21 marzo 2016

Chocolat e gli altri, i grandi uomini che hanno sconfitto il razzismo

Rafael Padilla, in arte Mister Chocolat, è considerato il primo artista nero della storia di Francia. Nasce a Cuba tra il 1865 ed il 1868 da una famiglia africana schiavizzata in quella che allora era una colonia spagnola. I genitori lo affidano ad una vecchia signora cubana. Questa lo vende in cambio di 18 once ad un negoziante di Bilbao. All'età di 14 anni Rafael riesce a fuggire e cerca di mantenersi con piccoli e miseri lavoretti di ogni tipo. Viene scoperto dal celebre clown bianco Tony Grice che, impressionato dalla sua forza fuori dal comune e dalle sue abilità nel ballare, lo prende con sé come domestico tuttofare e come partner per alcuni numeri circensi. Questo è l'inizio di una grande storia e di una grande carriera che renderà Rafael il primo artista nero in Francia. Quella raccontata in Mister Chocolat, al cinema dal 7 aprile, è solo una delle tante storie di riscatto - narrate al cinema - che hanno visto uomini di colore, spesso sconosciuti, ergersi a simbolo di una causa molto più grande di loro. Tra Steven Spielberg e Spike Lee, Todd Haynes e Steve McQueen, ripercorriamo i dieci lavori che, negli ultimi trent'anni, hanno trattato con efficacia e sensibilità il tema del razzismo e dell'emancipazione. Mister Chocolat (2016) Dal circo ai palcoscenici teatrali, dall'anonimato alla fama, ecco a voi l'incredibile storia del clown Chocolat, il primo artista nero della scena francese. Il duo unico che egli forma con il collega, nonché grande amico, Footit incontra un grande successo popolare nella Parigi della Belle époque. Ma poi il successo travolgente, i soldi facili, il gioco d'azzardo e la discriminazione usurano definitivamente la loro amicizia e rischiano di stroncare la carriera di Chocolat. Il film di Roschdy Zem è un incredibile biopic che ripercorre la storia di questo straordinario artista. The Butler (2013) Cecil Gaines ha imparato il mestiere di domestico nella Georgia degli anni Venti e nella tenuta dell'uomo che ha ucciso barbaramente suo padre in un campo di cotone. Riservato e (ben) educato nelle case dei bianchi, approda a Washington, dove sposa Gloria, diventa padre di Louis e Charlie e viene assunto come maggiordomo alla Casa Bianca. Orgoglioso della sua famiglia e appagato dal proprio destino, Cecil sta. Resta immobile (e invisibile) nella vita come lungo le pareti della stanza Ovale, dove serve il tè e soddisfa le richieste dei suoi presidenti. Fuori intanto il mondo si muove, il mondo si arrabbia, il mondo sta cambiando. In quel territorio infiammato milita il suo primogenito, deciso a lottare per i diritti della sua gente, resistendo al fianco di Martin Luther King o 'armandosi' al braccio di Malcolm X. Ripudiato il figlio, colpevole di non essere rimasto al suo posto, Cecil seguita a servire i presidenti che si susseguono mandato dopo mandato, sprofondando il paese nella guerra, riformandolo con le leggi sui diritti civili, integrandolo o mandandolo sulla Luna. Sette presidenti e diverse tazze riempite dopo, Cecil prenderà coscienza di sé e dei propri diritti, dimettendosi e scendendo in campo a fianco del figlio e di un sogno che ha il volto di Barack Obama. Daniels prosegue il suo percorso di rilettura critica della Storia americana inserendo la questione razziale in un quadro politico-economico complesso Django Unchained (2013) Stati Uniti del Sud, alla vigilia della guerra civile. Il cacciatore di taglie di origine tedesca dottor King Schultz, su un carretto da dentista, è alla ricerca dei fratelli Brittle, per consegnarli alle autorità piuttosto morti che vivi e incassare la ricompensa. Per scovarli, libera dalle catene lo schiavo Django, promettendogli la libertà a missione completata. Tra i due uomini nasce così un sodalizio umano e professionale che li conduce attraverso l'America delle piantagioni e degli orrori razzisti alla ricerca dei criminali in fuga e della moglie di Django, Broomhilda, venduta come schiava a qualche possidente negriero. Un'opera impeccabile, in perfetta continuità stilistica e tematica con la precedente, ma lontana dalle sperimentazioni del passato di Tarantino 12 anni schiavo (2013) Stati Uniti, 1841. Solomon Northup è un musicista nero e un uomo libero nello stato di New York. Ingannato da chi credeva amico, viene drogato e venduto come schiavo a un ricco proprietario del Sud agrario e schiavista. Strappato alla sua vita, alla moglie e ai suoi bambini, Solomon infila un incubo lungo dodici anni provando sulla propria pelle la crudeltà degli uomini e la tragedia della sua gente. A colpi di frusta e di padroni vigliaccamente deboli o dannatamente degeneri, Solomon avanzerà nel cuore oscuro della storia americana provando a restare vivo e a riprendersi il suo nome. In suo soccorso arriva Bass, abolizionista canadese, che metterà fine al suo incubo. Per il suo popolo ci vorranno ancora quattro anni, una guerra civile e il