09 giugno 2017

Abdellatif Kechiche vende la sua Palma d'oro, ecco perché

Il regista de La vita di Adele ha deciso di mettere all'asta il riconoscimento ottenuto con il suo ultimo film

 

Una notizia sconfortante arriva dal cinema francese. Per poter finanziare la sua prossima pellicola il regista franco tunisino Abdellatif Kechiche si trova costretto a mettere all'asta la Palma d'oro vinta al Festival di Cannes 2013 con il suo capolavoro, lo splendido La vita di Adele.

 

Kechiche è alla ricerca di finanziamenti per il suo nuovo progetto cinematografico, Mektoub, My Love, una pellicola molto ambiziosa che sembra destinata a uscire in due parti. La casa di distribuzione Quat’Sous attraverso una nota ha comunicato la decisione del regista: “Pur di raccogliere i fondi necessari a completare la post-produzione senza ulteriori ritardi, la produzione francese e la casa di distribuzione Quat’Sous stanno mettendo all’asta degli oggetti legati alle opere di Kechiche. Tra quanto messo in vendita ci sono la Palma d’oro e i dipinti che hanno avuto un ruolo centrale nel film”.

 

Una scelta destinata a far discutere e a rendere ancora più controverso Kechiche, che al termine delle riprese de La vita di Adele aveva dovuto incassare il malcontento delle sue protagoniste. Adèle Exarchopoulos aveva infatti dichiarato: “A Kechiche piace lavorare fino allo sfinimento e lo pretende anche dagli altri, senza rendersi conto che per tanti è dura lasciarsi completamente andare per ore. Sul set, con tutte quelle scene di sesso così prolungate, ho davvero sofferto. Alle due di notte, dopo 14 ore di riprese filate, eravamo tutti crollati, ma lui era ancora più vispo che la mattina prima. Eravamo tentati talora di sciogliere un sonnifero nel suo bicchiere”.

 

Mentre Léa Seydoux si era lamentata sostenendo che: “Le riprese sono state dure, oppressive. Abbiamo potuto vedere il film solo a Cannes, scoprendo che era rimasto solo il 5 per cento di quanto avevamo girato. In nessun’altra professione si accetterebbe quel che abbiamo subìto”.

Come reagirà adesso il direttore del Festival di Cannes Thierry Frémaux alla scelta del cineasta di vendere il tanto ambito riconoscimento?