01 aprile 2016

10 consigli pratici in caso di Apocalisse Zombie

Fear The Walking Dead ce lo sta insegnando nel modo più spettacolare e crudele possibile: tutto quello che consideriamo “il nostro mondo” è in pericolo. E il pericolo morde. Nell’arco di pochi giorni qualsiasi città può trasformarsi in Zombieland e gli ignari abitanti in eroici sopravvissuti catapultati dritti all’inferno. Già, ma come si fa a sopravvivere in caso di apocalisse zombie? In questi anni di zombie-mania, da The Walking Dead in poi, sono usciti libri, manuali e persino studi scientifici su come affrontare un’epidemia di morti viventi. Ecco dieci cose da fare per prepararsi… o per affrontarla, in caso fosse già scoppiata.

Non tutti gli zombie sono uguali, lo dicono il cinema e le serie tv. Ci sono quelli lenti che si muovono in branchi, come in Fear The Walking Dead, o quelli che sono più simili ad animali rapaci, predatori solitari stile Io sono leggenda. Come di fronte a qualsiasi problema, la prima regola è sapere bene a cosa stiamo andando incontro, perché la nostra salvezza dipende anche dal nemico.

È umano, è normale: quando ci sentiamo in pericolo l’istinto ci dice di chiuderci a riccio, di cercare la difesa più grande. E per noi esseri umani del XXI secolo sicurezza significa casa. Ecco: sbagliato. Quando si è braccati, è importante avere sempre a disposizione una via di fuga e purtroppo una casa è l’esatto opposto, è un vicolo cieco. Quindi a meno che non abbiate una abitazione con dei tunnel segreti sotterranei (del resto, chi non ha almeno un tunnel in cantina, oggigiorno?), meglio evitare di sfruttare l’epidemia zombie come scusa per guardarsi mille serie tv sul divano.

Meglio andare a vivere in campagna. Non è l’elogio della vita campestre e del ritorno alla terra, purtroppo si tratta solo di un dato di realtà: in città c’è tantissima gente, ci si sfiora di continuo e senza sosta e non si può sapere se il vicino di metropolitana è sano o se sta per trasformarsi nella sua versione semi-morta. In Fear The Walking Dead vediamo i protagonisti alle prese con l’esplosione dell’epidemia a Los Angeles, ma sappiamo bene che The Walking Dead è un’odissea negli Stati Uniti rurali. Prendete esempio da Rick (e anche da Toto Cutugno, in fondo).

Strettamente legata al punto tre: sei in città e devi curarti? Impara a farlo da solo, magari maledicendo quelle lezioni di primo soccorso che hai sempre evitato. Gli ospedali sono il primo posto dove vengono portate le vittime di un’epidemia e quindi sono anche il primo posto in cui i non-morti si ritrovano a socializzare. Se sei allergico alle api, non infili la testa in un alveare, giusto? Ecco, è un po’ la stessa cosa.

Sei riuscito a superare l’ipocondria che ti spingeva al primo pronto soccorso disponibile, hai anche resistito al bisogno di tornare a casa a prendere l’action figure di Walter White prima di metterti in viaggio. Bravissimo, adesso però arriva il difficile: fare tutto ciò che ti occorre per rimanere vivo, ma senza farti notare. Stai lontano da fonti di rumore e cerca di non essere tu stesso un essere urlante o rumoreggiante. Se devi accendere un’auto, fai in modo che sia veloce e di fronte a una strada libera. Loro sono zombie, tu devi trasformarti in un fantasma.

Al mondo esistono pochi Chuck Norris e ancor meno MacGyver e ci sentiamo di dire che tu non sei tra questi. Quindi puoi fare solo una cosa: cercare altri sopravvissuti e fare in modo che le qualità del gruppo sopperiscano alle debolezze individuali. Le emergenze tirano fuori il peggio dei caratteri delle persone, ma anche risorse inimmaginabili: tollera il primo aspetto e potrai godere delle seconde. E poi diciamocela tutta: sopravvivere da soli è solo un modo diverso di diventare zombie.

Se ti brucia ancora la mancata elezione a rappresentate di istituto al liceo, l’apocalisse zombie potrebbe essere l’occasione giusta per riscattarti. Difficilmente potrai sceglierti i compagni di resistenza, dovrai accontentarti di quelli che si trovano in quel posto, in quel momento. Non sai chi sono, non hai fatto casting o colloqui e mettere la tua vita in mano a degli sconosciuti non è il massimo. Molto meglio cercare di mettersi a capo dell’allegra brigata e tenere sotto controllo teste calde e pessimisti cronici.

Ogni occasione deve essere buona per fare scorte di qualsiasi cosa. Cibo ovviamente, ma anche carburante, batterie, fiammiferi e tutto quello che possa aiutarti nei mesi a venire. L’esplosione dell’epidemia farà scoppiare anche l’ansia da approvvigionamento: non è l’outlet il primo giorno dei saldi, ma la spesa più importante della tua vita. Prendi tutto quello che ti serve, ma senza esagerare per evitare di appesantirti. Ah, ricordati un paio di scarpe comode: ti serviranno.

Ecco, le scarpe: dimentica quelle in pelle con suola di cuoio e dimentica anche le Manolo Blahnik (nonostante questo sia l’unico momento in cui potrai possederne un paio). Scarpe comode e resistenti perché la velocità è uno degli aspetti che ti mettono in vantaggio rispetto agli zombie. Dovrai correre: parecchio e con uno zaino sulle spalle. Se stai pensando di non andare al parco domenica mattina, è il caso di cambiare idea. Fare un po’ di fiato potrebbe essere utile, non solo per la prova costume.

Quando arriverà il paziente zero, quando nell’arco di pochi giorni il mondo non sarà più quello che conosciamo, in quel preciso momento, chi sarà il più fortunato? Facile, quello che avrà già pronto un kit di emergenza. Se credi alla possibilità di un’apocalisse zombie (e se sei arrivati fin qui vuol dire che ci credi), lascia libero sfogo alle tue paranoie e inizia a organizzarti: scorte, piani di fuga e rifugi segreti. Magari non ti serviranno mai, ma nel frattempo meglio portarsi avanti con i compiti.