proclama di emancipazione di un presidente illuminato. McQueen liquida la complessità del passato e di un sistema abominevole a favore della sua spettacolarizzazione e dei suoi effetti perversi Lincoln (2012) Negli ultimi quattro mesi della sua vita, Abraham Lincoln cambiò la storia dell'umanità ponendo legalmente fine alla schiavitù dei neri d'America. L'ottenimento dell'approvazione del 13° Emendamento in discussione alla Camera dei Rappresentanti richiese una battaglia ardua ed estenuante, condotta contro il tempo e nell'ambito di una devastante guerra civile: una guerra nella guerra che lo coinvolse totalmente, come Presidente, come padre, marito e come uomo. Lincoln come Spielberg, narratore di una storia che è lezione di politica e di cinema The Help (2012) Jackson, Mississippi. Inizio degli Anni Sessanta. Skeeter si è appena laureata e il primo impiego che ottiene è presso un giornale locale in cui deve rispondere alla posta delle casalinghe. Le viene però un'idea migliore. Circondata com'è da un razzismo tanto ipocrita quanto esibito e consapevole del fatto che l'educazione dei piccoli, come lo è stata la sua, è nelle mani delle domestiche di colore, decide di raccontare la vita dei bianchi osservata dal punto di vista delle collaboratrici familiari 'negre' (come allora venivano dispregiativamente chiamate). Inizialmente trova delle ovvie resistenze ma, in concomitanza con la campagna che una delle 'ladies' lancia affinché nelle abitazioni dei bianchi ci sia un gabinetto riservato alle cameriere, qualche bocca inizia ad aprirsi. La prima a parlare è Aibileen seguita poi da Minny. Il libro di Skeeter comincia a prendere forma e, al contempo, a non essere più 'suo' ma delle donne che le confidano le umiliazioni patite. Uno splendido cast al femminile al servizio di una storia su un passato non del tutto passato Lontano dal paradiso (2002) E' l'autunno del 1957, ad Hartford, Connecticut. La famiglia Whitaker è una delle più in vista delle città: il marito Frank è il capo di un'azienda che fabbrica televisori, la moglie Cathy è una perfetta casalinga, i due figli sono dei simpatici bambini pestiferi. Ma la situazione non è così esemplare come sembra: Frank è in realtà bisessuale, e tradisce la moglie con uomini scovati in bar equivoci; Cathy, dal canto suo, sconvolta per aver scoperto le tresche del marito, si lega in affettuosa amicizia con il suo giardiniere di colore, subendo l'ostracismo della comunità: è costretta a fare una scelta, comunque dolorosa. Un melodramma di rara bellezza, in stile anni '50 Amistad (1997) Nel 1839 un gruppo di neri si ribella e uccide l'equipaggio della nave Amistad che li stava trasportando da Cuba agli Stati Uniti per venderli come schiavi. Vengono catturati, e messi in prigione. Il processo che ne segue diventerà uno dei più importanti della storia d'America. Il nero Cinquè, capo degli africani, forte e intelligente, dignitoso, diventa un simbolo. Il cuore della questione è il fatto che i neri non sono schiavi, ma uomini liberi portati via dal loro paese, la Sierra Leone. Questa verità emerge. Ma c'è di mezzo la questione nord-sud. Il processo d'appello davanti alla corte suprema diventa politicamente decisivo, in sostanza, se gli africani saranno assolti il sud finirà per ribellarsi. L'arringa decisiva è dell'ex presidente e giurista leggendario John Quincy Adams (Hopkins): strepitosa (gli africani vanno liberati anche a fronte di una guerra civile), significativa del senso altissimo della libertà espresso dalla dichiarazione d'indipendenza. Film furbo, ma efficace e teso di Spielberg Malcolm X (1992) Per anni si è sentito parlare di Martin Luther King. Come contraltare hanno sempre citato Malcolm X. Il primo contro la violenza e il secondo deciso a spezzare il razzismo bianco con le cattive. E Spike Lee, che aveva accostato i proclami dei due politici nei titoli di coda di Fa' la cosa giusta, voleva coronare un sogno. Quello cioè di realizzare una biografia sul principe nero. Lo ha fatto, investendo di suo e aiutato da molti che hanno lavorato gratuitamente. Biografia appassionata del principe nero firmata da Spike Lee Il colore viola (1985) Il nucleo semantico di questo film non risiede tanto nel tema del razzismo. Il seme della saccenza maschile, come della spocchiosità della borghesia, è nel Dna degli stessi uomini colorati. Le vessazioni, gli stupri subiti da Celie in età adolescenziale, ossia nei momenti performanti della socializzazione primaria in cui si tende a percepire la realtà che ci circonda come quella tout court ossia, l'unica alternativa di realtà realmente possibile, la rendono una schiava dentro. La rivoluzione di Celie consisterà nel perpetuo tentativo di affermazione della sua superiorità morale attraverso la dimostrazione della necessità del suo ruolo, una reattività sprigionata anche dalla fede cristiana di Celie. Dal best-seller di Alice Walker un film con ottimi interpreti, a tratti manierato e lacrimevole