17 maggio 2018

Cannes 2018: applausi per Dogman di Garrone, che nel suo film voleva Benigni

Buona accoglienza per il secondo film italiano in Concorso, in uscita oggi nelle nostre sale

 

Davvero niente male l'accoglienza ricevuta al Festival di Cannes 2018 da Dogman. Il nuovo film di Matteo Garrone s'è “beccato” 10 minuti di appluasi al termine della proiezione al Gran Theatre Lumiere. Adesso si attende anche il responso della giuria del Concorso presieduta da Cate Blanchett, che sabato 19 maggio nel corso della cerimonia di chiusura consegnerà la Palma d'Oro e gli altri premi. E si aspetta anche il giudizio da parte del pubblico italiano, visto che a partire da oggi giovedì 17 maggio il film esce nelle nostre sale e si va a scontrare contro una grande produzione come Deadpool 2.

 

Sul red carpet per la presentazione della pellicola era presente tra gli altri Roberto Benigni, arrivato a Cannes per sostenere la moglie Nicoletta Braschi, nel cast dell'altro titolo italiano in corsa quest'anno per la Palma d'Oro, Lazzaro felice di Alice Rohrwacher.

 

Proprio a Benigni si era rivolto in un primo tempo Garrone quando aveva cominciato a pensare di portare sul grande schermo la storia del delitto del Canaro. Come ha rivelato in un'intervista concessa alla rivista Amica: “La prima volta lessi di questa storia nel libro di Vincenzo Cerami del 1997, Fattacci. Era il racconto di quattro delitti italiani. Ma la prima stesura di Dogman risale almeno al 2005, quando ancora si chiamava L’amico dell’uomo. All’epoca la portai a Roberto Benigni, ma non volle farlo. Già allora c’era l’idea di immaginare un protagonista che avesse degli elementi comici, e quindi un collegamento con certi personaggi del cinema muto alla Buster Keaton. Alla fine sono contento del risultato. E di averlo fatto con Marcello Fonte ed Edoardo Pesce. Perché il film ha preso una direzione inaspettata, rispetto persino all’ultima versione, proprio grazie all’incontro con loro”.

 

Chi si aspetta un film all'insegna della violenza estrema invece resterà deluso: “Perché l’aspetto psicologico era quello che mi interessava di più”.

 

Il pubblico e la giuria di Cannes apprezzeranno questo Dogman? La risposta arriverà nei prossimi giorni.