, ma per una ragione o per l’altra si trova ogni volta ad aiutare le persone in difficoltà contro qualche megalomane post-apocalittico: Humungus, Immortan Joe, Tina Turner. Un fucile a canne mozze e un bel bolide da guidare, meglio se con un motore V8 sotto il cofano, e per i malvagi del domani sono calci nei denti.
La curiosità: George Miller, ideatore della saga e regista di tutti e quattro i film di Mad Max, è laureato in medicina e ha raccolto una parte del budget servito per girare la prima pellicola, nel ’79, lavorando come dottore in un pronto soccorso.
Eli (Denzel Washington), il protagonista di Codice Genesi (2010), è in missione per conto di Dio, come i Blues Brothers. Deve raggiungere la Costa Ovest a piedi, in quanto resta degli Stati Uniti dopo la catastrofe nucleare. Un mondo dalla luce abbagliante in cui il consueto boss con manie di grandezza (Gary Oldman) e i suoi sgherri faranno di tutto per impossessarsi del tesoro più prezioso di Eli, una bibbia. Fortuna che quest’uomo è una sorta di super-ninja del catechismo…
La curiosità: per prepararsi per questo ruolo, Denzel Washington ha studiato arti marziali con Dan Inosanto, a sua volta studente e amico del grande Bruce Lee.
Probabilmente il figlio più famoso di Mad Max, almeno nei paesi contagiati come il nostro dalla mania per Ken il Guerriero: eroe della Divina Scuola di Hokuto apparso in vari manga, anime e film e sempre compassatissimo quando fa esplodere i suoi nemici con un semplice tocco. Praticamente il più pericoloso dei pranoterapeuti. “Tu ancora non lo sai, ma sei già morto”. Mo’ me lo segno, avrebbe risposto Massimo Troisi.
La curiosità: L’aspetto di Kenshiro nel manga e nella prima serie animata è praticamente un mix tra Bruce Lee e Max Rockatansky, ma nella seconda serie animata il personaggio ha i tratti (e gli occhiali da sole) dello Stallone ai tempi di Cobra.
Parlando di guerrieri post-apocalittici esperti di arti marziali tiriamo dentro anche Sunny, il protagonista della serie TV Into the Badlands, appena partita qui su Paramount Channel. Dalle ceneri della guerra sono emersi i Baroni, uomini e donne che hanno portato l’ordine, al modico prezzo della riduzione in schiavitù di tutti gli altri. Nelle Badlands le armi da fuoco sono proibite, ma Sunny (Daniel Wu) non ne ha bisogno: gli bastano una spada e le sue mani per diventare il guerriero più pericoloso in circolazione.
La curiosità: la serie è stata girata tutta in Louisiana, in una location già utilizzata per le riprese di Django Unchained.
Tratto dal bellissimo romanzo di Cormac McCarthy “La strada”, vincitore del Premio Pulitzer per la narrativa nel 2007, The Road è un film crudo e spietato, che dipinge uno degli scenari post-apocalittici più bui e disperati che si siano mai visti. Tutto serve a far capire quanto questo padre senza nome, un bravissimo Viggo Mortensen, sia pronto a fare pur di salvare suo figlio.
La curiosità: a proposito, quel ragazzino, Kodi Smit-McPhee, oggi ha vent’anni e fa il super-eroe: è il Nightcrawler visto nel recente X-Men - Apocalisse. Come passa il tempo, anche dopo la fine del mondo!