15 aprile 2016

10 cose che non sapevi su IL PADRINO

Non sono molte le cose che puoi dare per scontato, anzi: sono davvero poche. Tra queste, probabilmente, il fatto che nessuno odi il gelato e che tutti abbiano amato Il Padrino. Ma della prima non sei tanto certo. Il film del 1972 di Francis Ford Coppola supera ogni possibile limite dato dal genere e dal tema, per diventare un classico che tutti conoscono più o meno a memoria. Nel Padrino ogni cosa è diventata mito, trasformata in simbolo del cinema stesso. Eppure sono tante le cose che molti ignorano del film. Per cominciare, oggi partiamo dalle prime dieci.

Uno degli aneddoti più conosciuti del Padrino è quello che riguarda i batuffoli di cotone che Marlon Brando si infilò nelle guance durante il provino per appesantire il proprio viso, trasformando così il proprio volto in quell’icona che è tutt’uno con il film stesso. Quello che pochi sanno è che il suo obiettivo era di assomigliare a un bulldog: è infatti questa razza di cane ad aver ispirato in modo decisivo Brando durante i casting e le prove. Durante le riprese, poi, il cotone venne abbandonato per una particolare dentatura provvisoria, che richiedeva ogni giorno circa tre ore di trucco.

Ogni successo che si rispetti porta con sé delle polemiche e anche Il Padrino non sfugge a questa regola non scritta. In questo caso si parla di vere e proprie proteste, messe in atto da un’associazione che difendeva gli interessi della comunità italo-americana di New York. La protesta raggiunse una certa eco dopo una raccolta fondi che frutto circa 500mila dollari, con l’obiettivo di fermare la produzione. Ovviamente il film andò avanti, ma solo dopo diversi incontri tra la produzione e tale Joseph Colombo, responsabile dell’associazione, nonché uomo di punta di Cosa Nostra in città.

Uno dei gatti più famosi della storia del cinema, che tutti ricordiamo nell’iconografia de Il Padrino tra le mani di Don Vito Corleone. Eppure questo gatto non era previsto da copione. Fu Francis Ford Coppola a trovarlo durante una delle sue passeggiate sul set, e decise di far girare a Brando la scena improvvisando con il gatto.

Tra i momenti cult de Il Padrino c’è sicuramente la scena della testa di cavallo nel letto. Ma se durante le prove venne utilizzata una testa finta, al momento delle riprese venne sostituita con una vera testa di cavallo acquistata da un’azienda di cibo per cani. Il tutto, ovviamente, all’insaputa dell’attore John Marley: per questo le sue urla nel film sono così autentiche.

Benché l’interpretazione di Brando ne Il Padrino sia da manuali di storia del cinema, la sua presenza nel film non era scontata. Al suo posto, infatti, avrebbe potuto esserci Orson Welles. Il maestro lottò pur di ottenere la parte, promettendo di perdere peso per quel ruolo. Ma per Francis Ford Coppola il personaggio di Don Vito era senza dubbio per Marlon Brando.

L’amicizia tra George Lucas e Francis Ford Coppola non è certo una novità, ma forse non tutti sanno che i due si aiutarono a vicenda su due film. Il primo fu Coppola, che affiancò l’amico in L’uomo che fuggì dal futuro come produttore esecutivo, mentre Lucas rese il favore facendo da aiuto regista proprio ne Il Padrino. In particolare, è di Lucas la regia delle scene in cui vengono riassunti alcuni eventi collaterali, che vengono mostrati come notizie raccontate dalla stampa.

È nello studio di Don Vito Corleone, con le parole “I believe in America”, che inizia Il Padrino. Eppure per l’inizio del suo film Francis Ford Coppola aveva in principio pensato ad un’inquadratura dall’alto del matrimonio in casa Corleone. Coppola capì però che una dichiarazione d’amore avrebbe avuto un effetto più dirompente. Non una dichiarazione d’amore qualsiasi però, ma una rivolta a un intero paese: gli Stati Uniti d’America, come a voler tracciare una linea che unisse il boss dei boss a tutto il popolo americano.

L’unico attore, fatta eccezione per i personaggi principali, che compare in tutti i film della trilogia è Sofia Coppola. Certamente la ricordiamo nei panni di Mary Corleone nel capitolo conclusivo, ma in pochi sanno che Sofia fece la sua comparsa da appena nata già nel primo film interpretando un maschio: si tratta della scena del battesimo di Michael Francis Rizzi. Anche ne Il Padrino - parte II Sofia Coppola fa la sua apparizione: è una giovane immigrata sulla nave che porta Don Vito a Ellis Island.

E’ Nino Rota il compositore che ha firmato la colonna sonora de Il Padrino, una colonna sonora impossibile da dimenticare che è un elemento centrale del film. Rota era stato nominato all’Oscar, ma la candidatura venne scartata perché il tema musicale amoroso era già apparso, anche se in forma diversa, nella colonna sonora del film italiano Fortunella. Rota riuscì comunque a rifarsi con Il Padrino - parte II, per cui vinse l’Oscar per la miglior colonna sonora nel 1975.

Il volto di Marlon Brando e la testa di cavallo mozzata. Se vi chiedono di nominare le prime cose che vi vengono in mente pensando al Padrino, di sicuro queste due verranno scelte. Queste, ma anche un’altra: “Ti farò un’offerta che non potrai rifiutare”, una battuta diventata simbolo del film e dell’intimidazione mafiosa, entrando a fare parte del linguaggio comune come poche altre citazioni cinematografiche. Non a caso, l’American Film Institute l’ha messa al secondo posto tra le battute più belle di sempre tratte da una pellicola, battuta solo dall’immortale “Francamente me ne infischio” di Via Col Vento.