14 giugno 2017

Cinema… d’evasione!

Si guarda un bel film anche per staccare dalla vita di tutti i giorni, certo: lo stesso obiettivo dei protagonisti delle pellicole sulle evasioni, solo che per loro è un tantino più complesso. Ecco cinque celebri film sulla fuga da un carcere (di ogni tipo!)
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
16 anni dopo la chiusura della prigione di Alcatraz, un cast capeggiato dal regista Don Siegel e con Clint Eastwood come protagonista torna tra le sue mura per girare la storia del rapinatore Frank Morris, che insieme ad altri detenuti organizza una rocambolesca evasione. Il finale non chiarisce se Morris e gli altri ce l’hanno fatta ad attraversare le gelide acque della Baia di San Francisco sulla loro zattera, perché… si tratta di una storia vera e nessuno sa cosa ne sia stato di quegli evasi nel 1962.
La curiosità: il carcere di Alcatraz venne chiuso pochi mesi dopo quella fuga, nel ’63, perché la salsedine stava mangiando davvero la struttura e perché i costi di gestione erano molto più alti che in altri penitenziari del Paese. Da allora, la prigione è apparsa in decine di film e nella serie TV Alcatraz di J.J. Abrams (2012).
Uno dei film più amati della storia del cinema, Le ali della libertà (The Shawshank Redemption) di Frank Darabont è la storia di un vice-direttore di banca (Tim Robbins) che finisce dietro le sbarre per oltre vent’anni, accusato di un duplice omicidio che non ha commesso. Il finale: cosa non ti tirano fuori vent’anni di tempo libero, un martelletto da roccia e un poster per coprire il buco…
La curiosità: il film è tratto dal racconto di Stephen King “Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank”, parte della raccolta Stagioni diverse. Ciascuno dei quattro racconti presenti nel libro è ispirato a una stagione dell’anno e ben tre sono diventati film di grande successo. Gli altri due sono Stand by Me - Ricordo di un'estate (1986) e L’allievo (1998).
Un altro super-classico dei film d’evasione, La grande fuga di John Sturges è basato sulla storia vera di un pilota australiano, abbattuto con il suo aereo nei cieli della Tunisia e internato in Germania in un campo di prigionia per ufficiali. La fuga in moto di Steve McQueen fino al confine svizzero è un pezzo di storia del cinema con un livello di epicness pazzesco.
La curiosità: nel 2006, in un sondaggio nel Regno Unito, La grande fuga si classificò terzo nella classifica del “miglior film natalizio per tutta la famiglia”, preceduto da La vita è meravigliosa di Frank Capra (1946) e Il mago di Oz (1939). In UK, evidentemente, non si porta Una poltrona per due come da noi…
E se il carcere di massima sicurezza fosse l’intera città di New York? Jena Plissken, eroe di guerra condannato a morte, viene spedito a salvare il Presidente degli USA, con due microbombe piantate nel collo per farlo stare buono. John Carpenter dirige uno strepitoso Kurt Russell, che con quella benda, i capelli lunghi e lo sguardo torvo diventa all’istante un’icona del cinema di fantascienza. I due ci riprovano, quindici anni dopo, con il meno riuscito Fuga da Los Angeles.
La curiosità: come noto, il nome originale di Jena è Snake Plissken, come testimonia il tatuaggio a forma di serpente. Sulla locandina del film si vede la testa della Statua della Libertà in una strada di New York. La cosa per Carpenter non aveva senso, considerata la distanza tra Liberty Island e Manhattan: era stato l'artista autore del poster a tirare fuori quella trovata, e siccome secondo la produzione funzionava, si era deciso di lasciare lì la capoccia di Miss Liberty.
Una delle più celebri pellicole sul calcio di tutti i tempi [LINK: http://www.paramountchannel.it/news/il-pubblico-vuole-il-gol/99p7jr], Fuga per la vittoria, il film con Pelè, Stallone e tanti altri ex campioni che affrontano i nazisti sul rettangolo verde, ha galvanizzato almeno due generazioni di spettatori. Pronti a saltare sul divano, per l’ennesima volta, quando Hatch para quel calcio di rigore ai tedeschi allo scadere. La smorfia alla Stallone più plastica di sempre.
La curiosità: nel cast di ex glorie del calcio, oltre a Pelè, c’erano altri due campioni del mondo: Bobby Moore, capitano della nazionale inglese che aveva sollevato la coppa nel ’66 e l’argentino Ardiles, fresco di titolo nel ’78 con la selección di Kempes e Passarella.