27 luglio 2016

Film d’avventura degli anni 80 per ragazzi

Ragazzini di provincia a caccia di un tesoro, piccoli extraterrestri finiti sul pianeta sbagliato, libri e regni incantati: ecco i cinque film d’avventura degli anni 80 che hanno fatto e continuano a far sognare milioni di ragazzi. di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Chiedetelo a dieci persone e nove virgola cinque vi risponderanno che I Goonies (di Richard Donner, 1985) è IL film per ragazzi del decennio. Quella vissuta da Mikey, Mouth, Data e gli altri, sulle tracce del tesoro del pirata Willy l’Orbo, è la Grande Avventura che ogni loro coetaneo avrebbe voluto vivere. La banda Fratelli, le trappole, il sogno di fare quello che i grandi non sono riusciti a fare, salvare le proprie case e restare a vivere a Goon Docks. Il soggetto era di Steven Spielberg, che ha anche prodotto il film: del resto, se ci pensi, I Goonies è un Indiana Jones ad altezza di ragazzino (e senza i nazisti). Divertente ancora oggi per le nuove generazioni di giovani selvaggi? Forse. Ma per chi ragazzino non lo è più, con il suo concentrato di videogiochi, fumetti, amicizia e BMX, è una macchina della nostalgia potentissima e una pellicola inevitabilmente di culto.
La curiosità: in una scena tagliata del film, i ragazzi affrontano una piovra gigantesca, quella di cui parla Data ai genitori quando li riabbraccia a fine pellicola. La piovra veniva sconfitta dallo stesso Data… infilandole in bocca un walkman.
Ancora Spielberg, questa volta anche dietro la macchina da presa, in un film in cui il regista mise tutti i temi a lui cari e proiettò il se stesso ragazzino: il giovane Spielberg, come Elliott, viveva con una madre divorziata e insieme a una sorella, e per vincere la solitudine si era inventato un alieno invisibile come amico. Elliott, invece, un alieno lo incontra davvero, e nello straziante addio tra il piccolo terrestre e l’extraterrestre bruttarello forte ideato da Carlo Rambaldi c’è la grande tristezza di un amico perduto, con la consapevolezza che non vi rivedrete mai più. Per Elliott ed E.T. c’era di mezzo un viaggio interstellare, per tanti loro coetanei è bastato traslocare in un’altra città.
La curiosità: quando la sorellina Gertie (Drew Barrymore) gli chiede se E.T. sia maschio o femmina, Elliott le risponde che è un maschio. Spielberg dichiarò in seguito che E.T. non è né maschio né femmina, perché la loro specie è più affine alle piante che agli animali. Secondo il romanzo tratto dal film, E.T. avrebbe oltre 10 milioni di anni, mentre in altre fonti si parla di 900 anni circa. Giovincello.
Sei una giovane Jennifer Connelly, tuo padre si è risposato con una donna che non ti piace e ti tocca pure far la balia al fratellino mentre loro vanno a divertirsi. Che fare? Beh, per esempio farsi un viaggio pazzesco nel regno dei goblin, per salvare il summenzionato fratellino dalle grinfie del loro carismatico re, Gareth, un David Bowie con i capelli a metà tra il cantante Limahl e Ricardo Montalbán in Star Trek II - L'ira di Khan. Sul suo cammino, Sarah incontrerà decine e decine di pupazzi creati da Jim Henson, papà dei Muppets e qui autore e regista, mentre Bowie farà entrare nel cervello degli spettatori una canzone che non andrà più via, Magic Dance.
La curiosità: le coreografie dei vari pupazzi del labirinto sono opera di Cheryl Gates McFadden, la dottoressa Beverly Crusher nella serie Star Trek: The Next Generation.
Facciamo un salto al di qua dell’Atlantico per incontrare il più grande esponente europeo del cinema “alla Spielberg” per ragazzi. Tratto dal romanzo di Michael Ende, La Storia Infinita di Wolfgang Petersen ci parla di un libro magico e di un regno (Fantàsia) da salvare a cavallo di un Fortunadrago, Falkor. Sarà proprio il ragazzino che sta leggendo il libro, Bastian, l’unico ostacolo verso l’avanzata del Nulla. Il bene trionfa, quello stupido, stupido cavallo di Artax torna in vita (dopo aver fatto versare fiumi di lacrime in tutto il pianeta annegando in quella palude) e Bastian può far finire i bulli che lo tormentavano nell’immondizia, alè.
La curiosità: Oggi Atreyu (Noah Hathaway) ha quarantacinque anni e fa il tatuatore.
A guardarne titolo e poster italiano, La Storia Fantastica sembrava un superclone de La Storia Infinita. In realtà The Princess Bride aveva molto poco in comune con il film di Petersen, se togliamo il giovane protagonista (il Fred Savage di Blue Jeans) che si sciroppa una storia, appunto, fantastica, qui grazie al nonno, che è incidentalmente il tenente Colombo. Storia cavalleresca dell’amore tra Bottondoro (una giovanissima Robin Wright) e Westley, ostacolato dal Don Rodrigo di turno. Il Gigante Fezzik (il povero André the Giant) abbandona però la causa del malvagio principe Humperdinck, schierandosi con Westley insieme allo spadaccino Iñigo Montoya, protagonista del monologo simbolo del film: “Hola. Mi nombre es Iñigo Montoya, tu hai ucciso mi padre... preparate a morir!”
La curiosità: Mandy Patinkin raccontò in un’intervista che ogni giorno gli capita di essere avvicinato da almeno due estranei che gli recitano a memoria la frase ripetuta (5 volte) dal suo personaggio, Iñigo Montoya, durante il duello con Rugen…