04 aprile 2016

Charlize Theron, il ritorno della regina 'furiosa'

Charlize Theron è tornata a Milano per incontrare la stampa, nella città da cui tutto o quasi è partito, quando una ragazza sudafricana dall'infanzia difficile è arrivata qui in cerca di fortuna come modella. E l'ha trovata, questa fortuna, soprattutto grazie a uno spot Martini in cui il logo del liquore serviva a coprire la nudità del suo splendido lato B. Da allora la ragazza si è fatta donna e diva, madre e attrice da premio Oscar. Un insieme di esperienze eterogenee, che contribuiscono ad arricchire ruoli sempre più complessi.
Come quello di Furiosa, la guerriera che si ribella all'autocrazia di Immortan Joe nell'universo post-apocalittico di Mad Max: Fury Road, scatenando una rivolta e restituendo la speranza al genere umano. La Regina e strega Ravenna de Il cacciatore e la regina di ghiaccio - sequel di Biancaneve e il cacciatore -, seppur votata al male, è mossa da sentimenti che appartengono alla sfera delle debolezze umane: la paura di invecchiare, di essere dimenticata, di perdere potere e bellezza. "Portare sullo schermo un personaggio così 'grande' e iconico e poi avere l'opportunità di interpretarlo di nuovo in un sequel" - afferma l'attrice - "è qualcosa di unico. Il sequel mi ha fornito l'opportunità di girare e scuotere ulteriormente il personaggio, di rivoltarlo e renderlo più reale rispetto alla fiaba. Un rischio, ma quando interpreti un personaggio così emblematico la cosa che rende il tutto eccitante è la sfida di trasmettergli un po' di contemporaneità. Leggo sempre più spesso fiabe, complici i miei bambini, e da adulta ho modo di conoscere e apprezzare storie che non mi sono state raccontate durante la mia infanzia, accorgendomi di come abbiano a che fare con il presente o con quesiti che da sempre attraversano la storia dell'uomo. Dalle fiabe capiamo che gli esseri umani in fondo non sono cambiati così tanto nel tempo". Un sequel che è anche in parte prequel, quello girato da Cedric Nicolas-Troyan, in cui le maglie strette della fiaba originaria di Biancaneve vengono abbandonate in favore di una libera interpretazione fantasy del prosieguo. In cui il rapporto centrale è quello tra Ravenna e la sorella Freya, interpretata da Emily Blunt, verso cui la prima prova un misto di affetto, istinto protettivo e volontà di possesso e predominio. Ancora una volta una famiglia "complicata" in cui calare il personaggio di Charlize.

Le ragazze interrotte di Charlize Forse anche guidata dalla necessità di farsi considerare per qualcosa che non fosse la sua palese e abbacinante bellezza, Charlize Theron ha privilegiato nella sua filmografia ruoli che, anziché insistere sulla sua avvenenza, obbligassero lo spettatore a osservare l'attrice sotto la veste scintillante della diva. Difficile stabilire quale sia il peso dei suoi tragici primi anni di vita in queste decisioni (la madre uccise il padre per legittima difesa quando Charlize aveva quindici anni), ma è certo che nei suoi personaggi le cicatrici familiari sono spesso evidenti. Come in The Yards di James Gray, in cui i segreti di due famiglie - e del rapporto con il cugino Mark Wahlberg - incombono sul drammatico destino delle stesse; o in The Burning Plain, una delle sue migliori interpretazioni, in cui l'attrice sudafricana veste i panni di Sylvia/Mariana, donna tormentata dal senso di colpa per la morte della madre e incapace di affrontare e accettare la vita.
Anche senza il make-up di Monster, che la trasforma in Aileen Wuornos e la consegna all'immortalità degli Oscar, Charlize Theron primeggia quando a prevalere sono sofferenza e regolamenti di conti irrisolti, benché ruoli minori come quello della modella di Celebrity o malinconicamente spassosi come quello della ossessiva Mavis di Young Adult permettano di valutare l'ampiezza notevole della sua gamma di possibili interpretazioni. Furiosa e Ravenna: affinità e divergente tra due superdonne
Al di là dell'esotico nome italiano, più di un elemento accomuna due personaggi come gli ultimi interpretati da Charlize Theron. Donne forti, anzi fortissime, caratterizzate dal confronto spietato con la natura effimera della bellezza e con il valore che ad essa attribuisce lo sguardo "maschile" dominante. L'una per una causa giusta, l'altra guidata dalla sete di vendetta, sono entrambe ben determinate a raggiungere il loro scopo: "La somiglianza tra Furiosa e Ravenna" - spiega l'attrice - "consiste principalmente nel fatto che reagiscano in maniera differente tra loro, ma con istinti profondamente umani, benché le circostanze e i tempi siano molto diversi. Ravenna vive in un mondo di abbondanza e di eccesso, Furiosa in un mondo privato di tutto, post-apocalittico, ma sono entrambe persone che reagiscono con brutalità, rese così dalla loro natura o situazione. Non ho paura di interpretare donne in posizioni di potere, le donne sono altrettanto se non più interessate al potere di quanto lo sono gli uomini. Non si ha questa percezione spesso, perché la società cerca di inscatolare le donne in una sola cosa. In primis il cinema che, come ho detto varie volte, le raffigura in genere come ottime madri o ottime prostitute, mentre c'è così tanto altro nel femminino che valga la pena di essere raccontato. Io sono interessata a questo "altro" e a ruoli che possano valorizzarlo".