27 gennaio 2016

10 FILM DA RECORD AGLI OSCAR

È la notte delle notti, quella in cui si decide chi entra nella storia e chi rischia di rimanere fuori dall’elite delle elite. La notte degli Oscar è quella in grado di dare immortalità ad attori, registi e film, oppure di regalare delusioni cocenti da cui è difficile riprendersi. I record dei film agli Oscar sono tanti e alcuni particolarmente stuzzicanti. In questa lista abbiamo deciso di non considerare solo i film che hanno realizzato record e hanno vinto più Oscar, ma quelli che per vari motivi hanno fatto storia a sé, rimanendo nella mente degli appassionati di cinema e fissando primati particolari.
Ma davvero? - In apparenza uno dei grandi misteri di Hollywood: come è stato possibile che una commedia di questo tipo sia riuscita a mettere insieme addirittura sette Oscar, compreso quello per il miglior film? La risposta sta proprio in una delle prime parole scritte in questa presentazione: apparenza. Shakespeare in Love è un film praticamente perfetto, con una sceneggiatura a orologeria, in cui tutto succede nel modo giusto al momento giusto. Ciononostante, rimarrà sempre un film da punto di domanda per moltissimi appassionati,
Il primo attore italiano - Un film importante, per tantissimi motivi. Per la tematica e la sua bellezza, ma anche per l’impatto con cui il cinema italiano è tornato al centro deilo showbiz mondiale. Favola amara, amarissima, che ruota intorno a un grandissimo Roberto Benigni, che porta a casa due tra i premi più pesanti: Oscar per la miglior regia e Oscar come attore protagonista. Nella prima categoria, Benigni si unisce a nomi come De Sica e Fellini, Petri e Bertolucci. Nella seconda, invece, entra nella storia come primo attore italiano a conquistare il premio. Prima di lui, solo Anna Magnani e Sofia Loren.
Gli attori premiati quando non recitano - Nel 1995, Alanis Morrissette pubblicava il suo capolavoro Jagged Little Pill, un disco che conteneva la famosissima canzone Ironic, in cui veniva elencata una serie di scherzi del destino. A quella lista potremmo tranquillamente aggiungere quello dei due grandi attori che vincono l’Oscar quando non recitano. Si tratta di Matt Damon e Ben Affleck, premiati con la statuetta proprio quando lavorano in un ruolo che non è il loro principale, ovvero quello di sceneggiatori. È per questa categoria che Will Hunting - Genio Ribelle conquista uno dei due Oscar: l’altro sarà quello di Robin Williams, in occasione dell’unico riconoscimento della sua carriera.
Il trionfo di Ron Howard - Con 4 Oscar su 8 nominations, A beautiful mind è il film che regala a Ron Howard i primi 2 Oscar della sua carriera (Miglior Film e Miglior Regia). La magistrale interpretazione di Russell Crowe nei panni di John Nash, genio della matematica affetto da schizofrenia, non è invece bastata a concedere un secondo Oscar all’attore, che si era portato a casa la statuetta come Miglior Attore Protagonista nel 2001 con Il Gladiatore. La più fortunata sul set, però, è stata Jennifer Connelly, che ha trovato sia la gloria (a lei è andato l’Oscar come Miglior Attrice non protagonista) che l’amore. Pochi mesi dopo l’uscita del film si è infatti sposata con il collega di set Paul Bettany.
Buona la prima per Sam Mendes - Corre l’anno 1999, Sam Mendes approda per la prima volta alla regia cinematografica con American Beauty e si consacra immediatamente tra i grandi di Hollywood. Sono ben 5 le statuette che il film riesce a portarsi a casa, e sono premi che contano: Miglior Film, Miglior Regia per Mendes, Miglior Sceneggiatura originale scritta da Alan Ball (poi creatore delle serie culto Six Feet Under e True Blood), Miglior Fotografia. E non poteva mancare l’Oscar alla superba performance di Kevin Spacey, cinquantenne middle-class che, come ogni spettatore, non riesce a togliersi dalla mente la conturbante Mena Suvari distesa su un letto di rose.
