19 febbraio 2016

You Spin Me Off: 10 serie TV spin-off… più o meno di successo

Il termine spin-off indica in inglese un prodotto derivato da un altro prodotto; nello specifico dei media, un film, un telefilm, un videogioco, un romanzo che nasce per partenogenesi da una proprietà intellettuale preesistente. Il che, a sua volta, significa che per magia una serie TV come CSI sforna tutta una gamma di altre produzioni simili, con la scusa che sono ambientate da qualche altra parte, e che in alcuni casi la serie spin-off può diventare anche più popolare di quella che l’ha generata. Ecco, tra le mele televisive rotolate più o meno lontano dall’albero, dieci serie spin-off celebri.
di Alessandro “DocManhattan” Apreda
L’originale: BATTLESTAR GALACTICA, la serie TV del 2004 remake del Galactica di fine anni 70, è diventata in breve tempo un classico moderno, un pilastro della fantascienza contemporanea, non solo televisiva, grazie a una storia avvincente. Nonostante un finale che ha lasciato l’amaro in bocca a una buona metà dei suoi spettatori (in gergo tecnico: “la mandrakata alla Lost”).
Lo spin-off: Chiusa nel marzo del 2009 la quarta e ultima stagione di Battlestar Galactica, SyFy (l’ex Sci-Fi Channel) lancia nel gennaio del 2010 Caprica, un prequel ambientato 58 anni prima della distruzione delle colonie a opera dei Cylon. L’atmosfera che si respira è volutamente molto diversa da quella di BSG, per attirare i nuovi fan. L’effetto, però, è soprattutto quello di scontentare i vecchi. Il numero di spettatori crolla in fretta e la serie viene cancellata dopo solo 19 episodi (considerando la doppia puntata pilota).
La curiosità: In Caprica, Daniel Graystone (Eric Stoltz) è alle prese con un avatar della propria figlia, Zoe, uccisa durante un attacco terroristico. Nel curriculum di Eric Stoltz figura anche il film Killing Zoe (1994).
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L’originale: BEVERLY HILLS 90210 è LA serie per gli adolescenti degli anni 90, decennio coperto in pieno dal serial prodotto da Aaron Spelling e Darren Star, visto che il telefilm di Brandon, Brenda, Kelly, Dylan e quegli altri liceali ricchi interpretati da attori ultraventenni va in onda per dieci stagioni esatte, dall’ottobre del 1990 al maggio del 2000.
Lo spin-off: Il primo spin-off di Beverly Hills 90210 è una soap opera con un cast e un target leggermente più adulto. Gli amori, le liti e, uh, altri amori e altri liti dei giovani adulti che vivono in un condominio con piscina di West Hollywood. Il che vuol dire gli stessi ingredienti di Beverly Hills 90210 (droga, alcolismo, finte gravidanze), ma con l’aggiunta di un po’ di stereotipi da soap, come il grande classico: il matrimonio celebrato in cortile che salta all’ultimo secondo perché lo sposo o la sposa (o entrambi) non si presenta(no). La serie è andata in onda per sette stagioni, dal ’92 al ’99.
La curiosità: Melrose Place ha generato a sua volta uno spin-off, molto meno fortunato: Models Inc., incentrato sull’agenzia di modelle di Hillary Michaels, la madre di Amanda Woodward (Heather Locklear).
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L’originale: X-FILES è un’altra serie che gli anni 90 ce li ha nel DNA. Oggi per far girare teorie sgangherate di grandi cospirazioni, dimostrare l’esistenza di alieni che sembrano un grande tentacolo viola e spiegare perché l’uomo non è andato davvero sulla Luna bastano i social network. Anche se poi tutti quelli che conosci, dopo aver letto certe sparate, ti tolgono l’amicizia. Non solo quella virtuale.
Lo spin-off: Inedita in Italia, The Lone Gunmen raccontava le avventure di questi tre bizzarri personaggi (in italiano i Pistoleri Solitari), così chiamati per prendere in giro la teoria formulata dalla commissione Warren sulla morte di Kennedy. Il mood della serie era decisamente più ironico e leggero, ma la Fox staccò la spina dopo solo 13 episodi.
