02 marzo 2016

Eppur si muovono! 10 serie TV sugli zombie

A guardarli non si direbbe, considerato che si tratta di carcasse ambulanti, eppure i morti viventi stringono tra le loro mani da anni il mondo dell’entertainment tutto. Videogiochi, film, libri, fumetti… sono ovunque e non sembrano aver alcuna voglia di farsi da parte. Poteva mai fare eccezione la TV? #certocheno.
Ecco allora 10 serie televisive piene di comparse che non hanno il problema di pettinarsi al mattino prima di presentarsi sul posto di lavoro...
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
Ah, le serie inglesi. Chi scrive è un fermo sostenitore della teoria secondo cui gli inglesi sono mediamente più bravi a fare TV, soprattutto perché non devono preoccuparsi di tenere troppo bassa la mangiatoia per i propri spettatori. Gli spiegoni? I flashback alla Scooby-Doo per non far sentire proprio nessuno tagliato fuori? Nei serial britannici ne fanno spesso a meno. E se questo vi fa pensare a serie geniali come Utopia o Black Mirror, ottimo, perché erano esattamente i due titoli che stavo per citare come esempi. Ma dicevamo degli zombie, nella fattispecie britannici. Dead Set è una serie (bellissima) di soli 5 episodi, mandati in onda per la prima volta nel 2008. L’idea di base è semplicissima, ma sviluppata in modo molto intrigante: cosa succederebbe se il set di Big Brother, la versione UK del Grande Fratello, finisse nel bel mezzo di un’epidemia zombie? Tanto per iniziare, che non resterebbe più nessuno ad “aprire l’audio con la Casa”…
La curiosità: a produrre Dead Set è stata la Zeppotron, società che fa parte del gruppo Endemol. Esatto, la compagnia che dal 1999 sforna Grandi Fratelli in giro per il mondo.
La gif animata: chi verrà nominato/sventrato? Intanto, come al Grande Fratello normale, anche qui si limona
A voler fare a tutti i costi i precisini, la Undead Task Force non si occupa solo di morti viventi, come il nome lascerebbe desumere: questa unità speciale della polizia di Los Angeles dà infatti la caccia anche a licantropi e vampiri che infestano per una qualche ragione la San Fernando Valley. Come se non bastassero le creature della notte, la UTF deve inoltre occuparsi anche di una troupe televisiva, affiancata alla squadra per documentarne l’attività sul campo. Prodotta da MTV nel 2011, per una sola stagione di 12 episodi, Death Valley era una sorta d’incrocio tra Cops e X-Files, nato da un’idea di Spider One (al secolo Michael David Cummings), il frontman del gruppo nu metal Powerman 5000. Tra i protagonisti, anche la bionda Caity Lotz, meglio nota al pubblico televisivo per il ruolo di Sara Lance/Canary in Arrow e Legends of Tomorrow.
La curiosità: l’idea di mescolare Cops e X-Files era stata già utilizzata… da X-Files, nell’episodio 12 della stagione 7 (febbraio 2000), girato in tempo reale. Il titolo? Ovviamente “X-Cops”.
La gif animata: agitare la testa mentre la si osserva, seguendo il ritmo di un brano rap a piacere
Altra serie inglese, questa volta prodotta dalla TV di stato britannica (per l’appena defunta BBC Three), In the Flesh raccontava quanto viene dopo un’epidemia zombie… se il governo è in grado non solo di arginarla, ma di curare gli stessi morti viventi. Migliaia di persone defunte, compreso il giovane Kieren Walker (nomen omen, direbbero Rick Grimes e compagni), sono tornate in vita come zombie. Ma dopo la guerra contro i morti viventi, quelli non spazzati via dal piombo sono stati radunati e sottoposti a un trattamento per riacquistare la propria coscienza. In aggiunta ai farmaci, un bel make-up e lenti a contatto per sembrare quasi vivi. Ma gli affetti da PDS (Partially Deceased Syndrome!) dovranno fare i conti con i ricordi di quanto compiuto in modalità 100% zombie e con l’orrore che suscitano negli altri, i vivi-vivi. Ne sono state realizzate solo due brevi stagioni, per un totale di 9 episodi.
La curiosità: nel cast c’è anche Francis Magee, che ha interpretato uno dei Guardiani della Notte, Yoren, nelle prime due stagioni di Game of Thrones/Il Trono di Spade.
