02 marzo 2016

Buon TV-versario!

Lo fanno. Le serie TV lo fanno sempre: sembra ieri che ne hai visto il primo episodio e invece son passati già anni. A volte molti anni. Diamo perciò un’occhiata a 5 telefilm che in questo 2016 hanno compiuto 10, 20 o anche 30 anni, lì a ricordarci che siamo tutti un po’ più vecch… saggi. Un po’ più saggi! di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Oggi i super-eroi in TV vanno via a pochi centesimi al chilo, ne trovi di ogni tipo. Con o senza arco, corna, tesserino dello S.H.I.E.L.D., tutina scarlatta. Dieci anni fa non era però così, il che spiega come mai Heroes della NBC abbia calamitato tanto le attenzioni del pubblico al suo debutto. C’erano delle persone normali che si ritrovavano dotate di superpoteri, dalla manipolazione dello spazio-tempo al volo, passando per la rigenerazione cellulare, c’era un buon ritmo, c’era, in altre parole, un telefilm solido. Peccato che nella seconda stagione il ritmo abbia rallentato fino a inchiodare e che nella terza e nella quarta le cose non siano migliorate. Anzi. La serie ha chiuso nel 2010, dopo quattro stagioni e 77 episodi, per poi veni riesumata nel 2015 per una nuova miniserie di 13 episodi, Heroes Reborn, ambientata diverso tempo dopo. Il creatore di Heroes, Tim Kring, ha dichiarato infatti che va considerata come “una decima stagione, più che la quinta”. Dice: ok, ma ai fan questa nuova miniserie è piaciuta? Ehr, domande di riserva? La curiosità: Heroes è piena di citazioni al mondo del fumetto (come il Kirby Plaza Building, omaggio al co-creatore di tanti personaggi Marvel, Jack Kirby), del cinema e della TV. La targa dell’auto di Hiro Nakamura, ad esempio, è NCC-1701 (il numero di matricola dell’USS Enterprise di Star Trek). La gif animata: la cheerleader Claire Bennet. Hayden Panettiere è sposata con il pugile ucraino Wladimir Klitschko.
Restiamo nel 2006. Nell’anno dei mondiali, del “Tutti a Berlino, Beppe!”, arriva in TV la prima delle otto stagioni di Dexter. Ora, facciamo finta per un attimo che qualcuno sia stato rinchiuso in una grotta per gli ultimi dieci anni e proviamo a spiegargli in poche parole di cosa parlava questo telefilm. Miami, c’è un serial killer che ammazza serial killer. No, ok, forse così sono troppo poche. Riproviamo: Dexter Morgan è un tecnico della polizia scientifica di Miami e, come hobby, ha quello di ammazzare la gente. È un serial killer, ma uccide solo criminali, seguendo un codice etico preso in prestito dal Giustiziere della Notte e dal Punitore. L’idea è originale, l’interpretazione di Michael C. Hall (il David Fisher di Six Feet Under) come psicopatico sconnesso dalla realtà sufficientemente credibile. Che piaccia o meno il concept o la struttura della serie che lo ha visto protagonista, la figura di Dexter Morgan è entrata di prepotenza nell’immaginario collettivo dell’ultimo decennio. L’invadenza tipica dei serial killer con la faccia da bravo ragazzo. La curiosità: Michael C. Hall e Jennifer Carpenter (Debra Morgan) erano fratello e sorella sul set… ma nella vita reale sono stati sposati per due anni, tra il 2008 e il 2010. La gif animata: e la prossima vittima potresti essere… tu! Scherzone!
Scivoliamo indietro di dieci anni, fino al 1996. Chris Carter, il creatore di X-Files, lancia una nuova serie. Musiche evocative del solito Mark Snow, atmosfera crepuscolare e un protagonista paragnosta. Frank Black - il grande Lance Henriksen, con la faccia di plastica grazie alla quale si è ritagliato un posticino nella storia del cinema di fantascienza come Bishop di Aliens - Scontro finale - ha l’incredibile (ma praticissima nella sua attività di profiler freelance) abilità di vedere il mondo attraverso gli occhi dei serial killer. La serie partì con ottimi ascolti, ma il pubblico andò scemando nel corso delle due stagioni successive, portando la Fox a tirar giù la saracinesca alla fine della terza. A chiudere le vicende di Frank Black penserà allora un pasticciato episodio crossover di X-Files, “Millennium” (stagione 7, puntata 4), a base di zombie da tener pronti per l’apocalisse in arrivo nell’anno 2000. Ceeeerto. La curiosità: il nome del protagonista, Frank Black, è un omaggio di Chris Carter al leader dei Pixies, band statunitense di rock alternativo. La gif animata: guardare un film giallo alla tele con un profiler accanto? Pessima, pessima idea.
Ancora indietro: altri due lustri e ci ritroviamo nel 1986. Una sola stagione per una serie così anni 80 che a guardarla troppo ti ritrovavi con gli scaldamuscoli di Jennifer Beals. Starman è il seguito formato TV del film omonimo di John Carpenter del 1984. Sono trascorsi quattordici anni dagli eventi della pellicola: l’alieno con un corpo fresco di clonazione, interpretato dal Robert Hays de L'aereo più pazzo del mondo, deve occuparsi del figlio degli Hayden, Scott Hayden Jr. Il tutto sfuggendo ai soliti agenti del governo a caccia di extraterrestri, in un continuo peregrinare in cui i due aiutano la gente e scoprono un po’ di più sulla rispettiva natura. Suona noioso? Bingo. Peccato, perché il film di Carpenter era e resta un piccolo grande classico. Best film sull’amore cosmico ever. La curiosità: l’intento dei produttori era quello di far rincontrare il ragazzo con sua madre, la Jenny Hayden del film. E pare che Karen Allen fosse pronta a riprendere il ruolo già interpretato per il grande schermo. Questo se i progetti della seconda stagione non fossero finiti nella cartellina rubricata come SCORDATEVELO a causa dei bassi ascolti della prima. La gif animata: non ne esistono, perciò ne approfittiamo per un omaggio al volo al Duca Bianco, con Ziggy Stardust che canta Starman. Vale, sì? Sì, vale.
Sempre dell’86 è ALF, serie su un alieno di nome Gordon Shumway che si ritrova a vivere con i Tanner, una famiglia middle-class americana, che lo ribattezzano ALF (acronimo di Alien Life Form). E sì, se il tutto vi ricorda E.T. - l’extra-terrestre, non è un caso. La sitcom di ALF va avanti per 4 stagioni, sorretta dal carattere infantile e casinaro di questo alieno di 230 anni (dei quali 122 trascorsi al liceo!) mangiagatti e dal pelo arancione. Naturalmente, girare una serie con una marionetta come protagonista è tutto fuorché facile, e le riprese si rivelarono uno stress enorme per gli attori, tutti lì a lasciar le battute migliori e l’amore del pubblico a un dannato pupazzo. L’appetito per i felini di ALF non era l’unico tratto esagerato del personaggio o del telefilm, ma il successo crescente presso i bambini spinse l’emittente a smussarne diversi: pur avendo raggiunto da più di 200 anni la legal drinking age, ALF dovette dire così addio alle sue bevute di birra dopo la prima stagione. La curiosità: l’ALF a mezzo busto era animato e doppiato in originale dal creatore della serie, Paul Fusco. I titoli di tutti gli episodi erano titoli di brani famosi, da “Strangers in the Night” a “Take a Look at Me Now”. La gif animata: ALF mentre cerca di ipnotizzare il gatto dei Tanner, Lucky. Vieni qui, spuntino.