La curiosità: Nell’episodio pilota si raccontava di un complotto (sventato all’ultimo secondo) per dirottare un aereo di linea e farlo schiantare contro le Torri Gemelle di New York. Sei mesi PRIMA dell’11 settembre 2001. Teorie del complotto? In tavola!
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L’originale: Ci sono poveri uomini che, per amor della pace coniugale, sono costretti a sciropparsi serie alle quali preferirebbero qualsiasi cosa. Tipo, boh, un tuffo nelle ortiche fresche. Avere una moglie appassionata di GREY’S ANATOMY può quindi voler dire doversi sorbire per SEI anni anche lo spin-off: altri amori in altre corsie, solo che a Los Angeles e non più a Seattle. Avessi detto.
Lo spin-off: Private Practice segue infatti la vita di Addison Montgomery (Kate Walsh), rossa con gli occhi a palla un tempo sposata con l’affascinante neurochirurgo Derek Shepherd, prima di essersi fatta un giro anche con il suo miglior amico, l’affascinante chirurgo plastico Mark Sloan. Insomma, bastava fossero chirurghi e affascinanti, e per lei andava bene tutto.
La curiosità: La producer delle due serie, Shonda Rhimes, ha ideato anche Scandal.
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L’originale: Non sono in tanti a ricordare in Italia la serie Perfect Strangers. Delle sue otto stagioni (1986-1993), ne furono trasmesse infatti da noi solo le prime due, su Odeon TV nel 1988, con il titolo di BALKI E LARRY - DUE PERFETTI AMERICANI. Quel che più conta, però, è che uno dei suoi personaggi, Harriette Winslow, viene ripreso per uno spin-off che diventerà decisamente più famoso.
Lo spin-off: Family Matters, da noi Otto sotto un tetto, di stagioni ne porterà a casa bene 9, tra il 1989 e il 1998, consegnando all’immaginario pop degli anni 90 la figura indimenticabile del soggettone per antonomasia, Steve Urkel, perennemente alle prese con i disastri combinati cercando di far colpo su Laura, la figlia dei Winslow.
La curiosità: Jaleel White non ha più le bretelle e i pantaloni cortissimi sulle caviglie di Steve Urkel: ha messo su un bel po’ di muscoli ed è apparso di recente in diverse serie crime (NCIS, CSI, Castle…), oltre che in film memorabili come… ehr, Mega Shark Versus Crocosaurus.
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L’originale: La formula di ARROW, serie in onda dal 2012 e incentrata su una versione più giovane e aitante di Freccia Verde, storico super-eroe della DC Comics, è molto semplice: un avversario da menare a puntata, in ossequio all’arcaica formula del monster of the week, sottotrame involute, una manciata di personaggi che si incontrano sempre tra loro, manco vivessero in un paesino di venti anime. Però c’è tanta azione, c’è un mood dark, ci sono i flashback infiniti in cui si scopre un pezzo alla volta che in quegli anni il protagonista non ha fatto a tempo solo a iscriversi a un corso di cucito. La formula - flashback a parte, magari - comunque piace, soprattutto al pubblico più giovane.
Lo spin-off: Piace tanto che arrivano a stretto giro due spin-off, The Flash e Legends of Tomorrow. Il primo segue le velocissime sgambate del super-eroe omonimo, nella città fittizia di Central City.
La curiosità: Henry Allen, il padre di Barry, il protagonista dello show, è interpretato dall’attore John Wesley Shipp… il Flash del telefilm del 1990.
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L’originale: HAPPY DAYS non ha bisogno di presentazioni: è uno spaccato della vita dei ragazzi americani a cavallo tra gli anni 50 e gli anni 60, quando Ron Howard aveva ancora i capelli e Arthur "Fonzie" Fonzarelli era il più figo di tutti anche se utilizzava come ufficio un bagno pubblico. Tutto questo, molto tempo prima che si ritrovasse a saltare uno squalo facendo sci nautico.