La gif animata: vivere non è sempre semplice, siamo d’accordo, ma anche essere parzialmente morti fa schifo…
Horror, comico, drammatico, cheesy, surreale, divertente, so bad it’s good, ma anche so bad it’s bad e basta, dipende dai punti di vista. Prodotto dalla Asylum, studio noto - ma più che altro famigerato - per tutti quei cloni a basso costo dei blockbuster hollywoodiani, Z Nation è un animale strano, per la maggior parte del tempo quasi una parodia del genere, che non si prende mai troppo sul serio, eppure per tanti spettatori più divertente e “onesto” di molte altre produzioni a base di zombie. Scarsi mezzi, personaggi over the top - molti dei quali detestabili - e un po’ di (in)sana follia, nel viaggio da New York alla California di un gruppo di sopravvissuti (uno dei quali non trasformatosi in zombie dopo esser stato morso) guidati via radio dal Cittadino Z, l’unico impiegato ancora in vita della NSA. Al momento ne sono state completate due stagioni, per un totale di 28 episodi, e la terza è in arrivo tra qualche mese.
La curiosità: serie a basso costo vuol dire, tra le altre cose, che per girare un episodio si sono impiegati in media sei giorni e non più di tre ciak per ogni scena. Ma anche che durante le riprese della prima stagione molti attori del cast vivevano assieme, per risparmiare nello scarrozzarli quotidianamente sul set.
La gif animata: una scena che perfino Chuck Norris avrebbe trovato esagerata? Eccola
Camille è una ragazzina di 15 anni, morta quando quattro anni prima nello schianto dell’autobus su cui stava viaggiando. Serge è un serial killer ucciso sette anni fa. Simon è un giovane che si è suicidato il giorno del suo matrimonio (allegria!). Cos’hanno in comune? Sono alcune delle persone morte che hanno fatto improvvisamente ritorno, in un piccolo villaggio di montagna francese. Non come zombie, ma apparentemente in condizioni normali, come se nulla fosse accaduto. Ma mentre i “revenant”, i ritornanti, provano appunto a tornare alle proprie vite, strani fenomeni iniziano a manifestarsi nel paesino… Atmosfere alla Twin Peaks e un approccio completamente diverso al tema dei morti viventi, in una serie transalpina nata come adattamento del film omonimo di Robin Campillo del 2004.
La curiosità: adattamento di un film, quindi, e a sua volta… oggetto di un adattamento USA. L’anno scorso è andata in onda negli USA la prima (e al momento unica) stagione di The Returned, controparte americana di Les Revenants.
La gif animata: l’importante è sentirsi zombie dentro. Vero, Camille?
iZombie nasce come serie a fumetti pubblicata dalla Vertigo, l’etichetta della DC Comics che ospita le produzioni per un pubblico adulto, tra il 2010 e il 2012. Liberamente ispirato al fumetto di Chris Roberson e Michael Allred, l’iZombie televisivo racconta la storia di Olivia “Liv” Moore, medico che lavora in un obitorio di Seattle e viene trasformata in zombie durante un party. Per placare la sua fame di cervelli umani, Liv mette a parte del suo segreto il suo capo e questi la incoraggia a nutrirsi dei cervelli delle vittime di omicidio che arrivano lì da loro. Effetto collaterale: questa pratica alimentare dona a Liv temporaneamente la personalità e alcuni ricordi delle vittime, il che le permette di scoprire spesso l’identità dell’assassino. Fingendosi una sensitiva, collabora quindi con il Seattle Police Department alla soluzione dei vari casi. Un’idea così folle che, beh, funziona. Il target è quello giovanile proprio del network CW (Arrow e i suoi fratelli), ma può non dispiacere anche a un pubblico leggermente più adulto.
La curiosità: la protagonista, Rose McIver, era già apparsa in Masters of Sex, nel film Amabili Resti di Peter Jackson e… nei Power Rangers. In Power Rangers R.P.M. era infatti il ranger giallo.
La gif animata: La Signora in Giallo incontra MasterChef
Il titolo di serie sicuramente meno nota di questa lista va a Zombie Hunters: City of the Dead, telefilm indipendente del 2007, quindi nato prima del boom di The Walking Dead, e talmente low cost da far sembrare al confronto Z Nation un kolossal. Stando ad alcune fonti, il tutto sarebbe stato girato con 60mila dollari (tradotto in valuta di Hollywood = un sacchetto di lupini). Protagonisti un gruppo di sopravvissuti che vanno a caccia di zombie, guidati da un prete cattolico in preda a continui rimorsi per le sue azioni violente. Se siete dell’umore giusto per apprezzare performance recitative da recita scolastica ed effetti speciali fin troppo artigianali, potete vedere qualche clip dei vari episodi sul sito ufficiale, www.zombiehuntershow.com.
La curiosità: giusto per fare un paragone, un singolo episodio di The Walking Dead costa in media tra i 2,5 e i 3 milioni di dollari.