Bertolucci da record - L’ultimo imperatore, oltre ad essere una pietra miliare nel cinema di Bernardo Bertolucci, è senza dubbio un film da record. Vincitore di 9 premi Oscar su 9 candidature, L’ultimo imperatore è riuscito a raggiungere il traguardo che prima di allora era stato di Gigi, film di Vincente Minnelli che nel 1959 ottenne gli stessi strabilianti numeri. Il capolavoro di Bertolucci è, poi, il primo film italiano che ha ottenuto un numero così alto di premi dell’Academy, tra cui Miglior Film, Miglior Regia (il primo nella carriera del Maestro) e Miglior Sceneggiatura.
Big Five Academy Awards - È difficile che un thriller possa entrare con forza nella lista dei premiati. Sarà perché sconta comunque il suo essere di genere, sarà che al momento della decisione, dramma e commozione restano nell’animo più della tensione. Ecco che per trionfare, un thriller non può essere semplicemente ottimo, ma uno dei migliori della storia del cinema. E qui siamo quando si parla de Il silenzio degli innocenti. Il film che ha dato vita ad Hannibal Lecter è uno dei tre ad avere centrato la Big Five, ovvero ad aver vinto la statuetta in tutte le cinque categorie principali: film, regia, sceneggiatura, attore, attrice. Prima del film di Jonathan Demme, erano riusciti nell’impresa solo Accadde una notte di Frank Capra e Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman. Due film lontanissimi dal genere thriller, ovviamente.
Il terzo capitolo della saga tratta dal romanzo di Tolkien e diretta da Peter Jackson entra di diritto nella categoria degli “assi piglia tutto”, con ben 11 Oscar. Se la cifra di per sé é da capogiro (prima di questo film solo Ben-Hur e Titanic si erano aggiudicati un numero così alto di premi dell’Academy), è ancor più sbalorditivo che Il ritorno del Re abbia collezionato 11 statuette su 11 nominations. Numeri incredibili, che uniti ai premi ottenuti dai due capitoli precedenti hanno portato alla trilogia ben 17 premi Oscar. Il ritorno del Re vince, tra le tante, nelle categorie Miglior Film e Miglior Sceneggiatura, e porta nelle mani di Peter Jackson la statuetta per la Miglior Regia.
DiCaprio-mania - Il film epico di James Cameron è ancora oggi una delle pellicole con i maggiori incassi nella storia del cinema. Nessuno dimenticherà mai l’amore impossibile tra Jack e Rose, o le code kilometriche fuori dalle sale cinematografiche di tutto il mondo per poter vedere (per l’ennesima volta) Titanic. Nonostante la DiCaprio-mania dilagante, il film non valse un Oscar all’attore (e neanche una nomination). La pellicola diretta da Cameron, però, non è rimasta a bocca asciutta: sono ben 11 le statuette che il film ha ricevuto, un numero da record pari solo a Ben-Hur e Il Signore degli Anelli - il ritorno del Re. Tra gli Oscar vinti, ovviamente, Miglior Film e Miglior Regia. E non poteva mancare l’Oscar per la miglior canzone originale, il successo strappalacrime My heart will go on di Céline Dion.
- Vincitore di 11 premi su 12 candidature, Ben-Hur ha mantenuto per ben 38 anni il primiato di film con più Oscar della storia (raggiunto nel 1997 da Titanic). L’unica categoria in cui il film non è riuscito a trionfare è quella della Miglior Sceneggiatura non originale (a vincere nella categoria fu La strada dei quartieri alti di Jack Clayton, scritto da Neil Paterson). Terzo film ispirato dal romanzo del generale Lew Wallace (i due precedenti sono rispettivamente del 1907 e del 1925), Ben-Hur è il primo remake ad essersi aggiudicato l’Oscar come Miglior Film (il secondo film a riuscirci sarà The Departed, a 47 anni di distanza). Il kolossal, costato 15 milioni di dollari, ha regalato al suo protagonista Charlton Heston il primo e unico Oscar della sua carriera.