Lo spin-off: Pochi lo sanno, ma Mork & Mindy, la serie sull’alieno proveniente da Ork che ha lanciato il compianto Robin Williams, è uno spin-off di Happy Days. Mork era apparso infatti in un episodio della quinta stagione di Happy Days, intitolato “Fantascienza anche per Fonzie”. Mork & Mindy arrivò a contare 95 episodi in quattro stagioni, tra il ’78 e l’82. Nano-nano!
La curiosità: Non si tratta dell’unico spin-off di Happy Days: tra serie live action e animate, in totale saranno ben otto, da Laverne & Shirley a Jenny e Chachi.
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L’originale: Il ritorno sulle scene di DOCTOR WHO, storica serie britannica amata in tutto il mondo, dopo la pausa di sedici anni tra l’89 e il 2005 - così, per signorilità, per dare un po’ di chance anche agli altri - ha generato nuove legioni di fan del Dottore, del Tardis e di tutta la mitologia collegata. Tra gli effetti collaterali, poteva mai mancare la nascita di uno spin-off? Ma infatti.
Lo spin-off: Torchwood è il nome di un’agenzia governativa top secret che si occupa delle attività extraterrestri e del riciclo delle tecnologie aliene rivenute durante le sue missioni. In estrema sintesi, una sezione X-Files con un occhio alle applicazioni industriali. Alla guida della base di Cardiff, in Galles, c’è il capitano Jack Harkness (John Barrowman), apparso in vari episodi di Doctor Who, a cominciare dalla prima stagione della nuova serie (2005).
La curiosità: “Torchwood” è un anagramma di “Doctor Who”.
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L’originale: In principio era Hercules, le seguitissime avventure dell’Eracle interpretato da Kevin Sorbo. Una rilettura medieval-infantil-posticcia del mito del semidio greco, amatissima dai ragazzini di tutto il pianeta per sei lunghi anni, tra il 1995 e il 1999. Nel mondo dell’anacronismo spinto di Hercules fa a un certo punto la sua comparsa Xena, prima avversaria e poi alleata di Hercules. E vuoi non darle una serie tutta sua, a una guerriera così?
Lo spin-off: Ecco allora altre sei stagioni, sui viaggi di Xena (una giunonica, è il caso di dirlo, Lucy Lawless) e della sua alleata Olimpia (Renée O’Connor), in un rimescolone furioso di diverse mitologie e stili, dalla commedia all’action, passando per il musical. No, sul serio.
La curiosità: La serie venne prodotta da Robert Tapert, noto per la trilogia de La Casa di Raimi e la serie Spartacus. Tapert e Lucy Lawless sono sposati dal ’98.
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L’originale: Storia di un professore malato di cancro che scopre il fascino oscuro del potere dopo essersi messo a giocare al piccolo chimico con le metanfetamine, BREAKING BAD è senza dubbio una delle serie fenomeno degli ultimi dieci anni, in grado di andare in virale sui social come poche. Accanto al signor White (Bryan Cranston) e al povero disperato con cui si mette in affari, Jesse Pinkman (Aaron Paul), un variopinto cast di personaggi. Cast variopinto in cui spiccano le abbaglianti camicie e cravatte verdi e arancioni dell’avvocato-traffichino Saul Goodman. Ma… non sembra troppo un nome d’arte, per un avvocato da quattro soldi, quel “Saul Goodman”? #einfatti.
Lo spin-off: Better Call Saul è una serie che dalla traccia che abbiamo visto ripetersi in questi spin-off, “Cambia il tono rispetto allo show originale”, ha saputo tirar fuori probabilmente il miglior tema. La storia ironica, briosa e a suo modo tenera di un uomo che voleva fare qualcosa di buono - ed è finito per diventare quello che è diventato - funziona, grazie soprattutto a un grande Bob Odenkirk. Un tizio che gesticola in quel modo sarebbe stato un grandissimo venditore di automobili usate, va detto.
La curiosità: Better Call Saul ha debuttato con uno degli ascolti più alti della storia della TV via cavo negli USA per una premiere, 6,9 milioni di spettatori. Il titolo spetta però a un altro spin-off, Fear The Walking Dead, che con il suo primo episodio è arrivato a 10,1 milioni.
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