La gif animata: non sorprenderà scoprire che su Internet non ne esistono. Al suo posto, e totally unrelated, ci guardiamo il signor White che indossa al volo gli abiti da lavoro
Se lo chiedete a chi legge il fumetto di Robert Kirkman - pubblicato dalla Image Comics - da cui tutto è nato, vi dirà che la serie TV The Walking Dead è solo una parente lontana e non molto gradita delle avventure a fumetti di Rick Grimes. Tipo uno di quegli zii che raccontano solo barzellette sceme e che alle feste di famiglia nessuno vuole mai invitare. Paradossalmente, mentre il pubblico della serie AMC andava progressivamente crescendo, stagione dopo stagione, problemi di budget, cambi di showrunner e una serie di personaggi insopportabili le alienavano le attenzioni di alcuni dei suoi sostenitori della prima ora. Quando mi chiedono cosa mi piaccia di The Walking Dead, o meglio, perché continui a guardarlo nonostante le tante cose che non riesco a digerirne, non so dare una risposta precisa. È una sorta di guilty pleasure che ha l’aggravante di aver bruciato personaggi grandiosi come la Andrea del fumetto. Ma quando si tratta di paragonare media diversi, e un libro o fumetto a una serie TV che ne è stata tratta, lamentele del genere sono all’ordine del giorno. Vero. Diciamo allora che, fintanto che rimarrà a bordo Michonne e che continuerà a fare la Michonne (il miglior incrocio possibile tra Predator e Arnold), va bene così. Guilty pleasure. Molto guilty.
La curiosità: The Walking Dead nasce come una serie… di fantascienza! Il progetto presentato originariamente da Robert Kirkman alla Image si intitolava Dead Planet e parlava di zombie in una colonia mineraria su un altro pianeta. Fu l’allora direttore marketing della casa editrice, Eric Stephenson, a suggerirgli un’ambientazione molto più classica.
La gif animata: Eugene. Non esiste personaggio più improbabile, in un’epidemia zombie, di Eugene. Con le sue faccette, il suo mullet da tamarro vintage e le sue corse da scolaretta. Le gif animate sono praticamente nate per Eugene, tanto che una non basta:
Serie spin-off di The Walking Dead, Fear the Walking Dead sposta la propria attenzione su Los Angeles per raccontare quello che sia la serie principale, sia il fumetto non hanno mai affrontato: l’alba dell’apocalisse zombie. Una famiglia disfunzionale, con figlio tossicodipendente e problemi di varia natura, alle prese con l’ora zero dell’epidemia, quando le strade iniziano a riempirsi di quei cosplayer dei ballerini di Thriller. La prima stagione contava solo sei episodi, ma la serie è stata rinnovata per una seconda di 15, che partirà negli USA ad aprile. Il primo episodio ha totalizzato oltre 10 milioni di telespettatori, un dato record per una premiere della TV via cavo. La serie principale viaggia invece sui 13 milioni di spettatori a puntata, con il picco massimo (17.3) raggiunto con la prima puntata della stagione 5.
La curiosità: Nel primo episodio si vede un iPhone 4. Questo significa che l’epidemia è scoppiata nel 2010, lo stesso anno in cui è partita la serie principale.
La gif animata: è tutta per Alicia Clark, nel mondo reale Alycia (con la Y) Jasmin Debnam-Carey
Un sogno per i tanti fan della trilogia de La Casa di Sam Raimi: Ash Williams, lo scanzonato eroe interpretato da Bruce Campbell con una passione per le motoseghe e un passato di bruttissime esperienze con i demoni evocati dal Necronomicon, il “libro dei morti”, è diventato un non-motivatissimo commesso in un grande negozio. La brutta piega presa dagli eventi lo costringe però a tornare in azione… Horror comedy godibilissima, fedele allo spirito della serie di film cui funge da seguito, 23 anni dopo il terzo capitolo, Army of Darkness, e prova provata di come si possa benissimo riesumare una vecchia IP sepolta da anni e riportarla in scena alla grande, se idee e persone coinvolte sono quelle giuste. Naturalmente, il termine “riesumare” non è stato scelto a caso. Alla prima serie, di 10 episodi, ne è stata affiancata una seconda in arrivo quest’anno
La curiosità: l’auto gialla che guida Ash, una Oldsmobile Delta 88, è la stessa usata per la trilogia originale. Il suo proprietario? Sam Raimi.
La gif animata: il momento dell’episodio pilota in cui gli spettatori a casa si sono alzati in piedi sul divano, come al gol della propria squadra del cuore durante un derby
Siamo partiti dall’Inghilterra e dal Grande Fratello, chiudiamo il cerchio con un vero reality show… con gli zombie. In I Survived a Zombie Apocalypse, andato in onda nel 2015 su BBC Three, i 10 concorrenti dovevano sopravvivere per sette giorni in un centro commerciale abbandonato circondato dai morti viventi, evitando ovviamente ogni contatto con questi ultimi, pena l’eliminazione.
Strano, credevo che i morti della TV li riesumassero solo per spedirli sull’Isola dei Famosi…