22 febbraio 2016

7 ragioni per guardare tutta la serie tv Merlin

Quando si realizza una serie tv, c’è un modo per andare abbastanza sul sicuro: scegliere un genere e rispettare alla lettera le sue caratteristiche, lasciando all’unicità dei personaggi il compito di renderla diversa da quanto già visto in precedenza. In fondo i generi esistono per questo, per dare sicurezza a chi guarda e sostegno a chi scrive e mette in scena. All’opposto di questa strada ce n’è una che prevede che si prenda in mano un genere e lo si ribalti completamente, eliminando tutto quello che può essere certezza e conoscenza sedimentata. Un’operazione rischiosa, perché una serie tv di questo tipo rischia di scontentare gli appassionati di quel tipo di racconto e allo stesso tempo non garantisce di attirare nuovi spettatori. È questo, però, il percorso che una serie tv deve provare a percorrere, per restare nel tempo, per non essere dimenticata dopo poco. Merlin è una serie tv coraggiosa, innovativa, perché ha preso un genere come il fantasy e l’ha ibridato con tantissimi elementi esterni e apparentemente inconciliabili. Il risultato sono 65 episodi imperdibili, perché Merlin è una serie tv da vedere, senza alcun dubbio. In onda dal 2008 al 2012 su BBC One, è ancora oggi uno degli esempi più riusciti di fantasy di nuova generazione, quello che non si rivolge più solo ai fan storici, ma riesce a convincere anche i più scettici. Per questo Merlin è da segnare nella lista delle serie tv da recuperare. Anzi, per quanto detto finora e per questi sette motivi.
Ben prima di Game of Thrones, quando storie sullo sfondo di un’Inghilterra simil-medievale non erano sinonimo di successo mondiale. Anzi, quando storie di questo tipo rischiavano di sembrare prodotti destinati solo a due categorie di pubblico: gli amanti di narrazioni amorose in costume e i nerd fissati con il fantasy. Merlin è riuscita a rompere questa dicotomia fin da subito, presentando il mondo di Artù e il suo mito con un taglio fresco, giovane. Ci sono personaggi in costume e l’ambientazione fa scorrere indietro il calendario di parecchi secoli, ma gusto e ritmo sono quelli della grande serie contemporanea: pop e veloci.
Nella testa di tutti, Merlino è un anziano con una lunga barba, magari pure burbero, se il riferimento è quello del mago de La spada nella roccia. Ecco: dimenticate tutto, perché il protagonista di Merlin è un ragazzo ventenne alle prese con i primi esperimenti di magia della sua vita. Per restare in tema Disney, insomma, siamo più vicini alla figura dell’apprendista stregone, ma calata in un contesto avvincente. La propria crescita personale porterà Merlin a diventare una figura chiave del regno di Camelot, accompagnando passo passo la crescita di un altro personaggio mitico, quell’Arthur che noi siamo abituati a chiamare semplicemente Artù.
In una serie caratterizzata da personaggi giovani, il cast riveste un’importanza incredibile. Facile (si fa per dire) affidarsi ad attori consumati e dare loro in mano personaggi complessi, ben più difficile trovare i volti giusti quando si tratta di personaggi e attori giovani, alle prime esperienze o poco più. Il cast di Merlin è il perfetto punto d’incontro tra freschezza degli interpreti e bravura, perché Colin Morgan e Bradley James (Merlin e Arthur) riescono a creare due personaggi indimenticabili, mantenendosi sempre in equilibrio sul filo che separa teen drama, comedy e serie in costume.
A proposito di comedy, non si possono non citare i dialoghi rapidi e taglienti. È vero, pensando a una serie fantasy non sono le battute intelligenti il primo elemento che vi possa venire in mente, eppure questi scambi diventano fondamentali per spiegare il successo e l’unicità di Merlin. I duelli a parole tra Merlin e Arthur riescono a smorzare la tensione anche nelle scene più concitate, settando il tono della serie tra l’avventuroso e la commedia. Garanzia di storie appassionanti, insomma, ma anche momenti di totale godibilità e divertimento.
Non c’è storia ad ambientazione medievale che possa fare a meno della donzella da conquistare o proteggere, non c’è storia di cavalieri senza dame e Merlin non fa eccezione. Perché il ciclo arturiano è la narrazione di un grande re e della sua spada Excalibur, ma è anche il racconto dei grandi turbamenti nel triangolo amoroso Artù-Ginevra-Lancillotto. Turbamenti che tornano anche nella serie, dando forza e respiro a personaggi e intrecci. Lancillotto non è certo uno dei protagonisti, ma saprà conquistarvi e farvi emozionare.
L’abbiamo detto: Colin Morgan e Bradley James sono due interpreti perfetti per Merlin e Arthur, ma va sottolineata la qualità della scrittura dei rispettivi personaggi. Sì, perché siamo di fronte a un esempio incredibile di bromance, dove il termine indica quel rapporto di amicizia e cameratismo che negli ultimi anni è stato raccontato tante volte da cinema e televisione. L’idea di trasportare la bromance in epoca medievale è una delle grandi intuizioni di Merlin, che in un solo colpo rende eterno questo tipo di amicizia e offre uno sguardo nuovo sulle relazioni maschili di un periodo così lontano. Un’operazione che modernizza e storicizza allo stesso tempo non è roba da tutti.
Sembra quasi superfluo sottolinearlo, ma uno dei motivi per cui bisogna assolutamente compiere il recuperone di Merlin è che si tratta di una serie di BBC One, ovvero il primo canale del network che, da sempre, è sinonimo di qualità. Non stiamo parlando di una serie fantasy andata in onda su qualche canale minore o prodotta per un pubblico ristretto e di nicchia: no, si parla di BBC One, si parla di una delle reti più ammirate a livello europeo e mondiale. E se tutti i motivi elencati in precedenza non vi avessero ancora convinto, questo marchio dovrebbe essere il tassello finale per farvi guardare tutta Merlin, dalla prima all’ultima puntata.